Joan Miró protagonista a Pordenone: una mostra inedita apre il 2027 della Capitale della Cultura

PORDENONE – Dal 22 gennaio al 30 maggio alla Galleria Harry Bertoia un’esposizione realizzata in esclusiva mondiale con la Fundació Joan Miró di Barcellona. In mostra 37 opere, di cui 20 mai esposte prima e 17 inedite in Italia.

Sarà Joan Miró ad aprire il programma dei grandi eventi di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Dal 22 gennaio al 30 maggio, la Galleria Harry Bertoia ospiterà Joan Miró: la poesia degli oggetti e della materia, un progetto espositivo inedito, ideato appositamente per la città in collaborazione con la Fundació Joan Miró di Barcellona.

La mostra, promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso PromoTurismoFVG e dal Comune di Pordenone, è prodotta da Suazes, con Crédit Agricole Italia come main partner. Curata da Véronique Dupas della Fundació Joan Miró, riunisce 37 opere di straordinario interesse: 20 provenienti dalla collezione privata dell’artista e donate al museo di Barcellona, esposte per la prima volta in assoluto, e altre 17 mai presentate prima in Italia.

Il percorso propone uno sguardo originale sull’universo creativo del maestro catalano, mettendo in dialogo grafica, pittura, scultura, poesia e sperimentazione sui materiali. Tre i temi che guidano l’esposizione: poesia, oggetto e materia. Al centro, la capacità di Miró di trasformare segni, lettere e oggetti quotidiani in immagini visionarie, dando vita a un linguaggio artistico libero e riconoscibile.

La prima sezione approfondisce il rapporto tra arte e poesia, attraverso le esperienze delle avanguardie parigine degli anni Venti e il dialogo con artisti e scrittori. Tra le opere di particolare interesse figura Adonides, libro d’artista realizzato insieme al poeta Jacques Prévert, nel quale parole e incisioni diventano parte di un’unica composizione.

La seconda sezione è dedicata agli oggetti quotidiani, che nelle mani di Miró perdono la loro funzione originaria per trasformarsi in figure, assemblaggi e composizioni sorprendenti. La terza esplora invece la ricerca sui materiali e sulle tecniche, dall’incisione alla pittura e alla scultura, con particolare attenzione al carborundum, procedimento che permette di ottenere stampe dalla forte presenza materica. Spazio anche all’influenza della calligrafia giapponese e all’utilizzo di supporti non convenzionali come legno, juta e masonite.

L’esposizione sarà arricchita da fotografie, video e una colonna sonora originale composta appositamente per l’occasione.

L’appuntamento rappresenta il primo grande evento espositivo del 2027 e un’importante occasione di apertura internazionale per Pordenone. «Iniziare l’anno da Capitale italiana della Cultura con una mostra in esclusiva di questo valore significa aprire Pordenone al mondo», sottolinea il sindaco Alessandro Basso, evidenziando il lavoro condiviso tra istituzioni, fondazione e partner privati.

Per l’assessore alla Cultura Alberto Parigi, l’esposizione è anche una delle prime eredità concrete del percorso verso il 2027: la Galleria Harry Bertoia, ristrutturata e riqualificata, potrà infatti accogliere mostre di livello internazionale. Una nuova opportunità per la città e per il territorio, anche sul fronte dell’attrattività turistica e della crescita culturale.

La direttrice della Fundació Joan Miró, Maribel López Zambrana, sottolinea il valore della collaborazione con Pordenone e l’importanza di presentare opere provenienti dall’archivio che conserva la quasi totalità della produzione grafica dell’artista.

Con questa esposizione, Pordenone inaugura dunque il proprio anno da Capitale della Cultura puntando su uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento. Un’occasione per scoprire un Miró meno conosciuto, attento alla sperimentazione e capace di trasformare la materia e gli oggetti più semplici in poesia, ma anche per proiettare la città nel circuito delle grandi mostre internazionali.

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