Electrolux: Agrusti “unità territorio ha cambiato condizioni iniziali”

PORDENONE – «L’accordo raggiunto nella notte al Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresenta un risultato significativo, frutto di una trattativa complessa nella quale hanno prevalso il senso di responsabilità e la volontà di individuare una soluzione condivisa; ancora una volta, come accadde per Wärtsilä, una forte intesa tra territorio, istituzioni, organizzazioni sindacali e Confindustria Alto Adriatico, ha contribuito a modificare sostanzialmente le condizioni inizialmente prospettate dalla multinazionale».

Il Presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, riconduce così l’esito del confronto tra Electrolux e le organizzazioni sindacali a un modello di collaborazione già sperimentato nelle vertenze industriali più complesse del territorio.

L’ipotesi di accordo riduce sensibilmente le eccedenze occupazionali, da gestire attraverso uscite volontarie incentivate, e prevede investimenti per 100 milioni di euro nel triennio 2027-2029.
«Desidero riconoscere il lavoro svolto dal Governo, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dalle organizzazioni sindacali e, naturalmente, dalla stessa Electrolux.

Il contributo di CAA si inserisce in un percorso che richiama il metodo adottato nella vertenza Wärtsilä, quando l’azione congiunta delle diverse componenti del territorio consentì di superare una prospettiva di chiusura e costruire una nuova soluzione industriale. Le due vicende sono differenti – aggiunge il Presidente – ma dimostrano quanto sia determinante agire con unità di intenti».

Le garanzie raggiunte per Porcia assumono, secondo Agrusti, un valore particolare per un territorio nel quale l’elettrodomestico ha rappresentato per decenni uno dei principali motori di crescita economica e occupazionale.
«Qui – dice ancora il Presidente – abbiamo costruito competenze e una cultura produttiva riconosciute a livello internazionale; è un patrimonio che non possiamo disperdere.

L’accordo costituisce una base sulla quale lavorare, non il punto di arrivo. Occorre affrontare le cause strutturali della crisi, dai costi energetici alla concorrenza internazionale, attraverso una politica industriale europea più incisiva. Abbiamo sempre sostenuto – conclude Agrusti – che Pordenone non intende abdicare alla propria vocazione nell’elettrodomestico e l’intesa offre ragioni concrete per proseguire su questa strada, con l’obiettivo di trasformare la salvaguardia dell’esistente in una prospettiva duratura di sviluppo».

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