Electrolux, accordo al ministero: per Porcia più garanzie sulla produzione e meno esuberi. Ora, parola ai lavoratori

Dopo oltre trenta ore di trattativa raggiunta l’intesa sul piano industriale. Le uscite saranno volontarie e incentivate. Ora la parola passa ai lavoratori.

PORCIA – Una lunga notte di trattative, oltre trenta ore di confronto e infine l’accordo. La vertenza Electrolux segna un primo punto a favore dei lavoratori e degli stabilimenti italiani. L’intesa raggiunta al ministero delle Imprese e del Made in Italy ridimensiona sensibilmente il piano degli esuberi e offre alcune garanzie sul futuro produttivo dei siti, a partire da quello di Porcia, uno dei più importanti per il territorio pordenonese.

Il dato più significativo riguarda l’occupazione: dai 1.719 esuberi inizialmente annunciati dall’azienda si scende a un massimo di 902 uscite. Soprattutto, non ci saranno licenziamenti unilaterali: le uscite avverranno esclusivamente su base volontaria, attraverso incentivi economici e il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Per Porcia il nodo centrale resta quello delle produzioni. L’intesa prevede il consolidamento delle attività legate a lavatrici e lavasciuga, con un incremento dei volumi previsti per queste ultime, che salgono a 140 mila unità all’anno rispetto alle 100 mila inizialmente prospettate. Un segnale importante per uno stabilimento che rappresenta un riferimento industriale e occupazionale per l’intera area pordenonese.

Restano tuttavia le preoccupazioni sugli organici e sulla tenuta complessiva del sito. La riduzione degli esuberi è un risultato significativo, ma sarà necessario verificare quante persone aderiranno alle uscite incentivate e, soprattutto, come verranno garantiti i carichi di lavoro e le prospettive produttive nei prossimi anni.

Il piano nazionale prevede inoltre oltre 100 milioni di euro di investimenti, destinati a sostenere innovazione, sviluppo dei prodotti e competitività degli stabilimenti italiani.

Ora l’accordo dovrà passare al vaglio dei lavoratori attraverso il referendum. Saranno loro a esprimere il giudizio finale su un’intesa che, pur non cancellando tutte le incognite, allontana gli scenari più difficili.

Per Porcia si apre dunque una fase nuova. Il risultato raggiunto a Roma rappresenta una boccata d’ossigeno, ma la vera sfida sarà trasformare gli impegni sottoscritti in produzione, occupazione e futuro industriale. Perché la posta in gioco non riguarda soltanto i lavoratori Electrolux, ma un pezzo importante dell’economia del Pordenonese.

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