Ascom Pordenone, Giovanna Santin: «Fare squadra e ascoltare il territorio, sarò la presidente di tutti»

PORDENONE – Il primo impegno sarà quello di mettersi in ascolto del territorio, incontrare gli associati, dialogare con le amministrazioni comunali e costruire una squadra capace di condividere idee e progetti. Perché guidare l’Ascom mandamentale di Pordenone, realtà che rappresenta circa la metà degli associati dell’intera provincia, significa assumersi una responsabilità importante in una fase delicata per il commercio e per il tessuto economico locale.

Giovanna Santin, albergatrice e appena eletta presidente del mandamento pordenonese, parte da una parola che ritorna più volte nelle sue prime dichiarazioni: collaborazione. Nessuna presidenza da vivere da sola, ma un percorso da costruire insieme al consiglio, agli imprenditori e alle istituzioni. Con uno sguardo rivolto alle opportunità che attendono il territorio, a partire da Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e dalle prospettive offerte dal Distretto del commercio.

Presidente Santin, innanzitutto, che cosa significa per lei questa elezione?

«Desidero ringraziare chi mi ha votato e mi ha accordato la fiducia per questa presidenza. Il mandamento di Pordenone è importante, perché rappresenta il 50 per cento degli associati di tutta la provincia. Sento quindi una grande responsabilità. È un momento particolare e proprio per questo sarà fondamentale fare squadra e lavorare insieme. Come presidente sarò a disposizione di tutti gli associati: voglio che ciascuno possa trovare ascolto e sentirsi parte di un progetto comune».

Da dove partirà concretamente il suo lavoro?

«Una delle prime cose che farò sarà visitare gli associati del territorio. Credo sia importante incontrare direttamente gli imprenditori, conoscere le loro esigenze, raccogliere le loro osservazioni e capire quali siano le priorità. Voglio essere una presidente presente, non soltanto una figura di rappresentanza. Per questo mi impegnerò anche a individuare un delegato comunale per ogni Comune del mandamento».

Perché ritiene così importante avere un referente in ogni Comune?

«Perché il dialogo con le amministrazioni comunali è fondamentale. Dobbiamo essere presenti ai tavoli di tutti i Comuni che il mandamento rappresenta, portando la voce delle attività economiche e contribuendo al confronto sulle scelte che riguardano il territorio. Avere un riferimento locale significa poter seguire più da vicino le questioni, creare relazioni e intervenire con maggiore efficacia. Il commercio e il turismo hanno bisogno di essere ascoltati e coinvolti nelle strategie di sviluppo delle comunità».

Tra le opportunità più importanti c’è Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Quale ruolo può avere l’Ascom?

«È un appuntamento di grande rilievo. Il dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 coinvolge l’intero territorio, non soltanto la città. Anche per questo sarà necessario organizzare incontri con tutti i Comuni interessati, affinché le attività economiche possano essere coinvolte e si possa lavorare insieme. È un’occasione da preparare con attenzione, facendo in modo che le opportunità generate da un evento così importante possano tradursi in benefici per il territorio e per le imprese».

Un altro tema è quello dei Distretti del commercio.

«Il Distretto del commercio rappresenta un’opportunità per le nostre attività e dobbiamo continuare a lavorare per valorizzarla. Saremo inoltre coinvolti nella nuova strategia per il periodo 2027-2031. Sarà importante seguire questo percorso, confrontarsi e contribuire a individuare strumenti e progetti che possano sostenere il commercio locale. Le attività hanno bisogno di iniziative concrete e di una visione condivisa, capace di guardare alle esigenze di oggi ma anche alle prospettive future».

La collaborazione, però, riguarda anche l’organizzazione interna di Confcommercio. Quali sono i suoi obiettivi?

«Mi piacerebbe creare un tavolo di confronto con tutti i presidenti di mandamento e con il presidente provinciale. Penso che sia importante condividere strategie, idee e progetti, evitando di lavorare ciascuno per conto proprio. I territori hanno caratteristiche ed esigenze differenti, ma ci sono anche tante questioni comuni sulle quali possiamo confrontarci e trovare soluzioni insieme. Una maggiore aggregazione può diventare un valore aggiunto per tutta l’organizzazione e, di conseguenza, per gli associati».

Che rapporto vuole instaurare con il consiglio e con gli imprenditori che rappresenta?

«Ringrazio fin d’ora il consiglio, con il quale voglio costruire un bel lavoro di squadra. Ma il mio obiettivo è coinvolgere tutti gli associati, non soltanto chi ricopre un incarico. Voglio che ci sia la possibilità di condividere progetti, idee e anche critiche. Il confronto è importante e le osservazioni degli imprenditori possono aiutarci a migliorare. Per questo sarò presente due volte al mese, a disposizione degli associati, per ascoltarli e ragionare insieme sulle questioni del mandamento».

Se dovesse riassumere in un concetto il suo mandato, quale sceglierebbe?

«Direi sicuramente lavorare insieme. Voglio essere a disposizione di tutti, ascoltare il territorio e costruire un percorso condiviso. Le sfide non mancano, ma credo che attraverso il dialogo, la collaborazione e una presenza costante si possano sviluppare idee e progetti utili alle imprese. Il mio auspicio è che tutti gli associati si sentano coinvolti e rappresentati: il mandamento deve essere una casa comune, nella quale ciascuno possa dare il proprio contributo».

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