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domenica , 8 Febbraio 2026

Anmil, il 9 parte il progetto “Scuole in sicurezza”

FVG – Il confine tra un gesto quotidiano e una tragedia irreversibile è spesso sottile come un filo, e nessuno può spiegarlo meglio di chi quel confine lo ha attraversato. Con questo spirito prende il via presso l’Isis Brignoli-Einaudi-Marconi di Staranzano il progetto “Scuola in sicurezza”, un’iniziativa che vede i testimonial dell’ANMIL trasformarsi in docenti d’eccezione per un giorno. L’obiettivo non è impartire nozioni tecniche, che i ragazzi già studiano sui libri, ma trasmettere una consapevolezza emotiva e pratica che solo l’esperienza vissuta può generare. In un’epoca in cui il passaggio dal mondo dell’istruzione a quello del lavoro è sempre più rapido, la scuola ha il dovere morale di non limitarsi a formare professionisti competenti, ma di forgiare cittadini consapevoli dei propri diritti e, soprattutto, della propria integrità fisica.

Dopo la prima scuola, il progetto a “Scuola di sicurezza” portato avanti dalla Regione Fvg e da una serie di partner tra cui l’Anmil coinvolgerà moltissimi istituti superiori.
Un fiume di studenti è pronto ad ascoltare le voci di Paolo Trevisan, Fernando Della Ricca, Adriano Comellano e Franco Apostoli, i testimonial dell’Anmil. Questi uomini non portano con sé grafici o statistiche, ma i segni visibili e invisibili di incidenti che hanno cambiato il corso delle loro esistenze.

Attraverso i loro racconti, la sicurezza smette di essere un capitolo noioso di un manuale e diventa carne e ossa. Gli studenti si troveranno faccia a faccia con la realtà di chi è rimasto schiacciato sotto il peso di un macchinario difettoso, di chi ha sentito scorrere nel corpo la forza devastante di una folgorazione elettrica e di chi, ancora oggi, porta i segni di una sordità profonda causata da anni di esposizione al rumore assordante delle lamiere, un male invisibile che ruba il silenzio e la serenità. C’è anche il racconto miracoloso di chi è sopravvissuto all’esplosione di una fuga di gas, un evento che ricorda quanto l’imprevisto sia sempre in agguato se non gestito con rigorosa prevenzione.

L’importanza di questo dialogo tra generazioni risiede nella necessità di abbattere la percezione di “invulnerabilità” tipica della giovinezza. Quando un ragazzo entra in un’officina, in un laboratorio o in un cantiere per la prima volta, spesso sottovaluta i rischi, considerando i dispositivi di protezione individuale come un fastidio o una perdita di tempo. Sentire dalla voce di Franco o di Paolo quanto possa costare un solo secondo di distrazione serve a creare un imprinting indelebile: la sicurezza non è un accessorio del lavoro, ma la sua condizione essenziale. Insegnare la cultura della prevenzione oggi significa garantire che questi stessi studenti, una volta diventati tecnici, operai o dirigenti, siano i primi a pretendere standard elevati per sé e per i propri colleghi, diventando essi stessi promotori di un cambiamento culturale necessario a ridurre la piaga degli infortuni sul lavoro.

Questo impegno del Brignoli-Einaudi-Marconi non nasce dal nulla, ma si inserisce in un percorso di eccellenza già ampiamente riconosciuto e voluto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal presidente Fedriga e dall’assessore Rosolen, ma anche dagli Industriali e dall’Anmil.

Solo pochi giorni fa, infatti, l’istituto di Staranzano ha ricevuto un prestigioso premio per un progetto sulla sicurezza promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia in sinergia con Aifos (Associazione italiana formatori ed operatori della sicurezza) e la collaborazione della famiglia Parelli con Maria Elena e Dino sempre attenti alla sicurezza, ANMIL FVG, l’azienda tecnologica innovativa Lef di San Vito al Tagliamento e altri partner istituzionali. Nell’occasione presso l’istituto “Volta” di Trieste è stato ricordato il quarto anniversario dalla perdita di Lorenzo Parelli, molto toccanti le parole dell’attrice Ambra Angiolini e del professor Marco Ferro, ceo della Founder of MINDFULSAFETY.

Si tratta di un successo che condivide con altre realtà d’avanguardia del territorio, come l’Istituto Mattiussi-Pertini che ha ricevuto il primo premio assoluto sulla sicurezza, il “Linussio” di Codroipo e il “Volta” di Udine
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e altri istituti italiani, a dimostrazione di come il Friuli Venezia Giulia stia diventando un laboratorio a cielo aperto per la formazione dei lavoratori del futuro. Premiare queste scuole significa investire nel capitale umano più prezioso, dando valore a quei ragazzi che hanno saputo tradurre i concetti di prevenzione in progetti concreti.

Iniziative come “Scuola in sicurezza” confermano che la vera formazione inizia quando la teoria incontra la vita reale, preparando gli studenti non solo a produrre, ma a vivere il proprio lavoro con dignità e protezione.

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