Bitcoin, cosa c’è dietro alla grande crescita?

Una crescita esponenziale, a tre zeri, che non può essere certo passata inosservata, ai consumatori / investitori così come alla grande finanza. Da anni la lente di ingrandimento è puntata sul Bitcoin e sulla sua ascesa: una moneta virtuale nata nel 2009 da un visionario (nel senso buono) da sempre sotto pseudonimo.

Bisognerà attendere il 2017 per far sì che il BTC (sigla del Bitcoin) diventi un prodotto popolare, nel senso di dibattuto sui grandi media. Fino ad allora era stato più uno strumento finanziario per pochi ‘nerd’ della finanza multimediale. Natale 2017 per la precisione, quando improvvisamente il valore del Bitcoin arriva a superare di molti i 20 mila dollari di quotazione.
Si grida al miracolo, forse proprio perché si era in prossimità del Natale; qualcun altro, molto più prosaicamente, urla invece al rischio di una bolla speculativa, si teme quindi che il Bitcoin possa collare da un momento all’altro. Il crollo netto non ci sarà ma una discesa sì; e per qualche anno di BTC non si parla più tanto.

Ma, e veniamo qui alla storia recente, sempre a ridosso del Natale, che evidentemente con la sua magia fa bene alle criptovalute, tra fine 2020 ed inizio 2021 si registra un altro ‘miracolo’: il Bitcoin supera la soglia dei 40mila dollari di quotazione, polverizzando il precedente record.

Conviene investire nel Bitcoin?

Ecco allora che è partita una corsa al Bitcoin: tutti lo vogliono e tutti lo cercano: ovviamente la domanda che ci si pone è se convenga o meno investire oggi. analizzando la peculiarità di questa criptovaluta, aiutandoci con la guida fornita da kriptomat.io/it/bitcoin/, si evince che l’asset, così come tutte le altre criptomonete, è altamente volatile, ovvero sensibile ai capricci del mercato.

Tuttavia è interessante il discorso che proprio in concomitanza con una crisi economica che ha pochi precedenti nella storia, il Bitcoin ha toccato il suo record personale diventando, per alcuni, finanche un bene rifugio sul quale investire i propri risparmi in questo momento così complesso.

Il 2020, per tanti settori dell’economia (quasi tutti, a dire il vero) annus horribilis, è stato invece l’anno del Bitcoin. E la tendenza potrebbe consolidarsi ulteriormente se si entrasse in una sua maggiore regolamentazione: se ne sta parlando nella UE (per la verità, non proprio ben disposta verso le valute virtuali) ed anche in Italia.

Negli Usa ad esempio, ci sono già oggi mercati regolamentati con relativa licenza bancaria e finanche banche commerciali che fanno custodia di asset digitali. C’è poi il caso di Paypal, il colosso dei pagamenti in rete, che ha fatto sapere che a breve inizierà ad accettare anche pagamenti con Bitcoin. In sostanza i presupposti per un futuro radioso del BTC sembrano esserci tutti.




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