Andrea Bergamo, doppio titolo italiano: a Fiumicino la consacrazione di una stagione da protagonista

PORDENONE – Due titoli di Campione Italiano e un terzo posto di categoria. Andrea Bergamo chiude la stagione con un bottino di prestigio e porta a cinque i titoli italiani conquistati in carriera. La festa è arrivata sul circuito di Fiumicino, dove il pilota ha gestito con lucidità le manche decisive, completando un percorso fatto di lavoro, sacrifici e una lunga rincorsa alla messa a punto della nuova moto.

Due titoli di Campione Italiano e un terzo posto finale. È questo il bilancio con cui Andrea Bergamo chiude la stagione 2026: primo classificato nel campionato italiano Ski F4 e nel campionato italiano Ski SJ, oltre al terzo posto finale nello Ski F2.

Un risultato che, con la consueta ironia, Bergamo riassume così: «Bon dai… direi benino».

Dietro quei tre piazzamenti, però, c’è una stagione tutt’altro che semplice. Il lavoro è iniziato durante l’inverno con gli allenamenti di sand cross insieme ad Alex Zanni Cross Enduro School, utili per costruire il fondo e prepararsi fisicamente alla stagione. Fondamentale anche il supporto degli amici del Lago, sempre presenti con un aiuto tecnico o semplicemente con una parola di incoraggiamento.

La parte più impegnativa è stata trovare il giusto feeling con la nuova moto. «Ho fatto mille prove su questa nuova moto che non riuscivo a gestire», racconta Bergamo. Una situazione affrontata gara dopo gara, tra risultati, errori e anche alcune penalità. Poi, a metà stagione, la svolta: «Ho trovato una quadra per iniziare a guidarla un po’ meglio».

A Fiumicino il weekend decisivo

Il momento della verità è arrivato nel fine settimana del 19 e 20 settembre a Fiumicino. Bergamo si è presentato all’appuntamento conclusivo con l’obiettivo di mettere il più possibile al sicuro i campionati già nella prima giornata, così da poter affrontare la domenica con maggiore tranquillità.

La strategia era chiara: nelle due manche del sabato serviva raccogliere un risultato importante per costruire un margine sufficiente e poi gestire la seconda giornata. E così è stato. Bergamo ha conquistato un primo e un secondo posto, al termine di una lotta combattuta fino all’ultimo con il rivale Trasmondi.

I risultati del sabato hanno permesso a Bergamo di affrontare la domenica con un buon margine nella classifica dello Ski F4, la categoria nella quale il titolo era ormai a portata di mano. Per conquistarlo matematicamente, nella seconda giornata sarebbe stato sufficiente portare a termine le manche senza compromettere il vantaggio accumulato.

Da quel momento la parola d’ordine è diventata quindi gestire. Niente rischi inutili e massima concentrazione per arrivare al traguardo e completare l’opera.

«Dovevo solo arrivare per aggiudicarmi il titolo di Campione Italiano», spiega Bergamo. Buone partenze e una gestione attenta delle manche gli hanno permesso di rispettare il piano, evitando di mettere a rischio il risultato.

Alla fine è arrivata la festa: due titoli italiani conquistati nella stessa stagione, Ski F4 e Ski SJ, oltre al terzo posto finale nello Ski F2. Un risultato che porta a cinque i titoli di Campione Italiano conquistati complessivamente da Bergamo in carriera.

Il valore di una squadra

Dietro i risultati, Bergamo sottolinea il valore delle persone che lo hanno accompagnato durante il percorso. Un ringraziamento particolare va a MEM Moto Officine Massimiliano Sant, che ha avuto un ruolo importante nella risoluzione di alcuni problemi tecnici difficili da individuare sulla moto principale.

«Con passione, pazienza ed esperienza mi ha risolto problemi tecnici impossibili da rilevare», racconta Bergamo, definendolo «un super angelo da avere sempre al proprio fianco». Sant ha inoltre partecipato direttamente alle prove e ai diversi setting della moto, contribuendo alla ricerca della configurazione più efficace.

Un percorso condiviso, dunque, nel quale il risultato finale è il frutto del lavoro di più persone.

«Una valvola di sfogo e un esempio per i più giovani»

A stagione conclusa, Bergamo guarda al risultato con soddisfazione, ma senza considerare chiuso il percorso.

«Tanto impegno e sacrifici, ma ne è valsa la pena giocare ancora con lo sport», racconta. Per lui le competizioni rappresentano anche una valvola di sfogo e, allo stesso tempo, la possibilità di trasmettere ai più giovani il valore dell’impegno e della passione.

E, nonostante i cinque titoli italiani in carriera, la voglia di migliorare resta intatta: «C’è comunque ancora molto da lavorare».

Bergamo ha voluto infine ringraziare Daniele Castellaneta, Alfonso Bellone, Giancarlo Fieghel, Alex Zanni, Maurizio Obino e l’ASD Moto Club Alpe Adria, oltre a tutte le persone che gli sono state vicine durante la stagione.

Ultime news

Ultimi articoli