Officina dello Sport, il Battirame rinasce sul laghetto di San Carlo

PORDENONE – Pordenone restituisce alla città uno dei suoi luoghi simbolo: questa mattina, 6 settembre, in via della Colonna, è stata inaugurata l’Officina dello Sport – Ex Battirame, nuovo polo sportivo e di aggregazione sorto dal recupero dell’antico edificio affacciato sul laghetto di San Carlo.

Un pezzo di storia industriale che torna a vivere

Conosciuto anche come “maglio delle Roje”, l’edificio ha origini che risalgono al 1492, quando le prime testimonianze ne attestano l’esistenza come maglio; nel 1542 è documentato come battirame legato al sistema delle rogge cittadine. Distrutto da una piena nell’aprile del 1772, fu ricostruito in pochi mesi e, nel 1888, divenne officina elettrica: sfruttando un salto d’acqua di 7 metri, fu la prima centrale idroelettrica di Pordenone.

Durante la Seconda guerra mondiale servì come rifugio antiaereo, poi divenne deposito di olio pesante per i forni della ceramica; l’attività produttiva si chiuse nel 1969, con la disattivazione della centrale e della fabbrica. Per decenni il sito è rimasto dimenticato tra la vegetazione, con la sola ciminiera storica a segnalarne la presenza, fino al recente intervento di rigenerazione.

2,5 milioni di euro tra PNRR e Pinqua

Il recupero, sostenuto dai fondi PNRR e dal programma Pinqua, ha previsto un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro, intrecciando restauro conservativo e nuove funzioni. Lo strumento urbanistico comunale individua infatti l’edificio tra le tipologie da conservare come memoria del passato produttivo della città.

Sport, natura e comunità: la visione di Molmenti

Ad aprire la cerimonia è stato Daniele Molmenti, presidente del Canoa Club Naonis, associazione a cui è stata affidata la gestione della struttura. «Chi è cresciuto in questo quartiere ricorda bene che cos’erano l’ex Battirame e tutta quest’area: per tanti anni questi luoghi sono stati lasciati all’incuria, al punto che la raccomandazione dei genitori era: “Lì non avvicinatevi”», ha ricordato Molmenti. «Dove un tempo ci dicevano di stare lontani, oggi possiamo finalmente dire: venite, entrate, questo luogo è vostro, vivetelo. Qui faremo canoa, SUP, ma anche yoga, ginnastica, fitness, corsa campestre e molto altro, perché il movimento, la natura e la socialità non hanno età».

Basso: «Un paradiso per la città, tappa verso il 2027»

Il sindaco Alessandro Basso ha sottolineato il significato dell’operazione per la città: «Oggi inauguriamo un posto meraviglioso, un vero paradiso che nasce da un percorso avviato da chi mi ha preceduto, Alessandro Ciriani, e portato avanti con il lavoro quotidiano della squadra amministrativa». «Il progetto si inserisce in una visione più ampia, che guarda al percorso che da gennaio vedrà Pordenone protagonista come capitale italiana della Cultura 2027: una città che deve continuare a raccontarsi attraverso il verde, lo sport e la sostenibilità vissuta ogni giorno».

Per l’assessore all’Urbanistica Lidia Diomede è “la storia di un grande gioco di squadra che ha restituito a Pordenone un luogo magico, interdetto ai bambini della mia generazione e ora luogo di sperimentazione, sport e benessere”.

Amirante e Ciriani: rigenerazione urbana e identità

Per la Regione Friuli Venezia Giulia è intervenuta l’assessore Cristina Amirante, che ha ripercorso le origini del progetto: «Ricordo bene quando stavamo ancora progettando la ciclabile che attraversa parco San Carlo, quando osservavamo i ruderi ormai seminascosti dalla vegetazione». «Pordenone è una capitale di rigenerazione urbana, capace di restituire alla vita luoghi che sembravano perduti, ridando alle persone spazi che tornano a essere frequentati e vissuti».

Ha chiuso gli interventi l’europarlamentare Alessandro Ciriani, che da sindaco diede avvio all’iter di recupero: «Quest’opera nasce quasi per caso, mentre stavamo facendo i sopralluoghi per la riqualificazione del percorso ciclopedonale e la sistemazione della roggia, quando ci accorgemmo di un manufatto ormai divorato dalla vegetazione». «Capimmo subito che rappresentava un pezzo della storia e dell’identità di questa città, la prima centrale idroelettrica di Pordenone. È un luogo di comunità, un luogo in cui vivere».

Una nuova fase per parco San Carlo

L’Officina dello Sport apre così una nuova fase per l’area di parco San Carlo: gestita dal Canoa Club Naonis, la struttura ospiterà attività sportive tradizionali e non tradizionali, dalla canoa allo yoga, ed è già oggi punto di riferimento per numerose realtà del territorio, dalle associazioni sportive ai gruppi di runner e cicloturisti. Un progetto di rigenerazione urbana che l’amministrazione comunale porta avanti in vista del percorso verso Pordenone capitale italiana della Cultura 2027.

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