Mercati Nervosi prima di Jackson Hole; Borse deboli per tapering, variante Delta e Cina

• Settimana negativa per le borse azionarie internazionali: l’indice globale dei paesi sviluppati perde infatti oltre un punto percentuale (-1,39%), con un sentiment in peggioramento rispetto alle ottave precedenti. Pesano diversi fattori: timori per l’inizio del tapering da parte della Fed, il persistere dell’emergenza Covid con il diffondersi della variante Delta e la debolezza che caratterizza i paesi emergenti (area asiatica in particolare e Cina in primis).
• La diffusione dei verbali relativi all’ultima riunione della Fed ha evidenziato un atteggiamento decisamente più convinto nel procedere entro breve tempo a misure di tapering, ossia di riduzione degli acquisti mensili di asset da parte della banca centrale americana, fiduciosa sulle condizioni dell’economia USA e delle possibilità di continuazione della crescita. Questo elemento ha indebolito le borse, anche se quelle USA hanno mostrato una migliore resistenza (S&P 500 -0,55%, Nasdaq -0,26%), sostenute ancora da buone dinamiche degli utili aziendali.
• Decisamente meno performanti gli altri listini internazionali: l’Europa ha sofferto per la marcata debolezza dei settori legati al ciclo economico, patendo passivi tra il –2% e -4% mentre i paesi emergenti solo l’India è riuscita a contenere le perdite. Forti deflussi per le borse cinesi (oltre -6% per Hong Kong), con gli investitori per gli atteggiamenti anti-mercato da parte del regime di Pechino, in particolare verso le società internet based e tech.
• A livello settoriale, pesanti flessioni per il settore auto (d’impatto la decisione di Toyota di tagliare la produzione del 40% per la carenza di chip), dell’energia e dei materiali di base (accompagnate dal netto calo del prezzo del greggio e delle commodities) e di altri comparti ciclici come banche, chimica e industriali. Resistono alle vendite solo l’Health Care, Tecnologici e Utilities.
• In ambito obbligazionario, settimana di ripresa per il reddito fisso di matrice governativa. A prevalere sui tassi e medio lungo le incertezze economiche relative alla crescita globale più che gli effetti del tapering che la Federal Reserve prefigura come vicino. Il decennale USA rimane in area 1,20%-1,30% ma sulle scadenze più lunghe l’impatto sui rendimenti è stato più marcato. Si entra nella settimana di Jackson Hole, il simposio di politica economica tra i maggiori banchieri centrali del mondo. Prezzi dei governativi in aumento anche nella zona Euro, con il Bund e gli altri titoli di stato ancora su rendimenti vicini ai minimi.
• Vistosa la debacle per le materie prime, praticamente tutte in negativo ad eccezione dell’oro rimasto invariato a quota 1.780. Il basket declina del 4%, per effetto dei pesanti passivi per metalli industriali, materie agricole e petrolio, comparti appesantiti dal peggioramento del sentiment sulle prospettive economiche globali (Cina, Covid). In caduta libera il petrolio (-8,9% a 62 $), preso di mira per le previsioni di minore domanda per il resto del 2021.
• In ambito forex, incertezza economica e decisioni di politica monetaria spingono il Dollaro USA, con il cross ai minimi del 2021 e con valori anche sotto quota 1,17. Deboli le valute legate alle materie prime. Ancora buono il tono del Bitcoin che avvicina ormai quota 50.000 $.

Dott. Alessandro Pazzaglia, Consulente Finanziario Autonomo, mail; alessandro@pazzagliapartners.it




Condividi