PORDENONE – Venerdì al Capitol la presentazione dei progetti, sabato in Piazzetta Calderari l’inaugurazione del grande orologio countdown. Due eventi per coinvolgere la città nel cammino verso il 2027
Due appuntamenti, due modi diversi per raccontare il percorso che porterà Pordenone a vivere il 2027 da Capitale italiana della Cultura. Venerdì 25 settembre, alle 21, la Sala Capitol di via Mazzini ospiterà la presentazione pubblica dei progetti che animeranno l’anno da Capitale. Il giorno successivo, sabato 26 settembre alle 11, in Piazzetta Calderari, sarà invece presentato il grande orologio che scandirà il conto alla rovescia verso il 2027.
Un doppio appuntamento pensato per portare il progetto fuori dalle stanze istituzionali e renderlo sempre più vicino alla comunità, a pochi giorni da un’edizione di pordenonelegge che ha acceso i riflettori nazionali sulla città con la presenza del Presidente della Repubblica.
Al Capitol un racconto, non una semplice presentazione
Quella di venerdì non sarà una conferenza tradizionale. I progetti saranno raccontati attraverso la voce degli attori Fabio Scaramucci e Viviana Piccolo, accompagnati dalla musica dal vivo di Enrico Berto alla chitarra. L’obiettivo è restituire al pubblico una fotografia viva di ciò che Pordenone sta costruendo in vista del 2027, attraverso iniziative che spaziano dalla musica al teatro, dalle arti visive all’inclusione, fino alla valorizzazione dei luoghi e del paesaggio.
Sul palco saliranno anche il sindaco Alessandro Basso, l’assessore alla Cultura Alberto Parigi e l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, a testimonianza della collaborazione tra Comune di Pordenone e Regione Friuli Venezia Giulia nel percorso verso l’anno da Capitale.
Le iniziative presentate sono il risultato di mesi di lavoro condiviso tra amministrazione, Regione, associazioni, artisti, scuole, operatori culturali e realtà del territorio, anche attraverso il sostegno dei bandi del Comune di Pordenone e della Regione.
«Proponiamo alla città un doppio appuntamento che racconta bene lo spirito di Pordenone 2027», spiega l’assessore Alberto Parigi. «Venerdì sera al Capitol abbiamo scelto di non illustrare i progetti come in una relazione, ma di farli raccontare, perché dietro ognuno ci sono persone, associazioni, artisti, scuole e operatori culturali che hanno deciso di mettersi in gioco».
Per Parigi, il percorso verso il 2027 rappresenta anche il racconto di una comunità «creativa, operosa, capace di confrontarsi restando unita».
L’appuntamento di venerdì sarà a ingresso libero e senza prenotazione, fino a esaurimento dei posti a sedere.
Sabato il countdown entra nel cuore della città
Il giorno successivo sarà invece il momento di rendere fisicamente visibile il conto alla rovescia verso il 2027. Alle 11, in Piazzetta Calderari, verrà presentato il grande orologio countdown destinato a diventare un nuovo elemento del paesaggio urbano.
Un dispositivo che accompagnerà giorno dopo giorno cittadini e visitatori verso l’apertura dell’anno da Capitale e che vuole diventare un punto di riferimento riconoscibile nel centro cittadino.
«Sabato mattina, con l’orologio countdown, quel percorso diventerà visibile a tutti, ogni giorno, nel centro della città», sottolinea Parigi. «Abbiamo scelto “Città che sorprende” come titolo della nostra candidatura perché è la reazione più frequente di chi arriva qui e scopre una vitalità culturale e civile più ricca di quanto immaginasse».
L’assessore rivolge quindi un invito diretto alla comunità: «Vorremmo che a sorprendersi, in questi due giorni, fossero prima di tutto i pordenonesi. Per questo invito tutti a partecipare, perché la Capitale della Cultura si costruisce insieme e appartiene all’intera comunità».
Ai partecipanti alla presentazione dell’orologio sarà inoltre riservato un gadget ufficiale di Pordenone 2027, disponibile fino a esaurimento.
Con i due appuntamenti di venerdì e sabato, dunque, il 2027 comincia a prendere forma non soltanto attraverso il programma di iniziative, ma anche attraverso momenti pensati per coinvolgere direttamente chi vive la città. Un percorso che punta a trasformare il titolo di Capitale italiana della Cultura in un’esperienza condivisa da tutta Pordenone.
