Jazz River segue il corso del Livenza: il festival si allarga a Sacile e Brugnera

POLCENIGO – Dalla sorgente di Polcenigo al corso del Livenza, la musica diventa un ponte tra luoghi, paesaggi e comunità. È questa l’idea alla base della sesta edizione di Jazz River, presentata nel municipio di Polcenigo dalla curatrice artistica Paola Martini e dal vicesindaco Fabio Pegoraro, con gli interventi degli assessori alla cultura di Sacile, Ruggero Spagnol, di Brugnera, Paola Covre, e di Polcenigo, Marina Della Gaspera, insieme a Elisa Dotta, responsabile del Gruppo giovani Fai Pordenone, e Lella Fullin del Gruppo di cammino di Polcenigo.

Organizzato da Circolo Controtempo in collaborazione con il Comune di Polcenigo, il festival si terrà dall’11 al 27 settembre e quest’anno compie un passo importante: per la prima volta esce dai confini di Polcenigo e raggiunge Sacile e Brugnera, seguendo idealmente il corso del Livenza. Entrano così nel percorso anche la Tenuta Vistorta e Villa Varda, accanto al Teatro comunale e agli altri luoghi del borgo.

«Dopo sei anni ci è sembrato naturale seguire il corso del Livenza – spiega Paola Martini –. L’arrivo a Sacile e Brugnera non è un semplice ampliamento, ma il compimento di un’idea che era già dentro Jazz River: mettere in relazione luoghi, persone, storie e linguaggi attraverso la musica».

Il cartellone propone artisti di rilievo nazionale e internazionale, nel segno di un jazz inteso come linguaggio aperto e contemporaneo. L’apertura, venerdì 11 settembre alle 21 al Teatro comunale di Polcenigo, è affidata al Roberto Gatto 4tet, con il progetto “Around Miles”, dedicato all’eredità di Miles Davis. Sabato 12, sempre alle 21, sarà la volta della chitarrista Eleonora Strino, in trio con Giulio Corini e Zeno De Rossi, per presentare “Matilde”.

Domenica 13 settembre, alle 18, il festival si sposta alla Tenuta Vistorta di Sacile per il concerto piano e voce di Raphael Gualazzi, che attraverserà jazz, blues, swing e canzone. Mercoledì 16 settembre, alle 21, Villa Varda di Brugnera ospiterà invece Thomas Umbaca con “Waiting for music to surprise me again”, un progetto tra pianoforte, voce, percussioni, loop station ed elettronica.

Sabato 19 settembre, alle 21 al Teatro comunale di Polcenigo, spazio al duo formato da Gianluca Petrella e Pasquale Mirra, in un dialogo tra trombone, vibrafono, percussioni ed elettronica.

Il festival farà inoltre tappa a Pordenone giovedì 17 settembre, alle 21, nello Spazio Banca 360 Fvg, con “Lucio c’è. La vita e la musica di Lucio Dalla”, appuntamento di Pordenonelegge realizzato in collaborazione con Circolo Controtempo. A raccontare il cantautore sarà Marcello Balestra, che gli è stato accanto per trent’anni, con la conduzione del giornalista Andrea Ioime.

Il cuore più identitario di Jazz River sarà però la giornata di domenica 27 settembre, in occasione della Giornata mondiale dei fiumi e in collaborazione con Atlante delle Rive. Una giornata che unirà cammino, musica, cinema e incontri. Si partirà alle 9 da piazza Plebiscito con il “Cammino sonoro” lungo le sponde del Gorgazzo, guidato da Leila Fullin. Alle 11, al castello di Polcenigo, sarà la fisarmonica di Paolo Forte a raccontare il rapporto con i fiumi.

Nel pomeriggio, alle 15, la giornalista Maria Balliana dialogherà con Paolo Antonio D’Andrea, autore di “La profondità del cinema”. La serata, dalle 21, proseguirà con l’elettronica di Ankubu, la proiezione del documentario “Salvadis” di Edoardo Magrini e Alessandro Fantuzzi e, a seguire, il concerto di Massimo Silverio con “Surtùm”, progetto nel quale la lingua carnica diventa materia sonora contemporanea.

«Il 27 settembre è la sintesi più evidente di ciò che Jazz River vuole essere – sottolinea Martini –: non soltanto una successione di concerti, ma un modo diverso di attraversare un territorio».

A completare il programma sono i progetti di River Lab, rivolti alle nuove generazioni, tra cui “Polcenigo insolita”, realizzato dal Liceo artistico Enrico Galvani di Cordenons con Circolo Controtempo, Fai e Comune di Polcenigo, e “Le Agane”, percorso dedicato alla ceramica e alle figure mitologiche legate all’acqua nella tradizione friulana.

Jazz River, dunque, allarga il proprio corso senza dimenticare la sorgente: la musica resta il punto di partenza, il territorio il luogo dell’incontro e il fiume il filo che li unisce.

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