PORDENONE – Sergio Toppi, uno dei più influenti, geniali e rivoluzionari fumettisti italiani, sarà il protagonista della mostra al Palazzo del Fumetto di Pordenone dal titolo Toppi – Le profondità verticali visitabile dal 23 maggio al 4 ottobre 2026.
L’esposizione, a cura di Luca Raffaelli con Michel Jans e Francesco Verni, accende i riflettori su un protagonista forse poco popolare dell’illustrazione e dei fumetti, ma certamente tra i più importanti e significativi per l’indiscusso stile, il suo personalissimo segno e l’utilizzo dei colori, in grado di ispirare generazioni di artisti, sia in Italia che all’estero.
La mostra
L’esposizione al Palazzo del Fumetto di Pordenone presenta oltre cento tavole originali e si sviluppa lungo un percorso cronologico, articolato per temi, che riflette un attento lavoro di studio e di ricerca critica sugli aspetti peculiari dell’arte del grande disegnatore. Tre le sezioni in cui è stato diviso il percorso espositivo: nella prima sala vengono mostrate 17 tavole per segnalare le principali particolarità stilistiche che nascondono l’intensità del pensiero di Toppi, prima di entrare nel percorso biografico che lo ha portato alla sua maturità artistica.
Nelle sale superiori dell’esposizione vengono mostrati gli originali di tre fumetti completi (due dei quali a colori) per accedere quindi nel suo straordinario mondo di illustratore e di creatore di piccole statue che egli stesso creava, dando prova di ulteriori straordinarie competenze. Un ruolo centrale della mostra è affidato alla proiezione in grande formato di una storia completa, immersa in un’atmosfera onirica che accompagna il visitatore in un viaggio suggestivo all’interno delle tavole originali.
Una componente non trascurabile della mostra riguarda l’interesse di Toppi per il Giappone, una cultura che amava e che si estrinseca anche nelle opere presenti al Palazzo del Fumetto.
L’autore
Sergio Toppi, (Milano 1932 – 2012), è stato un autore trasversale. Le sue prime esperienze professionali risalgono all’attività di disegnatore nello studio dei Fratelli Pagot, dove venivano realizzati i celebri Caroselli pubblicitari, tra cui quello dedicato al personaggio di Calimero.
Dopo alcune vignette per il Candido di Guareschi, Toppi arriva al fumetto disegnando per il Corriere dei Piccoli le storie del Mago Zurlì, il personaggio televisivo dello Zecchino d’oro. Nel 1966 la realizzazione del primo fumetto sempre per il Corriere dei Piccoli: si tratta della storia di Pietro Micca, eroe dell’assedio di Torino, sceneggiato da Mino Milani.
Inizia così la lunga carriera di Toppi nel fumetto realistico, prima con un approccio classico, con la più consueta divisione della pagina in vignette, successivamente scardinando tale modello, rivoluzionando questo canone standard del fumetto. È quanto accade anche nei suoi lavori per la casa editrice Bonelli, dove Toppi comincia a collaborare realizzando l’ultima parte di un fumetto biografico sui personaggi del west che Rino Albertarelli, morto improvvisamente, non aveva concluso.
Sergio Bonelli apprezza profondamente Sergio Toppi, pur concedendogli la libertà di trasgredire alcune delle regole fondamentali imposte dalla casa editrice. Non è inoltre l’unico a riconoscere il suo talento. Tra coloro che sono stati conquistati dal genio di Toppi figurano anche la redazione del Corriere dei Piccoli, oltre al Messaggero dei Ragazzi con padre Giorgio Colasanti e a Il Giornalino con don Tommaso Mastrandrea. In Toppi il fumetto diventa fluttuante, con tavole che incantano il lettore, lo invita a sollevarsi, creando un clima contemplativo e ipnotico.
I grigi e la combinazione degli spazi invitano a entrare come dietro le quinte di un teatro. E poi ci sono le nuvolette tonde, galleggianti all’interno della striscia, in grado di essere in qualsiasi punto della scena senza aggrapparsi alla cornice, come i balloon fanno di solito. E così anche il movimento si fa unico, in Toppi: lo sguardo fluttua, cerca nella profondità, si fa largo fra gli incanti e i suoni del tempo che scorre fra i segni sulla carta.
Le illustrazioni di Sergio Toppi compaiono sui principali quotidiani italiani, tra cui Il Messaggero e Corriere della Sera, oltre che su storiche riviste di fumetto come L’Eternauta e Orient Express.
La sua attività supera i confini nazionali, portando la sua arte a essere apprezzata anche all’estero. Toppi è infatti un autore riconosciuto e celebrato a livello internazionale, in particolare in Francia, dove pubblica per editori come Larousse e Mosquito.
