PORDENONE – A quattro anni dalla morte di Mahsa Amini, lo slogan “Donna, vita, libertà” torna a risuonare a Pordenone. Martedì 15 settembre, alle 17.30 in piazza Cavour, l’associazione Neda Day, guidata da Taher Djafarizad, promuove una manifestazione per ricordare la giovane curda iraniana morta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale per il modo in cui indossava l’hijab, e per riportare l’attenzione sulla condizione delle donne in Iran.
«Abbiamo invitato tutti i gruppi politici, di destra e di sinistra – spiega Djafarizad –. Lo schieramento non conta: qui si parla di temi universali, dei diritti umani e dei diritti delle donne schiacciati dai regimi dove vige la Shari’a».
La manifestazione sarà aperta a tutti e avrà anche la formula dell’open mic: chi vorrà potrà intervenire liberamente, purché in difesa dei diritti e della democrazia. Sono state invitate numerose associazioni e non è escluso un intervento del presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti.
La data del 15 settembre è stata scelta alla vigilia dell’anniversario della morte di Amini, anche per evitare la concomitanza con gli appuntamenti di Pordenonelegge del giorno successivo. Il 16 settembre, infatti, in città sarà presente lo scrittore Salman Rushdie. «Siamo felici che Salman sia qui – sottolinea Djafarizad –. È un piacere immenso ospitare un uomo che da sempre si batte per la libertà di espressione. Gli dobbiamo molto».
La serata sarà accompagnata da musica e poesie iraniane. Verrà inoltre letto un componimento dedicato a Mahsa Amini, scritto dal giornalista curdo Shorsh Surme, che non potrà essere presente per motivi di salute.
A chiudere l’incontro sarà Djafarizad, con una riflessione sul valore della democrazia. «La democrazia va curata. Non possiamo darla per scontata, soprattutto in tempi bui come quelli che stiamo vivendo. La società civile deve restare vigile e difendere i diritti, in particolare quelli delle donne».
