POLCENIGO – Le foto che sono proposte all’interno del locale “Locanda Fullini Zaia” di Polcenigo sono alcune della immagini scattate durante le riprese del film Signore & signori girato per alcune scene proprio nel borgo di Polcenigo. Signore e signori è un film del 1965, diretto da Pietro Germi, vincitore del Grand Prix per il miglior film al 19º Festival di Cannes.Il film è uno dei maggiori successi del cosiddetto filone cinematografico “commedia all’italiana” di cui Pietro Germi è stato, di fatto, l’inventore con i suoi film, ultimo dei quali Amici miei che scrisse ma non girò per la sua prematura morte.
Signore & signori è stato scritto e sceneggiato dal trevigiano Luciano Vincenzoni, Pietro Germi e lo scrittore Ennio Flaiano. Il film – girato in gran parte a Treviso – è ambientato in un’imprecisata cittadina veneta, che nell’insegna del giornale locale è indicata come Rezega, e le auto hanno un’immaginaria targa RZ. La trama è imperniata sulle vicende di una compagnia di commercianti e professionisti della medio-alta borghesia che, dietro un’impeccabile facciata di perbenismo, nasconde una fitta trama sottintesa di tradimenti reciproci.

Il film è composto da tre episodi distinti in cui ritornano gli stessi personaggi della sceneggiatura con gli stessi attori. Apparentemente slegati fra loro ne fanno un unicum legato in modo tecnicamente indiscusso e che compare in tanti altri film girati nello stesso periodo.
In particolare – tralasciando gli altri due episodi, il primo e l’ultimo – quello centrale, di cui è possibile vedere le foto all’interno del locale “Locanda Fullini Zaia” vede fra i vari attori Gastone Moschin e una giovanissima Virna Lisi. La trama dell’episodio vede il ragionier Osvaldo Bisigato (Gastone Moschin), modesto impiegato di banca, afflitto da una moglie, Gilda, oppressiva e rancorosa, che gli rinfaccia costantemente fallimenti e mancanza di ambizioni, crede di poter iniziare una nuova vita scappando con Milena Zulian (Virna Lisi), la giovane e bella cassiera del bar frequentato da tutta la comitiva di amici, che ricambia il suo interesse.
Ma, mentre il tradimento è tacitamente consentito, la separazione non è socialmente accettabile, (il divorzio all’epoca ancora non esisteva in Italia), e così l’intera cittadina si coalizza contro di lui: la cugina della moglie (l’influente Ippolita), gli stessi “amici” o presunti tali; il datore di lavoro, il parroco e persino il comandante dei carabinieri: tutti a costringerlo a tornare sui suoi passi e mantenere l’illusione della sacralità dell’unione coniugale. Don Schiavon convince Milena a lasciare la città e Bisigato, dopo un tentativo di suicidio fallito e un ricovero in clinica, rientra nei ranghi sottomesso e rassegnato.

I luoghi delle riprese per gli esterni della pellicola sono stati girati a Treviso: si riconoscono Piazza dei Signori, via Calmaggiore, via San Nicolò, borgo Mazzini, via Roggia, via Sant’Agata, borgo Cavour, vicolo Avogari, riviera Santa Margherita, piazza Monte di Pietà, la stazione ferroviaria. Ancora oggi il bar della Piazza dei Signori si chiama “Signore e signori” e ha l’insegna e il proprio logo sulle bustine di zucchero con la stessa grafia usata per i titoli del film. Il film fu girato anche a Roncade e Jesolo.
Altre scene sono state girate in Friuli Venezia Giulia, nel paese di Polcenigo e nella sua frazione di Gorgazzo. Qui il regista girò la scena del mancato incontro amoroso clandestino fra il ragionier Bisigato e la cassiera Milena, bloccato dall’arrivo di una comitiva di alpini che fanno ubriacare il ragioniere, proprio all’interno del palazzo – nella sala napoleonica – che ospita la “Locanda Fullini Zaia”. Venne poi girata la scena del frugale pasto fra i due amanti in località Gorgazzo e quella dove i due ammirano le acque del fiume e la meraviglia del paesaggio.
La troupe, dopo i sopralluoghi di rito, sostò a Polcenigo alcuni giorni fra la curiosità della popolazione. Furono richiesti autografi agli attori e scelte alcune comparse. I carabinieri tennero lontano i curiosi accorsi anche da fuori. Pietro germi fu presente ai “ciack” delle riprese ed è immortalato in un foto scattata al Gorgazzo con l’immancabile sigaretta in bocca. Nel 1998 il film è stato restaurato ed è disponibile in dvd. Il film è stato inoltre selezionato tra i 100 film italiani da salvare. Fra le tante curiosità, da citare la polemica nata attorno alla pellicola a Treviso, città che tentò anche di bloccare la distribuzione del film.
Alessandro Rinaldini
