Dalla terra di Pordenone alle fiere internazionali: “Mistiche di terra” di Massimo Buset vola a Göteborg

PORDENONE – Dopo Chiari, Roma, Torino e Imperia, il libro edito da Kimerik approda alla Bokmässan di Göteborg e al Campania Libri Festival di Napoli. Un percorso internazionale che porta la voce poetica e civile di un autore pordenonese oltre i confini italiani.

La parola di Massimo Buset continua il suo viaggio. E lo fa partendo da Pordenone per raggiungere alcuni dei più importanti appuntamenti dedicati al libro e all’editoria. Mistiche di terra – Il totem è muto, la terra parla, tolto l’inutile, pubblicato da Kimerik nel 2025, prosegue infatti l’itinerario scelto dalla casa editrice, che dopo averlo presentato alla Fiera del libro di Chiari, alla Fiera del libro di Roma, al Festival internazionale del libro di Torino e al Festival del libro di Imperia, lo porterà ora fuori dai confini nazionali.

La prossima tappa sarà la Bokmässan di Göteborg, in Svezia, in programma dal 24 al 27 settembre. È uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo editoriale internazionale: qui si incontrano editori, agenti letterari, professionisti e specialisti del settore, in un contesto nel quale vengono esplorate nuove proposte, avviati contatti e negoziati i diritti d’autore. La presenza di Mistiche di terra rappresenta dunque per Buset e per la sua opera una nuova occasione di confronto con un pubblico e con un mercato culturale di respiro internazionale.

Pochi giorni dopo, il libro sarà protagonista anche al Campania Libri Festival, che si terrà al Palazzo Reale di Napoli dal 1° al 4 ottobre 2026. Un doppio appuntamento che conferma l’attenzione riservata dalla casa editrice a un’opera nella quale poesia, ricerca interiore, memoria e impegno civile si incontrano.

Nato a Pordenone, laureato in Scienze Sociali, diacono permanente e ricercatore delle tradizioni pordenonesi, Massimo Buset ha costruito negli anni una scrittura profondamente legata alla ricerca dell’essenziale. La poesia, nella sua esperienza, diventa una sorta di mistagogia: un percorso capace di accompagnare il lettore oltre la superficie delle cose, alla scoperta dei simboli nascosti nella vita quotidiana.

Il suo percorso letterario è iniziato con opere come E non sarà mai sera del 1981 e si è sviluppato anche attraverso la valorizzazione della parlata locale. Nel 2017 è uscita la raccolta dialettale Mi par ti, portata più volte anche in teatro, dimostrando come la lingua pordenonese possa trovare spazio e forza espressiva anche in contesti non consueti. Alcuni suoi versi in italiano sono stati inoltre impressi sulle bottiglie di un noto Prosecco in occasione dell’Expo di Milano.

Il lavoro di Buset ha ricevuto riconoscimenti a livello nazionale ed europeo e si è spesso intrecciato con iniziative culturali e sociali concrete. Particolarmente significativo è Sofia, pubblicato nel 2018 e nato dal «dolore fecondo» per la scomparsa della moglie. Da quella esperienza personale è scaturito anche un progetto di solidarietà rivolto all’oncologia pediatrica, trasformando il dolore privato in un gesto rivolto agli altri.

Nel 2015, ventuno artisti, sotto la regia di Enzo Cadamuro, gli hanno dedicato il recital Rosso risveglio. Una testimonianza di come la sua produzione abbia saputo oltrepassare i confini della pagina per diventare voce, teatro e incontro con il pubblico.

Accanto alla poesia, Buset ha sviluppato negli anni un’intensa attività di approfondimento socio-culturale, accompagnata spesso da iniziative concrete. Tra i suoi lavori figurano Il vero senso della vita – Saggio, M.a.u., La comunicazione nel nucleo famigliare moderno, realizzato nell’ambito dell’Università degli Studi di Urbino, Coppia, comunicazione e fede, per l’Istituto di Formazione Teologica di Pordenone, e Coppia e teologia del dono, per il Centro pastorale di Evangelizzazione.

Dalle storiche collaborazioni con il maestro Nico Pepe fino alle esperienze più recenti, la parola di Massimo Buset continua così a muoversi tra poesia, teatro e coscienza civile. È la stessa tensione che attraversa Mistiche di terra, così come il recital Rose rosse? del 2024, dedicato alla denuncia della violenza sulle donne.

Ora quel percorso, nato anche dalla memoria e dalla cultura di Pordenone, guarda sempre più lontano. Da Chiari a Roma, da Torino a Imperia, fino a Göteborg e Napoli, “Mistiche di terra” porta con sé una voce che parte dalla terra per interrogare ciò che rimane quando si sceglie di togliere l’inutile.

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