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martedì , 31 Marzo 2026

Guerra in Medio Oriente – Italia chiude Sigonella agli Usa, Aviano passa in prima linea

AVIANO – L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. È accaduto qualche sera fa, ma la notizia è stata tenuta riservata. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che inevitabilmente incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti.
Lo riporta l’edizione online del Corriere della Sera di questa mattina, martedì 31 marzo. Il Corrierericostruisce poi i retroscena della decisione. Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevede di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani, precisa il giornale lombardo.
Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo.Le prime verifiche hanno accertato che non si tratta di  voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese. Subito è stato informato il Comando Usa della decisione presa: non possono atterrare a Sigonella perché non sono stati autorizzati e perché non c’è stata alcuna consultazione preventiva. Conclude il Corriere della Sera che, dunqu è scattato il divieto, mettendo in conto il rischio di una crisi diplomatica come accadde nel 1985 quando in Italia c’era il governo Craxi e il presidente degli Stati Uniti era Ronald Reagan.
Nelle scorse settimane dalla base aerea di Aviano, alcuni aerei cargo Lockheed C-130, Boeing C117 Globemaster III e Lockheed Galaxy C-5 (voli riporatti da Pordenoneoggi) sono arrivati sia da Ramstein, dagli Usa e dalla Norvegia, ripartiti poi per il Medio Oriente, dove arrivando sulle coste dell’Egitto hanno cambiato sistema di tracciamento radar, sfruggenmdo alle applicazioni che in rete monitorano il traffico aereo nel mondo. Che cosa trasportavano e dove sono atterrati resta un mistero, così come resta da chiarire se si è trattato di normali voli che rientrano nelle varie convenzioni sottoscritte fra Italia e Usa per l’uso di basi militari sul suolo nazionale o se ci sono state informazioni succesive ai voli. Ad Aviano sono poi arrivati alcuni aerei
cisterna KC-135 e KC-46 Pegasus; alcuni di loro hanno intrapreso rotte verso l’Egitto e oltre; mentre domenica sono atterrati quattro convertiplano Bell Boeing V-22 Osprey provenienti dall’Inghilterra usati per il trasporto di paracadusti e marines in zone di guerra. Di certo è che nelle ultime settimane il traffico aereo militare americano si è notevolmente intensificato. Ieri sera è arrivato anche un aereo militare Alenia C-27 Spartan da Sofia. Se Sigonella resterà chiusa al traffico militare americano per il Medio Oriente non è escluso che l’attività principale si concentri, quindi, su Aviano. Intanto la base pordenonese mantiene il livello di sicurezza elevato. Al.Rin.

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