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martedì , 24 Febbraio 2026

L’angolo dello psicologo. Loperfido “morte Elena, silenzio e riflessione”

Riceviamo e pubblichiamo.

“In questi giorni, i giornali hanno riportato la notizia della morte della giovane Elena Arizala Bobeva, di appena 14 anni, morte avvenuta per un malore improvviso. Elena aveva compiuto gli anni lo scorso primo luglio.

E’ spirata tra le braccia dei genitori, della mamma, mentre la soccorrevano. Le ultime parole di Elena sono state di scusa: “scusa mamma”. Mentre giocava le è venuto un attacco di asma.

Il soccorso, arrivato in pochi minuti, un’eternità per i genitori, pur provando a rianimare Elena, non hanno potuto far altro che constatare la morte. Da quel momento una catastrofe psicologica si è abbattuta sulla famiglia di Elena. I gesti venivano compiuti in automatico, seguiti al comando di qualcuno.

La vita scorre veloce e non si può fermare, tornare indietro. Gli operatori dell’obitorio chiedono già i vestiti per la preparazione della salma. Ma di quale salma si sta parlando. Una figlia, improvvisamente, cambia i connotati, non è più tale. In pochi secondi è diventata una salma, un corpo che non è più a casa, a scuola, alla scuola di musica, con gli amici, a giocare, a studiare, a leggere. La vita scorre, ti travolge, va avanti.

Ai familiari viene data indicazione di rivolgersi ad un’agenzia delle pompe funebri per organizzare il funerale, ma il funerale di chi se la loro mente e il loro cuore sono ancora a festeggiare il suo compleanno, se suo papà sta ancora ballando con Elena, se il fratello Stefano e gli amici stanno ancora suonando allo spettacolo di fine anno scolastico. Da una parte il ricordo, la vita, la gioia, il futuro, dall’altra il dolore, lo sconforto, la desolazione, il silenzio della morte. Entrambe le parti cominciano a convivere nel cuore di Soava, Salomon e Stefano.

L’incredulità prende il sopravvento. In queste situazioni, che cosa devono fare i genitori? Le onoranze funebri, garbatamente e con molta sensibilità, chiedono di scegliere la bara e l’urna cineraria, se si decide di cremare la salma. Ma questi gesti non si vogliono fare, perché farlo significherebbe che Elena è morta, non sarà più con loro, non è più viva. Loro, invece, la sentono ancora viva, viva in ogni posto. Hanno la sensazione che sia andata via per un po’ e che presto ritornerà. Ma la vita continua a scorrere.

I parenti e gli amici, ancora increduli, cercano di portare conforto. Ma quali parole si devono usare per esprime i sentimenti e gli stati d’animo nei confronti di genitori che hanno appena perso la propria figlia. Il silenzio, le lacrime e l’abbraccio sembrano essere il linguaggio migliore.

Non ci sono parole, queste farebbero solamente rumore. Il silenzio del mistero della morte chiede il silenzio delle parole. La salma silenziosa chiede il silenzio dei vivi. Silenzio e riflessione. Un senso d’impotenza pervade tutti. Tutti si è stati messi con le spalle al muro. La vita continua a scorrere. Viene fissata la data del funerale. La salma deve fare il suo percorso, deve lasciar spazio alla vita che non può essere intralciata da niente e da nessuno.

Elena e la salma non saranno più la stessa cosa. La prima diventerà ricordo vivo in quanti la amano, la seconda diventerà cenere. Purtroppo, la vita di Elena non è andata come l’ha desiderata lei ed i suoi genitori. Una ragazzina con idee e progetti di vita chiari e di lungo respiro, cosa rara ai giorni nostri.

Come Elena, pochi giovani della sua età leggono continuamente libri e chiedono per regalo solamente libri. Elena non ha mai desiderato un cellulare. Oltre ai propri cari, amava lo studio, la natura, gli animali, gli amici, la gioiosità. Desiderava viaggiare per conoscere il mondo. Voleva già essere d’aiuto agli altri, svolgere lavori socialmente utili. Ma la nostra società vieta ai ragazzi di essere protagonisti, spesso tarpa le ali a quanti, anche se non maggiorenni, hanno l’entusiasmo e la voglia di costruire un mondo migliore.

Però, un mini-mondo migliore, multietnico, Elena è riuscito a costruirlo insieme ai suoi genitori. In questi giorni di dolore intenso, di amarezza, di scoramento e di rabbia, tantissimi amici, a loro cari, amici veri, autentici, dal cuore grande, non li hanno mai lasciati soli.

La loro vicinanza operosa, prevalentemente silenziosa, fatta di tantissimi gesti, spesso bagnati dalle lacrime, è stata la manifestazione più grande di affetto e di amore, per lenire un po’ lo strazio dei cuori dei genitori e del fratello di Elena. La vita continua. Oggi pomeriggio, 11 luglio, alle ore 16, nella chiesa parrocchiale di Tamai, si svolgeranno i funerali di Elena”.

Antonio Loperfido
Psicologo Clinico e Psicoterapeuta

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