PORDENONE- Annunciato oggi – venerdì 20 marzo – nel corso di una conferenza stampa l’insediamento del nuovo consulente artistico per la sezione Prosa del Teatro Verdi di Pordenone, una nomina che segna un passaggio importante nel percorso dell’Ente, proiettato verso le sfide culturali dei prossimi anni e, in particolare, verso l’orizzonte del 2027 con Pordenone Capitale italiana della cultura. Si tratta di Emanuele Aldrovandi, drammaturgo, regista e scrittore tra i più interessanti della scena contemporanea, che appartiene a una generazione capace di muoversi con naturalezza tra linguaggi diversi: dal teatro alla letteratura, fino al cinema.
Classe 1985, di Reggio Emilia, è riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la visione culturale ampia e profondamente connessa al presente. La sua nomina arriva a seguito della naturale scadenza del precedente incarico e si inserisce in una fase di rinnovamento strategico per il Teatro Verdi, che intende rafforzare il proprio ruolo come centro propulsore di progettualità culturale e come luogo di relazione attiva con il territorio.
«La scelta di Emanuele Aldrovandi – ha dichiara il Presidente Giovanni Lessio – nasce dalla volontà di accompagnare il Teatro in una nuova fase progettuale, capace di coniugare qualità artistica e visione strategica. Abbiamo individuato in lui una figura che rappresenta non solo un’eccellenza della nuova generazione teatrale, ma anche un interlocutore capace di aprire nuovi fronti di sviluppo, dialogando in modo continuativo con le realtà culturali e sociali del territorio. In vista del 2027, anno della Capitale italiana della cultura, sentiamo l’esigenza di costruire percorsi condivisi e innovativi: questa nomina va esattamente in quella direzione».
L’incarico affidato ad Aldrovandi va infatti oltre la definizione del cartellone di prosa, per abbracciare una visione più ampia e articolata: una progettualità “a tutto tondo” che include lo sviluppo di nuove linee culturali, il rafforzamento delle relazioni con il territorio e l’elaborazione di una visione strategica condivisa per il futuro del Teatro.
Tra gli ambiti su cui si concentrerà il lavoro del nuovo consulente, particolare rilievo avrà l’intensificazione del Progetto Montagna, già elemento significativo anche nel dossier di candidatura di Pordenone Capitale italiana della cultura, che sarà ulteriormente arricchito con nuove iniziative e declinazioni. Parallelamente, verranno esplorate nuove forme di residenzialità artistica, con l’obiettivo di rendere il Teatro sempre più un luogo di creazione di contenuti originali, oltre che di programmazione.
Un’attenzione specifica sarà inoltre rivolta alle giovani generazioni, attraverso la costruzione di nuovi appuntamenti e occasioni di partecipazione, in linea con l’idea di un Teatro aperto tutto l’anno, non solo negli spazi ma anche nelle progettualità, capace di attivare un dialogo costante con la città e di alimentare una relazione viva e dinamica con il territorio.
«Accolgo questo incarico con grande entusiasmo e senso di responsabilità – ha spiegato Emanuele Aldrovandi –. Il Teatro Verdi di Pordenone è una realtà di cui si parla e che si osserva con attenzione anche a livello nazionale, e la prospettiva della Capitale italiana della cultura rende questa sfida ancora più stimolante. Mi piacerebbe contribuire a costruire un percorso capace di unire ricerca e apertura, radicamento e sperimentazione, lavorando in sinergia con le energie del territorio e immaginando nuovi spazi di incontro tra artisti, pubblico e comunità. C’è molta voglia di fare, di mettersi in gioco e di costruire qualcosa di vivo e condiviso».
Presenti all’incontro di presentazione anche l’assessore Pietro Tropeano in rappresentanza del Comune di Pordenone, le consigliere del CdA del Verdi Teresa Tassan Viol e Flavia Leonarduzzi, e la consigliera regionale Orsola Costanza.
Con questa nomina, il Teatro Verdi di Pordenone conferma la propria vocazione a dialogare con le energie più vitali del panorama contemporaneo, investendo su una figura capace di interpretare il presente e di contribuire attivamente alla costruzione delle traiettorie culturali del futuro.
Autore e regista tra i più apprezzati della scena contemporanea, Emanuele Aldrovandi (Reggio Emilia, 1985) si è formato in Filosofia e alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Dal 2010 ha firmato oltre quindici testi teatrali, tradotti, pubblicati e messi in scena in numerosi Paesi, affermandosi come una delle voci più autorevoli della drammaturgia italiana contemporanea.
Il suo lavoro è stato premiato con importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Riccione-Tondelli, il Premio Hystrio Scritture di scena, il Premio Pirandello, il Premio Fersen e, più recentemente, il Premio Hystrio alla drammaturgia per l’insieme delle sue opere. I suoi testi sono stati selezionati anche in contesti internazionali come Eurodram e il progetto europeo Fabulamundi Playwriting Europe.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali teatri italiani, tra cui Emilia Romagna Teatro e il Teatro Stabile di Torino, lavorando sia come autore sia come regista. Ha inoltre firmato adattamenti e traduzioni per realtà come il Teatro dell’Elfo e il Teatro Carcano, scrivendo per registi come Serena Sinigaglia e per importanti interpreti della scena nazionale fra cui Lella Costa, Rocco Papaleo e Stefano Accorsi.
Accanto alla produzione teatrale per il pubblico adulto, ha sviluppato progetti dedicati alle nuove generazioni, collaborando con Teatro del Buratto e Teatro Gioco Vita. La sua attività si estende inoltre alla curatela di installazioni museali e a collaborazioni internazionali, con esperienze in Europa e in Asia.
Parallelamente al teatro, Aldrovandi è attivo anche nel cinema come sceneggiatore e regista di cortometraggi, tra cui Bataclan, vincitore del Nastro d’Argento e del Premio Rai Cinema alla Festa del Cinema di Roma. Nel 2024 ha esordito nella narrativa con il romanzo Il nostro grande niente (Einaudi Stile Libero), vincitore del Premio John Fante e del Premio Severino Cesari Opera Prima.
Nel 2020 ha fondato l’Associazione Teatrale Autori Vivi, con l’obiettivo di promuovere il ruolo centrale della drammaturgia nei processi creativi e produttivi. Dal 2025 è collaboratore artistico del Festival LOVE di Scandiano e direttore artistico e organizzativo del Teatro del Fiume di Boretto. Svolge inoltre attività didattica presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e la Scuola Holden di Torino, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni di autori, attori e operatori teatrali.
