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martedì , 12 Maggio 2026

Uno bianca, Carabinieri scientifica a casa di Gugliotta

PORDENONE – Un intero reparto dei carabinieri è stato impegnato nel pomeriggio in un’attività investigativa nella casa di Colle di Arba (Pordenone) in cui l’8 gennaio si è tolto la vita Pietro Gugliotta, componente della banda della Uno Bianca (nella foto al tempo del processo). Lo riporta il sito online del quotidiano “la Repubblica”.

Secondo il giornale, una ventina di militari dell’Arma, tra cui alcuni deputati alle investigazioni scientifiche, ha iniziato le verifiche attorno alle 13 di oggi, martedì 12 maggio.

Il procuratore di Pordenone, Pietro Montrone ha escluso all’agenzia stampa Ansa che l’attività investigativa sia stata commissionata dai suoi collaboratori: “Si tratta di un’attività delegata da altre Procure di cui non abbiamo notizia”.

Come è noto da qualche mese la Procura bolognese ha riaperto le indagini su un presunto collegamento fra i componenti della banda e altre persone. Una tesi più volte sostenuta e ipotizzata ma mai chiarita nè confermata. Su questo saranno sentiti nei prossimi giorni i fratelli Savi, Fabio e Roberto, e gli altri due poliziotti della banda, Vallicelli e Occhipinti.

In un’intervista riportata nel programma televisivo Blu notte – Misteri italiani di Carlo Lucarelli, un giornalista affermava che dietro la banda si celassero in realtà i servizi segreti. Fabio Savi, uno dei componenti della banda, negò affermando: «Dietro la Uno bianca c’è soltanto la targa, i fanali e il paraurti. Basta. Non c’è nient’altro.». In occasione dell’omicidio di Graziano Mirri, benzinaio e padre di un poliziotto, il senatore Libero Gualtieri, presidente della Commissione stragi, denunciò la probabile implicazione di apparati dello Stato nella vicenda della Banda della Uno Bianca.

Il magistrato Giovanni Spinosa nel 2012 ha pubblicato il libro “L’Italia della Uno Bianca” sostenendo la sua tesi per cui dietro ai Savi esisteva una rete sovversiva. I veri risolutori del caso furono due poliziotti riminesi, Luciano Baglioni e Pietro Costanza – coordinati dal magistrato Daniele Paci – hanno ricevuto un encomio solenne. Al.Rin.

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