PORDENONE – Una nuova era per l’ANMIL (Associazione nazionale fra Lavoratori mutilati e invalidi del lavoro), con una votazione netta che ha visto convergere ben 33 preferenze, il Consiglio nazionale ha eletto Amedeo Bozzer alla presidenza. Ed è il coronamento di un’epopea umana e associativa iniziata tra i reparti di una fabbrica, dove Bozzer, a soli 21 anni dovette capire sulla propria pelle quanto costano gli incidenti sul lavoro.
Ma dal dolore Amedeo Bozzer ha trovato un’energia per battersi per tutti gli invalidi, per sostenere le famiglie delle vittime sul lavoro. Perciò la nomina di Bozzer per tutti è l’esempio che da una piccola ma vitale provincia, si possono smuovere monti di solidarietà, oceani di sinergie per creare quel sogno di una nazione con meno vittime e incidenti sul lavoro. La missione di Bozzer che va avanti da un quarto di secolo, oggi trova la sua consacrazione ufficiale.
Bozzer lancia un grido di battaglia contro la catastrofe sociale degli infortuni e delle malattie professionali, ma vuole anche trasmettere un messaggio di luce rivolto alle nuove generazioni. «Il momento è critico e lo Stato deve proteggerci, ma è dal disordine che nascono le trasformazioni più grandi. Noi friulani lo abbiamo nel dna, lo abbiamo visto con il terremoto cinquant’anni fa, quella voglia di risorgere dalle macerie, il desiderio di rinascita lo sento in questo momento in cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni sono venuti in Friuli Venezia Giulia a ricordare il nostro modello di ricostruzione. «Voglio portare il modello Friuli nel campo della sicurezza, perché i giovani non dovranno guardare al lavoro con timore, ma considerarlo per ciò che è, un diritto fondamentale che dà dignità alla vita», ha aggiunto il presidente nazionale dell’ANMIL.
La vittoria nazionale di Bozzer è, prima di tutto, la vittoria di un territorio. Per 25 anni, instancabilmente, ha mosso i primi passi a Pordenone, facendo squadra e costruendo un modello di associazionismo che oggi diventa nazionale, sulla scia di quel modello Friuli che è stato riproposto a livello nazionale e mondiale come eccellenza di impegno, lavoro duro volto alla ricostruzione. Un successo reso possibile dalla compattezza di tutta la regione, con le province di Pordenone, Udine, Trieste e Gorizia a fare da scudo e motore. Fondamentale è stato il rapporto con le istituzioni, consolidato grazie ad un percorso che rema nella stessa direzione, contrastando l’onda lunga degli incidenti sul lavoro, le malattie professionali, avendo come faro la prevenzione e l’orizzonte di zero morti in ambito occupazionale.
«Questa non è la vittoria di un uomo solo, ma del lavoro di squadra e del rispetto», ha dichiarato a caldo un commosso Bozzer. «Abbiamo costruito ponti – ha puntualizzato – con ogni regione d’Italia e con la Direzione centrale di Roma, tessendo una rete che attraversa tutto lo stivale. Ma le mie radici sono lì, tra la gente che non molla mai».
Il primo grande annuncio del neopresidente guarda già al futuro prossimo e alla sua terra. «Desidero portare a Pordenone la Giornata Nazionale delle Vittime sul Lavoro nel 2027, anno in cui la città sarà Capitale italiana della Cultura – ha affermato Bozzer – la sicurezza sul lavoro è la più alta forma di cultura di un popolo e celebrare questa giornata nella Pordenone dei tanti progetti culturali significa dire all’Italia che la dignità del lavoratore è il pilastro su cui si fonda l’identità della nostra nazione. E lo voglio fare proprio a partire dalla mia città, perché i riflettori nazionali saranno puntati in questo territorio per diffondere quella che chiamiamo non a caso Cultura della sicurezza e quale posto migliore se non nella città Capitale della Cultura?»
Bozzer ha le idee chiare, vuole riportare l’ANMIL ai suoi fasti storici, trasformandola in un sodalizio di tutele e speranza di rivedere ogni lavoratore rincasare dopo una giornata produttiva. «Tra i primi obiettivi – ha detto – figura la necessità di tenere aperte e monitorate le pratiche degli associati, le cui condizioni possono aggravarsi col tempo, garantendo che nessuno venga lasciato indietro. Mi batterò affinché i posti di lavoro riservati agli invalidi siano realmente garantiti e rispettati, opererò a stretto giro con i Ministeri del Lavoro e dell’Istruzione per diffondere a tutti i livelli la prevenzione e la sicurezza a scuola e nei luoghi di lavoro, ma anche intendo potenziare il numero dei soci e la consapevolezza sociale sui giovani».
Un punto cruciale del mandato sarà il rafforzamento della sicurezza nelle aziende. Su questo fronte, Bozzer intende potenziare la collaborazione con il mondo produttivo. «Continueremo l’eccellente percorso già avviato con le associazioni di categoria, sempre presenti alla Giornata dell’ANMIL, portando la voce delle aziende e degli imprenditori attenti alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il mio obiettivo – ha precisato il neopresidente nazionale ANMIL – è passare dalla protesta alla proposta, creando sinergie concrete che proteggano la vita dei lavoratori».
L’ANMIL di Bozzer riparte da qui, da un patto di lealtà con orfani, vedove e invalidi, per costruire un’Italia dove in nome del lavoro si deve vivere e non morire.
Il Sindaco di Pordenone Alessandro Basso ha telefonato oggi ad Amedeo Bozzer per congratularsi personalmente per la sua elezione alla presidenza nazionale dell’ANMIL, l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro.
«Amedeo porta con sé una storia che vale più di mille discorsi — dichiara il Sindaco Alessandro Basso —. Ha iniziato da un incidente sul lavoro a ventun anni e da quel momento non si è mai fermato, costruendo pezzo per pezzo un modello associativo che oggi il Paese intero riconosce come un punto di riferimento. La sua elezione è una gioia per tutta la nostra comunità, che lo conosce e lo stima da sempre. Al telefono gli ho confermato che Pordenone è fiera di lui e quando mi ha parlato del suo desiderio di portare qui la Giornata Nazionale delle Vittime sul Lavoro nel 2027, gli ho dato la mia parola: l’Amministrazione comunale sarà al suo fianco, passo dopo passo. Pordenone Capitale Italiana della Cultura è il contesto giusto per dire all’Italia che la sicurezza sul lavoro non è un tema tecnico, è cultura, è rispetto della persona, è il fondamento di una società civile. Lo faremo insieme.»
