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mercoledì , 20 Maggio 2026

Un capolavoro a Villa Manin Nuda Veritas. Klimt, dal 21 maggio

PASSARIANO – È un’opera che sicuramente vale un viaggio. Perché “Nuda Veritas” di Gustav Klimt non è solo uno dei capolavori dell’artista viennese ma è un dipinto che intriga, e poi interroga, chi lo osserva. Spinge a riflessioni che vanno oltre la semplice ammirazione dell’opera. Un’opportunità realmente eccezionale quella di mettersi vis a vis con questo clamoroso dipinto che, dal 21 maggio al 6 settembre, viene esposto in Villa Manin a Passariano di Codroipo (Udine) in una mostra dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG con MondoMostre, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum e il Theatermuseum di Vienna. L’esposizione è curata da Cäcilia Bischoff.

Il prestito di “Nuda Veritas” di Gustav Klimt rappresenta un evento culturale di grande rilievo internazionale e testimonia l’importanza del dialogo culturale europeo nella condivisione dei capolavori. L’opera, concessa grazie alla collaborazione con il Kunsthistorisches Museum e il Theatermuseum, testimonia il prestigio raggiunto dal territorio friulano nel panorama artistico europeo. “Nuda Veritas” è considerata una delle espressioni più intense della modernità artistica, capace di unire bellezza estetica e riflessione etica.

Il dipinto rappresenta una donna nuda, di una nudità volutamente esibita, persino sfrontata, totalmente diversa dalle rappresentazioni di nudi femminili dell’epoca. Questa è una donna sicura di sé, che affronta lo sguardo di chi la giudica, senza temerlo. La “Nuda Veritas” “con i suoi riccioli selvaggi e la bocca cattiva e fanatica” venne dipinta da Gustav Klimt nel 1899. È un olio su tela, di centimetri 252 x 56,2, conservato a Vienna presso il Theatermuseum.
Il fuoco aranciato dei riccioli e dei peli del pube spicca sul corpo bianco, calamitando lo sguardo. Ma è una esibizione non destinata a catturare i sensi bensì l’intelletto. Perché la verità è potente, conquista l’attenzione, il palcoscenico, quasi. E nessuno può tenerla nascosta. L’occhio poi si fissa sullo specchio che lei tiene non rivolto a sé ma a chi la osserva: un invito a riflettere; quasi un gesto di sfida. Lo sguardo si allarga ad un cielo perlaceo, iridescente, al serpente che risale la gamba della donna, ai carnosi fiori di magnolia… Nulla qui è casuale, sembra di assistere, forse incapaci di decrittarlo fino in fondo, ad un potente, vitale messaggio in codice. Klimt non ha dipinto un “nudo” sotto le spoglie di un’allegoria, bensì ha dipinto un’allegoria sotto le spoglie della nudità. La verità è una costruzione precaria. Stranamente indecisa e priva di contorni. Ambivalente e ambigua, ma anche la notte indistinta ha le sue qualità, perché “l’oscurità non solo vela le cose, ma può anche proteggerle e nasconderle”. La composizione, simile a una colonna che sfiora quasi i piedi e la testa della figura, è incorniciata da due tavolette dorate con iscrizioni. Il serpente risale dalla cornice, vicino allo spettatore e al centro della composizione, scavalcando la tavoletta inferiore recante l’iscrizione “Nuda Veritas”. Con il corpo blu acciaio delineato in nero e gli occhi penetranti, il rettile si allontana da noi, si avvolge intorno ai polpacci della donna e poi torna in nostra direzione. Due soffioni di tarassaco fungono da luminosi punti luce. L’iscrizione della tavoletta superiore recita: “Kannst du nicht allen gefallen durch deine that und dein kunstwerk = mach es wenigen recht. vielen gefallen ist schlimm. Schiller.” (“Se non puoi piacere a tutti con la tua opera e il tuo lavoro artistico = accontenta pochi. Piacere a molti è male. Schiller.”)
Sebbene datata 1899, Klimt dipinse questo capolavoro nel 1898 e nel marzo del 1899 l’opera fu inclusa nella quarta esposizione della Secessione.

A oltre un secolo dalla sua realizzazione, “Nuda Veritas”, conserva una sorprendente attualità sociale: Klimt mette in scena una figura che sfida il giudizio pubblico e rivendica con forza la libertà di essere vista, ascoltata e riconosciuta senza compromessi.

Nel Salone centrale di Villa Manin, “Nuda Veritas” è allestita in modo elegante e, per così dire, senza tempo. Il contesto e gli approfondimenti sono riportati sui pannelli informativi a corredo. Nelle prime due sale, prima di arrivare al dipinto, vengono illustrati i legami di Klimt con l’Italia e viene presentata la sua biografia. La sala successiva è dedicata ai molteplici livelli di significato dell’opera, poiché la “Nuda Veritas” è più complessa di quanto il titolo lasci supporre. Dopo aver potuto ammirare con calma l’affascinante capolavoro di Klimt, il tema delle “molte verità” viene ripreso in modo creativo. Infine, nell’ultima sala, il visitatore viene condotto nel mondo reale di Villa Manin con un riferimento alle decorazioni murali storiche.

Gustav Klimt fu uno dei protagonisti della Vienna moderna di fine Ottocento, contribuendo
al superamento degli stili storicisti verso l’arte moderna.
Il dipinto dialoga idealmente con gli affreschi di Louis Dorigny conservati a Villa Manin, che affrontano temi come desiderio, identità, bellezza e trasformazione. Villa Manin, luogo storico legato al Trattato di Campoformio, diventa così uno spazio di incontro tra memoria storica e arte contemporanea.

«La presenza della “Nuda Veritas” a Villa Manin rende possibile instaurare un dialogo tra questa riflessione sulla verità senza compromessi e un luogo che, in termini storici, segna anch’esso uno spostamento di paradigma.
Antica residenza dell’ultimo Doge di Venezia e quartier generale di Napoleone, la villa fu teatro del Trattato di Campoformio, che sancì la fine della Repubblica Veneziana e ridisegnò gli equilibri politici dell’Europa: un luogo di memorie e uno spazio di soglia, oggi trasformato in sede espositiva».
Mario Anzil, Vicepresidente e Assessore Regionale alla Cultura e allo Sport

«Abbiamo costruito un programma solido e riconoscibile, guidato da linee che pongono al centro le collaborazioni internazionali, rafforzate dalla reputazione consolidata grazie ai risultati raggiunti nel corso del 2025 e nella prima parte del 2026. In questo percorso si inserisce il ruolo di ERPAC FVG nella promozione e valorizzazione del patrimonio culturale regionale, attraverso iniziative capaci di coniugare qualità scientifica e apertura al grande pubblico. L’opportunità di ospitare la “Nuda Veritas” di Gustav Klimt – peraltro alla sua ultima tappa espositiva – rappresenta in questo senso un’occasione davvero eccezionale: un’opera che non si limita a essere ammirata, ma che interroga profondamente chi la osserva. Una scelta che assume un valore particolare anche per Villa Manin, dove si attiva un dialogo estetico tra la poetica klimtiana e l’identità architettonica della Villa, in relazione anche con gli apparati decorativi storici, generando un confronto capace di valorizzare entrambe».
Lydia Alessio-Vernì, Direttrice generale Ente regionale per il Patrimonio culturale – ERPAC FVG

«La “Nuda Veritas” di Gustav Klimt incarna una visione artistica che concepisce la verità non come una zona di comfort, ma come una sfida intellettuale. Presentare questo capolavoro iconico proveniente dal Theatermuseum di Vienna a Villa Manin è quindi anche un gesto europeo di potente significato: i legami culturali tra Vienna e l’Italia, tra il Modernismo viennese e il mondo mediterraneo, fanno da tempo parte di una storia europea condivisa di idee e scambi artistici. Soprattutto in un’epoca di menzogne strategiche e rinnovate tensioni sociali, l’opera di Klimt ci ricorda che l’Europa è sempre stata anche un progetto di apertura, di dialogo sulla verità e di libertà artistica».
Jonathan Fine, Direttore Generale del KHM Museum Association

«L’arrivo della “Nuda Veritas” di Gustav Klimt a Villa Manin rappresenta un’importante occasione di collaborazione internazionale grazie al prezioso prestito del KHM-Museumsverband. Si tratta di un’opera eccezionale, raramente concessa in prestito, che offre al pubblico la possibilità di un incontro ravvicinato con uno dei capolavori più emblematici della modernità europea. Siamo orgogliosi di affiancare ERPAC FVG in un progetto che conferma Villa Manin come sede privilegiata di iniziative espositive di profilo internazionale e luogo di dialogo tra patrimoni, storie e culture europee».
Simone Todorow di San Giorgio, Amministratore delegato MondoMostre

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Moebius.

INFO BIGLIETTI E ORARI

Martedì – domenica dalle 10:00 alle 19:00
Apertura straordinaria: lunedì 1 giugno

Intero Klimt: €8,00
Ridotto* Klimt: €5,00
Ridotto gruppi** Klimt: €4,00
Intero cumulativo (mostra Klimt + mostra “Ruota Libera”): €10,00
Ridotto cumulativo (mostra Klimt + mostra “Ruota Libera”): €7,00
Ridotto gruppi cumulativo (mostra Klimt + mostra “Ruota Libera”): €5,00
Omaggio: Bambini fino a 12 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; tesserati ICOM; giornalisti con regolare tessera in servizio.

Info e prenotazioni: telefono +39 0432 821211 | email: [email protected]

*Ridotto: Tesserati FAI; FVG Card; over 65 anni; ragazzi da 12 a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti; diversamente abili; prima domenica di ogni mese.
**Ridotto gruppi: min. 15 – max 25 persone, previa prenotazione a [email protected]

Per maggiori informazioni: www.villamanin.it

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