Coldiretti Pordenone: investire in invasi e manutenzione

PORDENONE – Mais con perdite importanti, secondo taglio dei prati praticamente inesistente, pascoli asciutti e in molti campi di pianura non è stato possibile effettuare la seconda coltura dopo la raccolta dei cereali vernini. È questa la situazione nelle campagne pordenonesi dove non c’è la possibilità di irrigare.

“Per fortuna, anzi, per capacità di pensare e agire, – afferma il presidente di Coldiretti Pordenone Matteo Zolin – in passato c’è stato chi ha avuto la lungimiranza di investire e lavorare ed ha creato degli invasi che oggi permettono di fare agricoltura e creare economia e indotto in circa metà pianura pordenonese. Ma non possiamo stare fermi! Dobbiamo investire! Fare le manutenzioni alle attuali infrastrutture e progettarne e realizzarne di nuove. Dobbiamo superare le miopie dei comitati del NO a prescindere, farci accompagnare da tecnici e scienza e con coraggio, insieme a amministratori e associazioni, lavorare per il futuro. E dobbiamo farlo subito”

«La situazione di difficoltà – prosegue Zolin- è ricorrente e molto seria e riguarda contemporaneamente parte della pianura, la pedemontana e la montagna. Le aziende stanno affrontando cali produttivi importanti e costi aggiuntivi proprio nel momento in cui dovrebbero costruire le scorte di foraggio per l’autunno e l’inverno. La mancanza del secondo taglio dei prati rischia di lasciare gli allevamenti senza una parte fondamentale dell’alimentazione necessaria nei prossimi mesi. Inoltre nei terreni normalmente destinati a mais di secondo raccolto o soia, la scarsità d’acqua ha impedito la preparazione del terreno o la semina, oppure ha compromesso le prime fasi di sviluppo delle piante.”

Conferma la situazione di criticità anche Valter Colussi, Presidente del Consorzio di bonifica Cellina Meduna: “grazie alle piogge di giugno è stata raccolta nei bacini montani una quantità di acqua sufficiente per affrontare la stagione. Ora le portate del Cellina e del Meduna sono peggiori del 2022 e a questi ritmi la disponibilità si riduce velocemente e dobbiamo confidare nelle piogge della seconda metà di agosto. Dobbiamo quindi creare presupposti per sfruttare le infrastrutture esistenti al massimo potenziale e crearne di nuove, per poter anche ampliare ulteriormente il territorio irrigato. Si può fare, ma bisogna trattenere l’acqua quando cade: la disponibilità dell’acqua è la condizione di partenza.”

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