PORDENONE – Michelangelo Agrusti annuncia un 2027 di grandi eventi per accompagnare Pordenone verso la Capitale italiana della Cultura. Sindaco e giunta comunale assenti alla festa di ringraziamento della 27ª edizione. E viene in mente Nanni Moretti: «Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”
Pordenonelegge guarda già al futuro. Archiviata la 27ª edizione della Festa del libro con gli autori, la Fondazione presieduta da Michelangelo Agrusti è al lavoro per costruire un nuovo appuntamento all’altezza delle aspettative. Ma non solo. Perché l’orizzonte è quello del 2027, l’anno in cui Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura, e la manifestazione intende giocare un ruolo da protagonista, contribuendo a un programma di iniziative capace di andare ben oltre i tradizionali giorni di settembre.
È questo il messaggio lanciato da Agrusti durante la festa di ringraziamento dedicata a quanti hanno contribuito al successo dell’ultima edizione. Una serata di bilanci, gratitudine e anticipazioni, nella quale il presidente della Fondazione ha confermato l’ambizione di continuare a crescere. Con una promessa che suona già come un impegno: «Anche il prossimo anno ci sarà un’edizione straordinaria. La straordinarietà diventa la nostra normalità».
Un’affermazione che sintetizza la filosofia di una manifestazione ormai consolidata, ma che non intende accontentarsi dei risultati raggiunti. E che vuole mettere a disposizione della città e del territorio l’esperienza, la rete di relazioni e la capacità organizzativa maturate in 27 anni.
Il Comune non c’è. E l’assenza si nota
Nella serata dedicata ai ringraziamenti, tuttavia, non è passata inosservata una circostanza: nessun rappresentante dell’amministrazione comunale (a parte alcuni consiglieri) né il sindaco né componenti della giunta, era presente.
Un’assenza che, in una fase tanto importante per il futuro culturale di Pordenone, assume inevitabilmente un significato politico e istituzionale. Soprattutto perché il percorso verso il 2027 dovrebbe chiamare a raccolta tutte le energie cittadine, valorizzando le realtà che negli anni hanno contribuito a costruire l’immagine e l’identità culturale del capoluogo.
Senza forzare le interpretazioni, la scena richiama spontaneamente una celebre battuta di Ecce Bombo, il film di Nanni Moretti: « Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”
Una citazione che si presta bene alla circostanza. Perché, quando si parla di cultura e di un appuntamento di portata nazionale come Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, anche le assenze finiscono per diventare notizie. Resta da capire se si sia trattato di una semplice coincidenza o se dietro vi siano ragioni di cui l’amministrazione vorrà eventualmente dare conto.
Di certo, Agrusti ha scelto di concentrare il proprio intervento sul futuro e sul contributo che Pordenonelegge intende garantire alla città, senza trasformare la serata in un confronto polemico.
Non soltanto settembre: un anno di cultura
Il programma delle anticipazioni è chiaro: Pordenonelegge non vuole limitare la propria partecipazione al tradizionale festival di settembre. L’obiettivo è costruire un percorso progressivo di appuntamenti e avvenimenti di assoluto rilievo, distribuiti lungo tutto l’anno della Capitale.
«Non faremo solo l’edizione di settembre, ma ci sarà un crescendo di eventi, di avvenimenti di assoluta rilevanza che riguarderanno tutto l’anno della Capitale della Cultura», ha annunciato Agrusti.
La Fondazione presenterà a novembre i dettagli del proprio impegno, insieme ad altre novità che, nelle intenzioni del presidente, contribuiranno a rendere il 2027 un anno di particolare visibilità per Pordenone.
La linea indicata è quella della collaborazione: nessuna pretesa di monopolizzare la scena culturale, ma la convinzione che il titolo di Capitale debba essere un’occasione condivisa. «Noi riteniamo che la città della cultura sia la città di tutte le entità culturali che ci sono in questa città», ha sottolineato Agrusti, ribadendo la volontà di fare la propria parte.
L’appuntamento per conoscere il programma è fissato a novembre, quando la Fondazione illustrerà le iniziative in cantiere. E, stando alle anticipazioni, le sorprese non mancheranno.
Una città che deve parlare all’Italia e al mondo
Per Agrusti, la sfida del 2027 non può esaurirsi in una celebrazione rivolta ai cittadini. Una Capitale della Cultura deve riuscire a farsi conoscere anche fuori dai propri confini, parlando all’Italia e, almeno in parte, al mondo.
È una strada sulla quale Pordenonelegge ha già costruito risultati significativi, contribuendo a rafforzare la notorietà della città grazie alla presenza di autori, ospiti e pubblico provenienti da contesti diversi, oltre alla copertura dei media nazionali e internazionali.
«Noi siamo sempre stati convinti che una città della cultura debba parlare all’Italia e almeno a un pezzo di mondo», ha ricordato il presidente.
Un obiettivo sostenuto anche dai numeri della 27ª edizione, alcuni dei quali sono stati anticipati nel corso della serata. I visitatori sono stati 190mila, contro i 160mila della scorsa edizione. Gli ospiti stranieri avrebbero generato una spesa media giornaliera pro capite compresa fra 300 e 340 euro, un dato che testimonia il potenziale economico legato alla capacità di attrarre visitatori, pur in presenza di un pubblico internazionale numericamente più contenuto.
Importante anche il risultato sul fronte editoriale: i libri venduti durante la manifestazione sono stati circa 23 mila, contro i 22 mila dell’anno precedente. Un incremento che si accompagna a un’offerta più ampia di incontri e a un catalogo di circa 6.500 titoli differenti acquistati dal pubblico.
Per una manifestazione dedicata ai libri, è un indicatore particolarmente significativo: gli incontri non si esauriscono nell’ascolto degli autori, ma possono tradursi in letture, acquisti e nuove occasioni di incontro con la letteratura.
La cultura produce anche economia
Il bilancio comprende anche la dimensione digitale. Il sito della manifestazione ha registrato circa 783 mila visualizzazioni, mentre YouTube si è avvicinato alle 100 mila. Instagram e Facebook continuano a rappresentare canali importanti per la comunicazione del festival, mentre TikTok, piattaforma relativamente nuova per l’organizzazione, ha segnato una crescita particolarmente marcata, indicata da Agrusti nel 330 per cento.
Numeri che confermano la capacità di Pordenonelegge di raggiungere pubblici diversi, comprese le generazioni più giovani, e di mantenere viva l’attenzione sulla città anche oltre i giorni della manifestazione.
Ma il valore della cultura non si misura soltanto attraverso le presenze, le visualizzazioni o le vendite dei libri. La Fondazione guarda anche alle ricadute sul sistema economico locale e regionale, convinta che quasi tre decenni di attività abbiano contribuito a favorire la nascita di nuove imprese, realtà professionali e opportunità di lavoro.
Proprio su questo tema è in programma un nuovo appuntamento: giovedì 5 novembre sarà presentato uno studio realizzato dall’Università Bocconi, con il contributo del professor Guido Berzoni, che segue da anni il percorso di analisi. Il progetto, finanziato dalla Regione, prenderà in esame il ruolo delle imprese culturali e il loro impatto sull’intero territorio regionale.
Sarà l’occasione per approfondire i dati e misurare più compiutamente gli effetti economici e sociali generati dalle attività culturali.
A novembre le nuove carte per il 2027
La festa di ringraziamento si è così trasformata in una prima finestra sul futuro. Da una parte, la soddisfazione per una 27ª edizione che ha fatto registrare nuovi risultati; dall’altra, la consapevolezza che il 2027 rappresenta un passaggio decisivo per Pordenone e per tutte le sue istituzioni culturali.
Pordenonelegge, intanto, non rallenta. La prossima edizione è già in preparazione e l’ambizione dichiarata è quella di renderla ancora una volta straordinaria, mentre prende forma un programma di iniziative che accompagnerà la città durante l’intero anno della Capitale.
Il 5 novembre sarà il primo momento utile per conoscere ulteriori elementi del percorso, con la presentazione dello studio Bocconi e nuove anticipazioni. La Fondazione promette di arrivarci con altre notizie e con un quadro più definito del proprio contributo.
Resta sullo sfondo la questione della collaborazione istituzionale. Perché se Pordenonelegge rivendica il proprio ruolo e si dichiara pronta a fare la sua parte, la sfida della Capitale italiana della Cultura richiede una mobilitazione ampia, nella quale il dialogo tra amministrazione pubblica e protagonisti della vita culturale dovrebbe essere un elemento essenziale.
La strada è tracciata: una manifestazione sempre più internazionale, un calendario di eventi distribuito lungo l’anno e una città chiamata a trasformare il titolo del 2027 in un’occasione concreta di crescita. A novembre si conosceranno altri dettagli. E allora, forse, anche le assenze di oggi lasceranno spazio alle presenze che conteranno davvero: quelle necessarie per costruire insieme il futuro culturale di Pordenone.
