Circuiti di luce. Finissage mostra Stefano Tubaro al Santin

PORDENONE – Un bel pomeriggio alla Galleria Santin con un pubblico numeroso per il finissage di “Circuiti di luce” la mostra che, da maggio a settembre, ha proposto una selezione di opere che fanno parte della serie “Stanze fotogeniche” e che rappresentano la summa della ricerca artistica di Stefano Tubaro.

Guglielmina Cucci, assessora alle pari opportunità e politiche sociali, ha portato i saluti dell’amministrazione comunale sottolineando il valore culturale delle proposte della Fondazione Santin e ricordando con commozione la figura di Alessandra Santin.

Stefano Tubaro, in dialogo con Franca Benvenuti, proprio partendo dal titolo scelto per la mostra ha parlato della luce, comune denominatore del suo lavoro che, come aveva scritto Alessandra Santin in uno dei suoi testi critici, è un concetto simbolico, rivelatore di un tempo sconnesso, interiore e meditativo.
Nel corso dell’incontro si è posto l’accento su un altro elemento fondamentale della poetica di Tubaro: il silenzio e il bisogno di renderlo visibile che porta l’artista a creare atmosfere metafisiche in cui il tempo appare rallentato o sospeso, anche se mai del tutto immobile liberando così l’immaginazione e la creatività di chi osserva.

Stefano Tubaro, insieme a Franca Benvenuti, ha approfondito un altro tema importante, l’assenza completa o quasi dell’uomo nei propri lavori, sottolineando però come si tratti di un’assenza che finisce col diventare presenza perché gli spazi fotografati, fabbriche dismesse, ruderi abbandonati, “sculture del vuoto” rimandano comunque a storie di lavoro e di vita.

A fine incontro Stefano ha ricordato con emozione la lunga collaborazione artistica con Alessandra che nel corso degli anni ha curato per lui mostre importanti in sedi prestigiose e scritto numerosi testi critici.

Il finissage è stato impreziosito dalla lettura della poesia “Luce” di Paola Guerra che è stata ispirata proprio dai lavori esposti in mostra per la scrittura di un suo intenso componimento poetico che ha voluto poi donare all’artista e a tutti i presenti.

Franca Benvenuti

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