Carta di Pordenone riparte: la città punta a diventare la capitale della cultura della parità

PORDENONE – Dieci anni dopo la sua nascita, la Carta di Pordenone si rinnova e rilancia la sfida. Il protocollo sulla rappresentazione di genere nei media guarda al futuro e si candida a essere uno dei pilastri del percorso che accompagnerà Pordenone verso il 2027, anno in cui la città sarà Capitale italiana della Cultura. L’obiettivo è ambizioso: trasformare Pordenone in un punto di riferimento nazionale per la cultura della parità, facendo del linguaggio e della comunicazione strumenti di contrasto agli stereotipi e alla violenza di genere.

Nata nel 2015 dall’intesa tra Comune di Pordenone, Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Assostampa FVG, Circolo della Stampa di Pordenone, Consigliera di Parità, Centro Antiviolenza Voce Donna e Teatro Verdi, la Carta di Pordenone è diventata negli anni un modello di riferimento anche fuori regione. Ora si apre una nuova fase, destinata ad accompagnare il territorio fino al 2027 con iniziative, studi e appuntamenti di rilievo nazionale.

«La parità di genere è innanzitutto una sfida culturale – sottolinea l’assessora alle Pari Opportunità Guglielmina Cucci –. Vogliamo che Pordenone diventi la capitale della cultura della parità, mettendo in rete istituzioni, professionisti, associazioni e cittadini. Un percorso che va ben oltre l’anno della Capitale della Cultura».

Per valorizzare il protocollo sono in programma diversi appuntamenti distribuiti nell’arco dell’Anno della Cultura. Tra questi, a marzo, si terrà un festival dedicato alla parità di genere che affronterà anche il tema del coinvolgimento degli uomini.

«Approfondirà anche il ruolo degli uomini nella promozione della parità», spiega la vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Paola Dalle Molle. L’Ordine dei giornalisti, insieme al Teatro Verdi, riveste un ruolo centrale nell’attuazione del protocollo promosso dal Comune, dall’assessorato alle Pari opportunità e dalla Commissione comunale per le Pari opportunità, presieduta significativamente da un uomo.

Il programma prenderà il via già nel 2026 e proseguirà per tutto il 2027. Tra gli appuntamenti in calendario ci sarà il Festival della Parità, promosso insieme ad Anci, mentre il percorso affronterà temi sempre più attuali come il ruolo degli uomini nella costruzione della parità, i nuovi linguaggi digitali e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla comunicazione.

La prima tappa sarà una ricerca affidata a Ires FVG per misurare l’impatto della Carta dopo il primo decennio di attività. L’indagine raccoglierà il punto di vista degli enti aderenti per capire quanto il protocollo abbia inciso sulle pratiche comunicative e quali siano le prospettive di sviluppo. «Vogliamo fare un bilancio di questi dieci anni – spiega Cucci – e raccogliere idee e proposte per rendere la Carta uno strumento ancora più efficace nella promozione di una comunicazione rispettosa e inclusiva».

Il primo evento pubblico è in programma il 13 settembre al Teatro Verdi con la consegna dell’Airone di Carta, il riconoscimento destinato a chi si distingue nella diffusione della cultura della parità. L’edizione 2026 sarà assegnata a GiULiA Giornaliste, l’associazione nazionale impegnata nella lotta agli stereotipi e alle discriminazioni nel mondo dell’informazione. La cerimonia sarà arricchita dal concerto di Marina Rei, promosso dal Teatro Verdi in collaborazione con il Comune.

A chiudere il percorso sarà, nella seconda parte del 2027, la mostra “Una vita da scienziata”, realizzata da Fondazione Bracco e ospitata al Museo civico di Storia Naturale “Silvia Zenari”. L’esposizione, nata dal progetto #100esperte, racconterà attraverso immagini e testimonianze il contributo delle scienziate italiane e il valore di una rappresentazione più equilibrata delle competenze femminili nei media.

Dopo dieci anni, dunque, la Carta di Pordenone non si limita a celebrare il traguardo raggiunto, ma rilancia la propria missione. L’ambizione è fare di Pordenone un laboratorio permanente dove cultura, informazione e pari opportunità continuino a dialogare anche oltre il 2027.

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