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venerdì , 6 Febbraio 2026

“AEROPORTI” poesie fra Friuli Venezia Giulia e Romagna

UDINE -“Aeroporti”, il secondo libro di poesie del cesenate Jacopo Rinaldini pubblicata dalla casa editrice friulana, specializzata in poesia, Campanotto Editore di Pasian di Prato, sarà disponibile a partire dal venti febbraio in libreria e sui principali portali on-line. Si tratta di un itinerario fatto di versi e prosa, che si snoda tra Romagna e Friuli Venezia Giulia, ossia i luoghi della sua memoria, del ricordo e della nostalgia.

“Fragmenta” incantati fatti di storie, volti e riflessioni. Infanzia e ferite mai rimarginate sono elementi cardine di questo lungo viaggio a cavallo di due regioni così diverse e allo stesso tempo simili tra loro. Gli aeroporti sono basi colorate da cui Rinaldini decolla e atterra continuamente, quasi fossero degli stargates, che punteggiano una cartina geografica unica e particolare, in cui Romagna e Friuli Venezia Giulia diventano tutt’uno.

Friuli Venezia Giulia “frut”: figlio in lingua friulana ed è ciò che io mi sento di essere per una terra così peculiare, verde come una bottiglia di vino – scrive l’autore -, che chiama dolcemente da sopra una mensola: è come se avessi due madri antiche, lambite dal medesimo mare. Son figlio adottivo della Regione Friuli Venezia Giulia, perché in quel che faccio, produco, penso vi è lo spirito contemplativo che il Friuli m’ha spalmato sulle membra a guisa di un unguento mai asciugato dal sole […]. Romagna è il giardino nel quale ho giocato e gioco tuttora; è il corridoio circolare, che m’ha scaraventato al centro della vita – dice Jacopo Rinaldini -. Qui sono nato, qui ho piantato germogli e qui, allorché sarà, vorrei riposare, magari sotto ad un ciliegio dai rami nodosi, piegati fino a terra: sembrerà che mi stia rimboccando le coperte con lunghe braccia marroni. Nel mezzo, tra nascita e sonno, l’esistenza: rivedo spesso, come se fossi in volo, i miei luoghi emblematici, i miei aeroporti fatti di terra, sabbia, mattoni e acqua di mare. Luoghi del cuore, luoghi dell’incanto, luoghi di una memoria mai esaurita […].

Al.Rin.

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