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giovedì , 29 Gennaio 2026

Padiglione A, Freschi apre il dibattito: «Struttura da ripensare, non da demolire»

PORDENONE – La variante urbanistica per la realizzazione della bretellina a servizio della futura casa di riposo di Villanova, vicino alla scuola dell’infanzia Ada Negri, è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale. Un passaggio tecnico che consente di andare avanti con il progetto e che ha visto anche l’impegno dell’assessore all’urbanistica e alla mobilità Lidia Diomede a valutare, in fase di progettazione, eventuali migliorie nell’innesto con la viabilità esistente.

Ma il dibattito in aula è andato ben oltre la delibera. La discussione ha infatti riacceso il confronto sul futuro dell’accoglienza degli anziani in città e, in particolare, sul destino del padiglione A dell’ospedale, destinato all’abbattimento secondo i piani della Regione e di Asfo. A riportare il tema al centro del consiglio è stato Roberto Freschi (La Civica), che ha sottolineato come i bisogni stiano cambiando rapidamente.

«I numeri stanno diventando sempre più importanti – ha ricordato Freschi – perché la domanda di accesso alle strutture per anziani è sempre più elevata. Oggi queste strutture non accolgono più soltanto anziani, ma anche un numero crescente di persone affette da malattie dementigene, una condizione che interessa anche chi ha meno di 60 anni».

Secondo il consigliere, questa nuova realtà impone una riflessione più ampia e non può essere affrontata unicamente attraverso la realizzazione di nuove case di riposo. «Credo sia necessario riaprire un dibattito sul padiglione A – ha affermato –: una volta completati i trasferimenti nel nuovo ospedale, quella struttura non dovrebbe essere abbattuta, ma ripensata».

Freschi ha quindi ipotizzato una possibile riconversione dell’edificio, valorizzandone le potenzialità in risposta ai bisogni emergenti del territorio. «Il padiglione A potrebbe diventare una struttura ricettiva per Rsa, per la post-acuzie o per le malattie dementigene. I numeri e le esigenze ci sono e meritano di essere riconsiderati», ha concluso.

Un intervento che ha spostato l’attenzione dal singolo progetto infrastrutturale a una visione più ampia del futuro dei servizi socio-sanitari, aprendo un confronto destinato a proseguire nei prossimi mesi.

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