Electrolux, a Porcia il futuro è ancora da scrivere: 412 uscite previste, i sindacati chiedono garanzie

PORDENONE – Ritirata l’ipotesi dei licenziamenti unilaterali, ma la partita non è chiusa. Il 29 ottobre il confronto decisivo al ministero: sul tavolo occupazione, produzioni e investimenti per lo stabilimento friulano.

La prima battaglia è stata vinta, ma la strada per mettere al sicuro il futuro di Electrolux a Porcia resta in salita. Dopo mesi di tensioni, mobilitazioni e timori per l’occupazione, la multinazionale ha ritirato il piano che prevedeva licenziamenti unilaterali, aprendo la strada a una gestione degli esuberi attraverso uscite volontarie incentivate. Una svolta che ha cambiato il clima della vertenza, senza però cancellare le preoccupazioni di lavoratori e sindacati. Per lo stabilimento del Pordenonese, infatti, i numeri e le prospettive industriali continuano a richiedere risposte concrete.

Il dato che pesa maggiormente è quello delle 412 uscite indicate per Porcia, nell’ambito delle 1.250 previste complessivamente in Italia nei prossimi tre anni. Nel dettaglio, 166 riguardano gli operai e 246 gli impiegati tra Porcia e Pordenone. Numeri che comprendono anche lavoratori già usciti e contratti a termine non destinati al rinnovo: non si tratta quindi di altrettanti licenziamenti immediati, ma di una riduzione occupazionale che l’azienda punta a gestire attraverso strumenti volontari e incentivi.

È proprio qui che si concentra la richiesta delle organizzazioni sindacali: ridurre ulteriormente gli esuberi e chiarire quale sarà il futuro produttivo del sito. Tra i nodi principali c’è il mantenimento a Porcia dell’intera produzione di lavasciuga, considerata determinante per preservare attività e posti di lavoro. Fim, Fiom e Uilm chiedono inoltre garanzie sulla reale volontarietà delle uscite e sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali, senza penalizzare intere funzioni o gruppi di lavoratori.

Sul fronte degli investimenti, Electrolux ha annunciato 90 milioni di euro per gli stabilimenti italiani e una revisione della gamma produttiva. Per Porcia le prospettive indicate comprendono lavatrici fino a 12 chilogrammi, prodotti della linea Professional e lavasciuga di alta gamma. Annunci che dovranno tradursi in impegni verificabili, capaci di garantire continuità industriale e competitività nel tempo.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 29 ottobre al ministero delle Imprese e del Made in Italy, quando le parti dovranno proseguire il confronto sul nuovo piano. L’obiettivo è arrivare a un’intesa che tenga insieme sostenibilità aziendale e tutela del lavoro. Nel frattempo, il 22 ottobre sono previste assemblee nello stabilimento di Porcia con i segretari nazionali dei metalmeccanici.

Per il territorio, la posta in gioco va oltre i cancelli della fabbrica. Electrolux rappresenta un pezzo importante della storia industriale del Friuli occidentale e coinvolge una rete di competenze, fornitori e attività collegate. La rinuncia ai licenziamenti unilaterali ha aperto una nuova fase, ma la vera misura del risultato sarà la capacità di mantenere produzione e occupazione. È su questo terreno che si giocherà il futuro di Porcia.

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