Dopo oltre 30 ore di trattativa arriva l’accordo sul piano industriale 2027-2029. Confermate le produzioni di lavatrici e lavasciuga, cinque linee e 688 mila pezzi all’anno. In fabbrica si respira un primo sollievo, ma per 322 lavoratori si apre il percorso delle uscite volontarie e incentivate.
PORCIA – Una firma che allontana lo spettro del ridimensionamento industriale, restituisce prospettive allo stabilimento e, soprattutto, rimette Porcia al centro delle strategie produttive di Electrolux in Italia. Dopo una trattativa-fiume durata oltre trenta ore al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è arrivata nella notte tra il 3 e il 4 novembre l’intesa sul nuovo piano industriale del gruppo svedese. Un accordo che cambia il quadro della vertenza, anche se non cancella tutte le preoccupazioni.
Per il territorio pordenonese la notizia più importante è racchiusa in tre numeri: 32 milioni di euro di investimenti, 688 mila elettrodomestici prodotti ogni anno a regime e 140 mila lavasciuga. È questa la prospettiva delineata per il sito di Porcia nel triennio 2027-2029, con cinque linee produttive e la conferma della produzione degli attuali modelli di lavatrici.
Un risultato tutt’altro che scontato. Nelle settimane precedenti, infatti, uno dei principali timori riguardava proprio il possibile trasferimento di parte della produzione delle lavasciuga all’estero, in particolare verso la Thailandia. Il mantenimento e il consolidamento di questa famiglia di prodotti rappresentano quindi un passaggio fondamentale per garantire continuità e saturazione degli impianti.
ESUBERI, CAMBIA LO SCENARIO
L’altra faccia dell’accordo riguarda l’occupazione. La riorganizzazione nazionale, inizialmente accompagnata dall’annuncio di 1.719 esuberi, viene ridimensionata: le uscite massime previste scendono a 902 e dovranno avvenire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali.
A Porcia, secondo i dati comunicati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, le eccedenze da gestire consensualmente riguardano 92 operai e 230 impiegati. Un capitolo particolarmente delicato, quest’ultimo, perché coinvolge anche le professionalità tecniche e amministrative.
La Regione sottolinea infatti l’importanza di mantenere le funzioni strategiche della ricerca e sviluppo, dell’industrializzazione dei nuovi prodotti e delle attività tecnologiche presenti nello stabilimento. Non si tratta soltanto di salvaguardare una fabbrica, ma di conservare competenze che rappresentano un patrimonio industriale per l’intero Friuli occidentale.
NON SOLO UNA FABBRICA: UN INTERO TERRITORIO
La vertenza Electrolux non riguarda esclusivamente chi ogni giorno entra nello stabilimento di Porcia. Attorno alla multinazionale ruota una rete di fornitori, aziende dell’indotto, servizi e attività economiche che risentono direttamente delle scelte produttive del gruppo.
Per questo la conferma degli investimenti e dei volumi assume un significato che va oltre i cancelli della fabbrica. La continuità produttiva significa lavoro, commesse, professionalità e ricadute economiche su Pordenone e sull’intero territorio.
Gli assessori regionali Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini hanno accolto positivamente l’intesa, definendola un passaggio importante, ma hanno anche richiamato la necessità di vigilare sulla sua concreta applicazione. Gli impegni sottoscritti dovranno trasformarsi in produzione effettiva, investimenti realizzati e tutela delle competenze.
ORA LA PAROLA AI LAVORATORI
L’accordo dovrà passare anche attraverso il referendum di ratifica dei lavoratori. È un passaggio decisivo, perché saranno proprio le maestranze a esprimersi sul percorso individuato dopo mesi di confronto, mobilitazioni e incertezze.
È inoltre previsto un monitoraggio trimestrale degli organici e degli impegni assunti nei singoli stabilimenti, per verificare che quanto concordato trovi effettiva applicazione.
Per Porcia si apre dunque una nuova fase. Il pericolo di un progressivo svuotamento produttivo appare oggi più lontano, le lavatrici restano e le lavasciuga conquistano uno spazio importante nel programma industriale.
Ma sarebbe prematuro parlare di partita definitivamente chiusa. Restano da accompagnare le uscite, tutelare il personale impiegatizio e verificare che gli investimenti annunciati diventino realtà.
La firma romana rappresenta una boccata d’ossigeno per uno dei principali poli industriali del Pordenonese. Adesso la sfida è trasformare questo accordo in una prospettiva stabile: perché il futuro di Electrolux a Porcia non si misurerà soltanto nei milioni investiti o negli elettrodomestici prodotti, ma nella capacità di continuare a garantire lavoro, innovazione e valore a tutto il territorio.
