FVG – La Carnia vive una nuova giornata di apprensione. Dopo una notte drammatica, l’emergenza incendi resta concentrata soprattutto sui versanti del monte Amariana e dell’Amarianute, tra Amaro e Tolmezzo, dove il fuoco continua a interessare il bosco e a spingersi verso valle. Il momento più delicato si è vissuto a Pissebus, frazione di Tolmezzo, dove nella notte è stata disposta l’evacuazione cautelativa delle abitazioni: il fronte delle fiamme è arrivato a circa cinquanta metri dalle case. Venticinque persone sono state allontanate e la Protezione civile ha predisposto un punto di prima accoglienza nella palestra comunale di Tolmezzo.
L’incendio, divampato nei giorni scorsi sul monte Amariana, ha conosciuto una nuova violenta recrudescenza a Ferragosto, estendendosi anche verso il monte Amarianute. Il bilancio provvisorio parla di circa 400 ettari bruciati nell’area interessata dagli incendi degli ultimi giorni. Sul terreno e dal cielo continua il lavoro delle squadre: sul fronte dell’Amariana sono impegnate circa 35 persone, mentre operano due elicotteri della Protezione civile. Il Canadair intervenuto in mattinata è rientrato per una sosta tecnica, con il previsto ritorno in zona, mentre prosegue anche il supporto arrivato dalla Slovenia attraverso il protocollo di collaborazione transfrontaliera.
Non c’è però soltanto l’Amariana. Un altro fronte è attivo sul monte Dobis, sopra Fusea, dove l’incendio è indicato come di probabile origine dolosa. La situazione complessiva resta quindi articolata, con diversi focolai che impegnano uomini e mezzi e con condizioni ambientali che continuano a rendere difficili le operazioni di spegnimento.
A preoccupare è anche il fumo. Il monitoraggio di Arpa FVG evidenzia per oggi una qualità dell’aria complessivamente peggiore rispetto al 15 agosto, con probabile superamento delle soglie giornaliere del PM10 nelle aree monitorate. I valori più elevati sono stati rilevati nelle prime ore della giornata: a Pissebus il contaparticelle ha registrato un valore istantaneo di PM10 tra 416 e 442 microgrammi per metro cubo, mentre a Illegio, alle 11, la misura era di 365 microgrammi. Arpa segnala inoltre che il ristagno notturno favorisce l’accumulo dei fumi nei fondovalle, mentre durante il giorno le brezze ne modificano la dispersione verso le parti più interne delle vallate.
È dunque una domenica di Ferragosto che la montagna friulana avrebbe voluto vivere diversamente. L’incendio dell’Amariana, a più di una settimana dall’avvio del rogo, non è ancora sotto controllo e la priorità resta proteggere le persone, mettere in sicurezza le abitazioni e contenere l’avanzata delle fiamme. Per la Carnia si annuncia un’altra notte di lavoro, in attesa di un cambiamento delle condizioni meteorologiche che possa finalmente favorire le operazioni di spegnimento.
