Its Alto Adriatico, Agrusti “da qui terza rivoluzione industriale”

PORDENONE – «Da qui deve partire la terza rivoluzione industriale di questo territorio»: è la prospettiva indicata da Michelangelo Agrusti, Presidente di Confindustria Alto Adriatico e della Fondazione ITS Academy Alto Adriatico, durante l’inaugurazione della nuova sede ricavata dall’ex Birreria di Pordenone, restituita alla città dopo un importante intervento di riqualificazione. Una struttura dedicata all’alta formazione tecnologica dove si sono riunite istituzioni, rappresentanti del mondo produttivo e soprattutto gli studenti, protagonisti di una cerimonia coincisa con il Welcome Day del biennio 2026-2028.

«Qui si formeranno i tecnici, i manager e i futuri imprenditori del nostro manifatturiero, che ha dato ricchezza e benessere a migliaia di persone; la nuova fase di reindustrializzazione si fonderà sull’intelligenza, sulle competenze e sulle capacità di questi ragazzi», ha spiegato Agrusti. Un investimento sul capitale umano che il Presidente ha voluto rappresentare anche attraverso una scelta precisa: rovesciare le consuete gerarchie istituzionali e mettere al centro della giornata i giovani: «Oggi le vere autorità siete voi», ha detto, ricordando che saranno proprio le nuove generazioni a garantire alle imprese le competenze necessarie per affrontare la transizione digitale, la gestione dell’energia e le nuove sfide della sicurezza informatica.

L’inaugurazione segna un altro passaggio del percorso avviato dalla Fondazione nel 2010, quando la formazione tecnica superiore, orientata fin dall’origine all’information technology, cominciava ad affermarsi come alternativa qualificata all’università: dopo le due sedi realizzate al Gino Valle Center, l’ex Birreria diventa il terzo polo cittadino dell’Academy. L’intervento, realizzato dal Comune di Pordenone con risorse del PNRR, ha trasformato un edificio industriale abbandonato in una struttura di circa 1.800 metri quadrati destinati ad aule, laboratori, uffici e spazi comuni, con un auditorium e ambienti residenziali per studenti e docenti fuori sede. Il quadro economico dell’opera ammonta a circa 9,1 milioni di euro. La Fondazione ha collaborato alla definizione degli spazi e delle dotazioni tecnologiche, adattandoli alle esigenze dei percorsi formativi.

Il significato dell’investimento è stato ripreso dall’Assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, che ha espresso apprezzamento per il recupero architettonico e per la capacità di utilizzare le risorse europee in tempi relativamente brevi.

Rivolgendosi agli studenti, Bini ha insistito sulla rapidità con cui stanno cambiando le professioni e sulla necessità di cogliere le opportunità offerte dalla formazione. «Il tempo non torna indietro», ha ricordato, invitando i giovani a investire con determinazione negli anni di studio. Secondo l’Assessore, il modello ITS risponde a una delle debolezze storiche del sistema educativo italiano: la separazione tra formazione e mondo produttivo. Un collegamento che oggi permette di avvicinare le competenze alle necessità delle aziende e di aprire ai più giovani prospettive di responsabilità professionale e manageriale, senza attendere necessariamente una lunga anzianità di carriera.

A questo rapporto tra formazione, impresa e sviluppo urbano ha fatto riferimento anche il Sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, che ha definito l’ITS «la vera scommessa della nostra terra».

Il recupero dell’ex Birreria, ha spiegato, è il risultato di un lavoro che ha coinvolto diversi livelli istituzionali, dall’Europa al Comune, con un obiettivo condiviso: mettere a disposizione dei giovani spazi e strumenti adeguati a costruire il proprio futuro professionale. Un investimento che richiede anche responsabilità da parte degli studenti, chiamati a dare pieno significato alle opportunità ricevute. Basso ha inoltre richiamato il valore del «sistema Pordenone», nel quale manifattura, formazione e cultura hanno contribuito a sviluppare un modello di collaborazione riconosciuto anche fuori dal territorio.

A dare concretezza alle prospettive illustrate durante l’inaugurazione è stata la testimonianza di Davide Temelie, 21 anni, diplomato lo scorso giugno con 110 e lode nel corso Cybersecurity Specialist. Una passione per la sicurezza informatica diventata prima un percorso di studio, poi un’esperienza professionale: già durante il primo anno, lo stage in Hexagon, multinazionale svedese specializzata nelle tecnologie industriali e nell’automazione, gli ha permesso di mettere alla prova le proprie competenze e di avviare successivamente un apprendistato. Temelie si è distinto anche negli ITS CyberGame, diventando capitano della squadra nel secondo anno e ottenendo riconoscimenti individuali e una borsa di studio promossa dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Una vicenda che rende tangibile il collegamento tra laboratori, aziende e opportunità occupazionali sul quale la Fondazione ha costruito il proprio modello formativo.

La crescita dell’Academy è sostenuta anche dalle politiche regionali per il diritto allo studio. Elisa Marzinotto, Direttrice del Servizio Formazione della Regione Friuli Venezia Giulia, ha ricordato la scelta di equiparare gli studenti ITS a quelli universitari nell’accesso a borse di studio, mense e agevolazioni abitative. Ha inoltre illustrato il contributo del Fondo sociale europeo, con oltre 2,7 milioni di euro di cofinanziamento regionale per gli otto percorsi in avvio, sei dei quali nell’area tecnologica, richiamando anche l’impegno a mantenere attiva la sede di Amaro e a sviluppare nuove proposte formative nell’agroalimentare. La programmazione, ha precisato, nasce dal confronto con le Fondazioni ITS e con le imprese che ne fanno parte, affinché i corsi rispondano alle competenze effettivamente richieste dal mercato del lavoro.

Alle origini di questo percorso è tornata Patrizia Pavatti, Direttrice generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, ripercorrendo gli anni 2010-2011, quando in Friuli Venezia Giulia prendevano forma le prime esperienze di istruzione tecnica superiore. Una proposta allora poco conosciuta, che ha progressivamente acquisito un’identità autonoma fino al riconoscimento legislativo del 2022.

Pavatti ha richiamato la necessità di migliorare ulteriormente l’orientamento nelle scuole e di superare l’idea dell’ITS come scelta subordinata all’università: si tratta, invece, di un percorso terziario con una propria dignità, capace di offrire specializzazione tecnologica e accesso qualificato al lavoro.
L’apertura dell’ex Birreria amplia un sistema formativo che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita significativa. Al Gino Valle Center, dopo l’inaugurazione del primo nucleo nel dicembre 2024, lo scorso giugno sono entrati in funzione ulteriori spazi e laboratori specializzati. Negli ultimi tre anni oltre 250 imprese sono state coinvolte nelle attività di stage della Fondazione e il tasso di occupazione dei diplomati a un anno dal conseguimento del titolo ha raggiunto il 94%.

Il programma di sviluppo guarda ora anche alla capacità di attrarre studenti da fuori regione, attraverso la futura organizzazione degli alloggi presenti nella nuova sede, e all’ampliamento delle opportunità formative. Agrusti, in chiusura, oltre a richiamare l’attenzione sul grande lavoro svolto dalla direttrice di ITS, Barbara Comini, ha annunciato contatti con Prefettura e Questura per valutare percorsi di aggiornamento, in particolare nel campo della cybersecurity, destinati anche al personale delle Forze dell’Ordine. Una prospettiva che estende il rapporto tra Academy e territorio oltre la formazione iniziale, verso competenze destinate a essere aggiornate lungo l’intera vita professionale.

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