FVG – Confindustria Friuli Venezia Giulia ha elaborato la periodica indagine trimestrale sullo stato dell’economia, basata sui dati di mercato interno ed estero, occupazionali, produttivi, l’andamento degli investimenti e del credito, dati raccolti da un campione molto significativo di imprese associate al sistema confederale regionale.
Il dettaglio dei principali indicatori congiunturali, rispetto al 1° trimestre 2023, indica che:
• la PRODUZIONE industriale manifesta la sua stabilizzazione, con un incremento dello 0,1% nel periodo considerato, rispetto al +0,5% del trimestre precedente; un dato tutto sommato neutrale rispetto agli effetti del conflitto in corso tra Russia e Ucraina, usuali Paesi acquirenti dei prodotti della nostra industria regionale.
• le VENDITE evidenziano, nel trimestre considerato, un ulteriore incremento del 7,1%, dopo il +1,4% registrato nel 1° trimestre 2023. Relativamente al mercato domestico queste evidenziano una crescita del 2,1% (rispetto al +5,6% del 1° trimestre 2023) mentre, per il mercato estero assistiamo ad un suo incisivo incremento pari al +10,3% rispetto al -1,6% del 1° trimestre 2023;
• i NUOVI ORDINI manifestano, nel trimestre in considerazione, il decremento del -5,8%, contro il +13,9% del 1° trimestre del 2023;
• L’OCCUPAZIONE continua a mantenersi sostanzialmente stabile, anche grazie agli interventi posti in essere al suo sostegno.
L’esame dei principali indicatori tendenziali riscontra che nel secondo trimestre 2023, confrontato con lo stesso periodo del 2022:
• l’andamento della PRODUZIONE industriale evidenzia una significativa contrazione dell’indicatore tendenziale, pari al -10,1%, rispetto al -0,2% del 2° trimestre 2022;
• le VENDITE globali si riducono, registrando, nel 2° trimestre 2023, un indicatore tendenziale negativo pari al -8,7%, rispetto al +7,7% del 2° trimestre dell’anno precedente: effetto cumulato sia delle vendite Italia (-8,8% contro il +8,6% del 2° trimestre del 2021) sia, analogamente, delle vendite estere (-8,7% rispetto al +6,7% del 2° trimestre 2022).
• analogamente, anche l’indice tendenziale dei NUOVI ORDINI evidenzia la conferma del trend negativo, con una sua contrazione, anche se meno rilevante rispetto agli indicatori tendenziali delle vendite (-4,3% rispetto +11% del 2° trimestre 2022).
Il Presidente di Confindustria FVG, Pierluigi Zamò, ha così commentato l’indagine congiunturale relativa al 2° trimestre del 2023 e previsioni per il 3°:
«L’analisi dei dati del secondo trimestre 2023 e le previsioni per il terzo, stante le difficoltà in cui versano alcuni settori – i cicli dell’automotive e della casa in particolare – fanno prevedere una seconda parte dell’anno, se non saranno introdotti correttivi, in salita. Le previsioni, infatti, dipingono un quadro meno brillante con la produzione industriale in contrazione e previsioni per la domanda, sia interna sia estera, non così positive.
Se il confronto congiunturale restituisce stabilità con la produzione industriale in rialzo rispetto al trimestre precedente, vi è maggior prudenza a causa delle turbolenze geopolitiche che influenzano alcuni dei nostri mercati esteri tradizionali: il calo significativo rispetto allo stesso periodo del 2022 – un anno straordinario, è bene ricordarlo – ne è infatti testimonianza. Questa incertezza trova fondamento anche nel confronto tra l’aumento delle vendite – che nel congiunturale sono salite di oltre 7 punti con un +10,3 per quelle estere – e la contrazione degli ordini.
Altalenanti anche gli investimenti: mentre alcuni settori, come digitalizzazione ed efficienza energetica, registrano ancora una prospettiva di crescita, altri, come sostenibilità ambientale e ricerca e sviluppo, mostrano un’incertezza più marcata che, ritengo, riflette l’equilibrio tra la volontà di innovare e investire in nuove tecnologie e l’incertezza legata alle sfide economiche e geopolitiche. Queste perplessità, diciamo così, hanno avuto riflessi anche sul turismo – che buone performance aveva garantito sul Pil – i cui primi dati, però, mi pare non corrispondano alle attese degli analisti, molto più brillanti del previsto.
Stabile invece, ed è questa una buona notizia, il tasso di occupazione che, analogamente al trimestre precedente, conferma un andamento positivo anche grazie agli interventi attivati per il suo sostegno.
Esistono tuttavia due fattori, a mio giudizio, in grado di mitigare questa situazione che non è certamente circoscritta al Friuli Venezia Giulia: il mantenimento dei tassi ai valori attuali da parte delle banche centrali – secondo noi in numerosi settori siamo già in deflazione – e rapidità e modalità con cui il sistema sarà in grado di utilizzare i fondi messi a disposizione dal PNRR».
