Inaugurato murales mosaicato per capitale cultura 2027

PORDENONE – Il 12 settembre è stato inaugurato a Pordenone un murales mosaicato che racconta un pezzo di storia industriale della città, ma racconta anche il lavoro che da oltre venti anni nelle ex Officine SAVIO, un edificio di archeologia industriale, Fondazione Bambini e Autismo porta avanti nel centro che, non a caso, si chiama: “Officina dell’arte”.

Un po’ di storia

L’edificio fu realizzato a fine Ottocento e al suo interno si costruivano in un primo momento sedie ma quella manifattura, evidentemente, non andò a buon fine se nel 1911 Marcello Savio vi insediò la sua Officina Meccanica che faceva riparazioni di macchine tessili soprattutto di telai.

Nel secondo dopoguerra l’azienda fu presa in mano dal figlio del fondatore, Luciano, che trasformò l’officina in una fabbrica che operava in varie parti del mondo tanto che per volumi di prodotto e numero di addetti fu necessario trasferire l’azienda in un’altra parte della città nella periferia dove ancora si trova.

Dal 2004 Fondazione ha preso in affitto una parte di questi storici locali per impiantarvi la propria “Officina dell’arte” un luogo di lavoro per persone con autismo adulte. Nell’officina a turno e a seconda delle proprie inclinazioni si lavoranei laboratori di confezione di prodotto, di informatica e di mosaico professionale.

Pordenone 2027 Capitale della Cultura

L’idea del murales mosaicato è venuta tenendo presente questo importante traguardo della città ed è parso interessante raccontare ad un ipotetico turista una parte della storia industriale del territorio attraverso gli strumenti più consueti e praticabili a Fondazione e fra questi: il laboratorio di mosaico. In questa avventura è stato coinvolto il noto artista di Street Art Giulio Masieri a cui è piaciuto il progetto che harealizzato un primo bozzetto, che partiva da immagini antiche per arrivare ad immagini contemporanee per raccontare appunto la storia dell’edificio. Tra le immagini del bozzetto poi sono state scelte quelle da realizzare a mosaicoe soprattutto quali particolari evidenziare con ilmosaico.

Di cosa parla l’opera

Sicuramente di una parte della storia industriale della città che cittadini e turisti della prossima capitale potranno scoprire (un QR code generato all’Officina con una stampante 3D è inserito nell’opera e da esaustive spiegazioni), ma racconta anche dell’inclusione delle persone con autismo che, nel corso del tempo, si è raggiunta attraverso il tessuto culturale del territorio.

Il fatto poi che quest’opera sia stata realizzata a più mani trovando la disponibilità di un noto artista e del Comune di Pordenone si configura come un forte segnale culturale che dice che dalle parole si è passati all’azione raggiungendo un traguardo di civiltà non scontato nel nostro Paese.

Foto Gianna Buongiorno.

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