34.7 C
Pordenone
mercoledì , 24 Giugno 2026

Guerra: Rutte “dall’Italia oltre 500 aerei partiti per Iran”. Aviano in prima fila

AVIANO – Oltre cinquecento aerei statunitensi sarebbero partiti dalle basi militari in Italia per supportare la guerra di Washington contro Teheran. I numeri li dà direttamente il segretario generale della Nato Mark Rutte che, in un’intervista a Fox News – nello stesso giorno in cui incontra alla Casa Bianca Donald Trump – difende l’impegno europeo nella campagna americana in Iran. “Comprendo perfettamente la delusione, ma se prendiamo ad esempio l’Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione. Quindi si tratta di un numero enorme… Se si guarda a tutta l’Europa, – ha aggiunto – si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo”.

Solo dalla base di Aviano, oltre ai 14 caccia bombardieri F16 del 31°Air Wing partiti per le operazioni contro l’Iran a febbraio, i voli cargo con aerei C-117, C-5 e C-130 sono stati oltre un centinaio. Pordenoneoggi li ha monitorati più volte e ha pubblicato i dettagli dei voli, destinazioni finali comprese. Gli aerei cargo partiti da Aviano, base aerea che ancora una volta si dimostra in prima fila per operazioni di guerra da parte di aerei americani, una volta che arrivano sulle coste dell’Egitto modificavano i loro trasponder da AD-14 in altri sistemi per non essere monirati. I voli cargo arrivati ad Aviano dalle basi inglesi e tedesche della Usaf venivano poi riforniti di altro materiale anche bellico in Italia per poi ripartire per il Golfo. Come è noto, poi, ad Aviano, secondo alcuni siti di analisi strategici militari, sarebbe presenti 14 testate nucleari.

Quelle di Rutte sono parole che cercano di gettare acqua sul fuoco – ma che rivelano anche una notizia, finora rimasta segreta – nei rapporti tra Stati Uniti e Paesi europei, accusati a più riprese da Trump di non aver dato supporto alle operazioni in Medio Oriente. Tesi su cui è tornato anche ieri per attaccare, nuovamente, l’Italia e Giorgia Meloni: “Si è comportata molto male”. E sugli alleati: “Non ci sono stati per noi e noi abbiamo speso miliardi di dollari per loro”.

Ma le informazioni rivelate da Rutte s’intrecciano anche con un’altra polemica scoppiata nelle settimane più intense del conflitto, quando il 27 marzo 2026 il governo italiano aveva negato l’utilizzo della base di Sigonella per le operazioni americani in Iran. Ora, con le parole di Rutte, si scopre che le basi sono state comunque utilizzate per 500 voli. Resta da capire, però, di quali voli si tratti. Perché, in base ai due trattati che regolano l’utilizzo delle basi militari (l’Air technical agreement e il Bilateral infrastructure agreement) per quelli logistici basta una semplice “comunicazione” da parte americana, mentre per quelli militari stricto sensu serve un’autorizzazione formale del governo.

Al.Rin.

Ultime news

Ultimi articoli