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lunedì , 23 Febbraio 2026

Cucci, minori non accompagnati , migranti e profughi: la situazione

PORDENONE – “Il periodo è difficile e le criticità ci sono, ma il Servizio Sociale dell’Ambito del Noncello con Pordenone ente gestore Comune, non va in vacanza e lavora con impegno costante e strutturato.
In primis vengono assolti gli obblighi di legge nei confronti dei Minori stranieri non accompagnati, in assenza di strutture dedicate nel territorio, con percorsi di tutela definiti dalla normativa, che prevedono l’accoglienza in strutture accreditate, come per qualsiasi minore che necessita protezione.

E’ quanto afferma l’assessora comunale alle Politiche sociali Guglielmina Cucci, secondo cui “quando quelle del territorio si rivelano insufficienti, si cercano posti liberi su tutto il territorio nazionale a partire dalle regioni limitrofe. Il Servizio sociale dell’Ambito Noncello nel 2022 ha trattato 82 casi di minori rinvenuti nei sei Comuni afferenti. Per l’anno in corso si registrano nel secondo trimestre dell’anno 54 minori.

A questo proposito – aggiunge – mi preme sottolineare come il reperimento di posti in strutture accreditate sia molto complesso, di conseguenza la ricerca di strutture adeguate si allarga ad altre regioni. Non solo.

Gli Assistenti sociali impegnati in questa area di lavoro sono alla costante ricerca di nuove soluzioni, tra cui affidi temporanei presso famiglie, mentre il settore amministrativo è all’opera per formalizzare un accordo quadro con più strutture nel territorio regionale ed extraregionale. Tutto questo sempre in raccordo e confronto attivo con la Prefettura”.

“Naturalmente l’impegno dei Servizi Sociali Comunali sul fronte della grave marginalità è costante e profuso nell’ascolto, nel monitoraggio e nel reperimento di soluzioni di prima necessità o accoglienza in asilo notturno o altre soluzioni per le persone che da qualche tempo risultano prive di dimora. Si tratta di persone conosciute e seguite assieme a Caritas, Croce Rossa e Cooperative, grazie al lavoro di rete consolidato negli anni e al Tavolo per l’Inclusione.

Il Servizio dedicato, che opera in equipe, da inizio anno a oggi ha incontrato e predisposto percorsi differenziati e personalizzati per 101 persone, in prevalenza straniere, spesso in continuo movimento, laddove Pordenone costituisce una stazione di transito. Tra essi figurano 16 soggetti presenti da tempo sul territorio, noti e supportati in diversi modi, con un calo nei numeri tra l’altro rispetto al mese precedente.

Grazie ai fondi del Pnrr con la progettualità Stazione di posta stiamo gettando le basi per un passo importante e oltretutto in prospettiva di Area Vasta. A questo si aggiungono i prossimi investimenti delle risorse assegnate dallo Stato, che rafforzeranno la collaborazione nella Rete per l’inclusione, già operante.

Un discorso a sé stante va fatto per la Rotta Balcanica, che in questo periodo ha determinato la presenza sul territorio di altre 40/45 persone al giorno, che rientrano nei percorsi di accoglienza predisposti dal Ministero dell’Interno attraverso i CAS, facenti capo alla Prefettura.

In questa fase ricevono ascolto, orientamento, beni di prima necessità tramite Caritas e Croce Rossa, con le quali c’è un contatto e una collaborazione continua. Da maggio sono transitate in questa modalità 170 persone. Tali movimenti sul territorio afferiscono quindi a un percorso diverso da quello presidiato dai Servizi Sociali e – fermo restando l’integrazione, la collaborazione, il coordinamento e raffronto continuo con tutti gli attori interessati – va ricondotto ad altre soluzioni e referenti istituzionali.

Da parte nostra quindi l’attenzione e l’impegno sono costanti”.

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