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venerdì , 4 Aprile 2025

CRONACHE DALLA POLTRONA “Trap” è quattro film in uno

Ci voleva proprio questa vagonata di cinema mirabilmente concentrata tutta in un solo film deliziosissimo a ravvivare la programmazione estiva altrimenti dominata da sequeloni e edizioni in franchise dei supereroi d’ordinanza di stretta osservanza Marvel e/o Pixar.

In una freschissima sala 4 del Cine Città Fiera di Udine al primo spettacolo pomeridiano c’eravamo solo io e una manciata di 15/20enni (bravi fioi!).

Non so esprimere godimento più grande di andare al cinema al freschissimo in un assolato e sonnolento pomeriggio d’estate per vedere un cavolone di filmone stratosfericone.

Perché sì, questo “TRAP” del geniaccio M. Night Shyamalan (indiano di nascita ma americano di crescita) ci regala 105 minuti di fottuta goduria cinematografica.

Che ti posso dire? Attenzione che da qui in poi questa recensione diventa una TRAP di spoilerini….

TRAP è la trappola che scatta in un palazzettone dello sport in zona Philly (vicino Toronto nella realtà) a un concerto della Lady Gaga del momento, una ispiratissima Lady Raven bravamente interpretata dagli occhioni intensi di Saleka Shyamalan (sì, è la figlia di) dove un mastodontico e imponente dispositivo di sicurezza viene approntato per catturare il sanguinario serial killer del momento, il ferocissimo Macellaio.

Il vigile del fuoco Cooper (un bistecconato ma ancora che je l’ammolla alla grande, Josh Hartnett) accompagna la sua amatissima bionda tenerella figlioletta 13enne con problemi di bullismo Riley (una superbravissima Ariel Donoghue) al concerto di Lady Raven e comincia a notare che ci sono fiumane di sbirri, security, corpi speciali, vigili urbani, guardie di ogni ordine e grado e ogni altro tipo di forza dell’ordine esistente in ogni fottuto angolo del fottuto palazzetto dello sport. Persino il personale dedito ai servizi è stato istruito.

Il film comincia con il “film” della ragazzetta Riley che va al concerto col papone adorato. Poi diventa il film di Cooper paparino antibullismo. Poi diventa il film di Lady Raven che nel dopoconcerto cerca di salvare la vita della imminente vittima del serial killer. Poi diventa il film del feroce (ma tanto feroce) Macellaio e della sua famiglia. Non dico altro ma sono sicuro che forse ti sta venendo una voglia matta di andarlo a vedere!

Ragazzi, 4 film in uno che solo quel cavolo di genio di M. Night Shyamalan (pseudonimo di Manoj Nelliyattu Shyamalan) ci poteva regalare. La sua regia è davvero molto evoluta, i punti macchina sono spesso stranianti ma mai eccessivi o fini a se stessi, la costruzione delle scene spazia dalla tensione alla Hitch a scene da action movie a inquadrature da Kammerspiel in una apparentemente sobria (in superficie) ma fantasmagorica giostra di situazioni che via via ci portano dentro dentrissimo la vita, il corpo e la mente del serial killer maniaco pazzo omicida sadico sanguinoso e… gli si vuol tanto bene!!!

Anche i numerosi personaggi secondari come, ad esempio, la tranquilla Rachel moglie di Connor (la biondina Alison Pill) che poi tanto tranquilla non è, e il personaggio della anziana “cuore di pietra” profiler del FBI Josephine Grant (Hayley Mills) sono tratteggiati con cura per il dettaglio e sono (assai) funzionali a tutta la narrazione filmica, e qui si nota anche la generosità e il mestiere di Shyamalan che per ogni personaggio anche solo secondario cesella finemente scene e scrittura.

E fatemelo dire: “TRAP” è davvero un capolavoro di scrittura e di regia con continui colpi di scena ed è anche molto molto divertente.

Una nota simpatica: il nostro cazzuto M. Night Shyamalan compare nel suo stesso film interpretando un piccolo ma azzeccatissimo ruolo, lo zio della popstar Lady Raven… Alfred Hitchcock scansate proprio!

Chiudo con una quasi citazione del nostro quasi amico Nietzsche che pare ritagliata apposta per questo filmone: “Non guardare i mostri se non vuoi diventare uno di loro, e se guardi nell’abisso anche l’abisso guarda in te.”

Pasqualino Suppa

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