PORDENONE – Pordenone Capitale italiana della Cultura non è un traguardo da attendere, è un percorso già iniziato e ogni giorno la città compie passi concreti verso il 2027, attraverso iniziative e tavoli di lavoro.
Tra questi, il progetto di wayfinding urbano, ovvero la vestizione della città. Un sistema articolato che comprende installazioni fisse e mobili, elementi di design architettonico e multimedialità con un duplice obiettivo: da un lato far sentire concretamente ai cittadini che Pordenone è Capitale italiana della Cultura, dall’altro accogliere visitatori e turisti in una città che sa raccontarsi e guidarli alla scoperta dei suoi poli culturali. In questi giorni si è tenuto infatti il primo incontro operativo tra lo studio che curerà il progetto e gli uffici della cultura del Comune per avviare concretamente le attività.
L’Assessore alla Cultura Alberto Parigi: “Il nostro obiettivo è rendere concreta e visibile l’identità di Pordenone come Capitale italiana della Cultura, sia per i cittadini che per i visitatori. Attraverso l’installazione di elementi di comunicazione urbana come pannelli informativi, totem e segnaletica dedicata, vogliamo che chiunque arrivi in città o la viva quotidianamente percepisca immediatamente di trovarsi in un luogo dal valore culturale riconosciuto a livello nazionale. Consideriamo questo intervento un tassello fondamentale della strategia di comunicazione e promozione del territorio, che si integra con le altre iniziative per valorizzare la nostra identità di Capitale italiana della Cultura.”
Gli interventi si concentreranno sull’anno cruciale del 2027, ma saranno pensati per lasciare un’eredità duratura che guarda oltre il 2028. Il progetto coglierà l’opportunità di promuovere in maniera capillare e incisiva la rinnovata percezione della città, traducendo spazialmente il dossier di candidatura con attenzione all’inatteso, alla sorpresa e alla scoperta, affermando i valori di inclusività, riconoscibilità e partecipazione.
Questa è un’iniziativa che coinvolgerà trasversalmente tutti gli uffici comunali. L’ambito culturale farà da capofila, ma dialogherà costantemente con gli altri settori come lavori pubblici, urbanistica, verde pubblico, accessibilità e commercio: ciascuno porterà il proprio contributo di competenza per un risultato corale.
La tabella di marcia prevede già nei primi mesi del 2026 una fase di analisi e definizione delle strategie, con la mappatura degli scenari complessivi e lo studio dei punti chiave in ingresso e in città. Seguirà la definizione di un elenco degli interventi con una serie di proposte di installazioni puntuali da sviluppare. Successivamente si passerà alla pianificazione e implementazione del progetto, per arrivare poi alla definizione della direzione artistica e all’affinamento della strategia di comunicazione, sempre in coordinamento con le altre iniziative presenti in città come i festival, i progetti del Dossier in partenza o altre installazioni e comunicazioni urbane.
Il tutto in coerenza con l’identità del marchio sviluppata intorno al logo di Pordenone 2027, già visibile sui totem distribuiti in città o sui canali social dedicati e senza dimentica alcuni dei valori fondanti della candidatura come l’accessibilità culturale e la sostenibilità ambientale.
Capitale italiana della Cultura si percepisce già oggi nella vitalità delle iniziative e nella curiosità dei cittadini ma Pordenone si vestirà di nuovi segni e installazioni: sarà la sua firma visibile, il racconto che prende forma nelle strade e nelle piazze, accompagnando tutti verso il 2027.
