PORDENONE – Il calcio pordenonese perde uno dei suoi volti più conosciuti e riconoscibili. È scomparso Giancarlo Bortolin, figura storica dell’ambiente calcistico cittadino e provinciale, uomo che per tanti anni ha rappresentato una presenza costante e appassionata sui campi e nelle vicende del pallone locale.
Bortolin era una di quelle persone che il calcio del territorio lo conoscevano da vicino, non soltanto per i risultati e le classifiche, ma soprattutto per i rapporti umani che stanno alla base dello sport dilettantistico. Generazioni di giocatori, dirigenti, allenatori e appassionati hanno incrociato il suo cammino, riconoscendogli competenza, disponibilità e una sincera passione per il calcio.
Il suo nome era legato a una lunga stagione del pallone pordenonese, vissuta con partecipazione e attenzione alle realtà del territorio. Un calcio fatto di società, spogliatoi, trasferte e campi di provincia, ma anche di amicizie e di valori che spesso vanno oltre i novanta minuti di una partita.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato dolore e commozione tra quanti lo avevano conosciuto e frequentato nel corso degli anni. In molti oggi ricordano soprattutto la sua presenza discreta ma autorevole, il modo diretto di rapportarsi con le persone e quell’attaccamento al mondo del calcio che non è mai venuto meno.
Con Giancarlo Bortolin se ne va un pezzo della memoria sportiva pordenonese. Una memoria fatta di nomi, partite e stagioni, ma soprattutto di persone che hanno contribuito, lontano dai riflettori dei grandi palcoscenici, a costruire la storia del calcio locale.
Il suo ricordo resterà così legato a quel mondo che ha frequentato e amato per tanti anni: il calcio di Pordenone, quello più autentico e profondamente radicato nella comunità.
