AVIANO – È scontro sulla gestione estiva della Terapia intensiva del Centro di riferimento oncologico di Aviano. Da una parte il NurSind Pordenone denuncia una situazione organizzativa che, a suo giudizio, mette sotto pressione il personale infermieristico e rischia di compromettere sicurezza e qualità dell’assistenza. Dall’altra la Direzione strategica del CRO respinge l’allarme e parla di una riduzione dell’attività programmata, legata alle ferie estive e destinata a concludersi a settembre.
Secondo il sindacato, il nodo principale è la carenza di infermieri, aggravata dalla necessità di smaltire sia le ferie dell’anno in corso sia quelle pregresse. La riduzione delle presenze avrebbe portato a rimodulare i turni con un solo infermiere, anziché due, contestualmente alla sospensione di alcuni posti letto. In caso di necessità, il supporto dovrebbe arrivare dal personale del Centro Trapianti, una soluzione che il NurSind considera però non sufficiente per affrontare tutte le situazioni proprie di una Terapia intensiva.
A sostegno delle proprie preoccupazioni, il sindacato cita quanto accaduto la scorsa settimana, definendolo un vero e proprio “crash test” del nuovo assetto. Un intervento chirurgico durato circa 16 ore ha richiesto il successivo ricovero del paziente in Terapia intensiva per tre giorni, rendendo necessario il ricorso al personale reperibile, sia diurno sia notturno. Secondo il NurSind, in un caso un infermiere avrebbe lavorato dalle 10 del mattino fino all’una di notte, mentre l’attivazione ripetuta delle reperibilità avrebbe inciso anche sui periodi di riposo. È stato inoltre coinvolto l’infermiere normalmente impegnato nell’ambulatorio degli accessi vascolari.
«Questo episodio rappresenta il vero e proprio crash test dell’organizzazione messa in campo», afferma il segretario del NurSind Pordenone, Gianluca Altavilla, secondo cui sarebbe stato possibile utilizzare prestazioni aggiuntive per garantire almeno il secondo infermiere nel turno notturno. Il sindacato annuncia inoltre di aver avviato con il proprio ufficio legale una valutazione sugli eventuali profili di responsabilità civile e penale legati all’organizzazione del servizio.
Alle criticità sulla gestione dei turni si aggiunge, nella denuncia sindacale, il tema degli incentivi. Il NurSind segnala una forte differenza tra il personale amministrativo, per il quale indica un incentivo di 280 euro mensili nell’ambito di un progetto regionale, e gli infermieri, ai quali sarebbero riconosciuti 350 euro annui. Una disparità che il sindacato considera «evidente e inaccettabile», soprattutto alla luce dei crescenti carichi di lavoro.
Il quadro, secondo Altavilla, rischia inoltre di favorire nuove dimissioni tra gli infermieri, aggravando una carenza di personale già ritenuta critica. Il sindacato chiede quindi alla Direzione di rivedere l’organizzazione della Terapia intensiva, assicurando una presenza infermieristica adeguata e adottando strumenti concreti per affrontare la carenza di organico.
La Direzione strategica del CRO, tuttavia, ridimensiona nettamente l’allarme. Due dei quattro posti letto della Terapia intensiva sono stati sospesi per circa cinque-sei settimane, in concomitanza con la riduzione delle sedute operatorie prevista nel periodo estivo, proprio per consentire al personale di usufruire delle ferie. Da settembre, assicura l’Istituto, l’attività tornerà a pieno regime.
Il CRO sottolinea inoltre che, durante questo periodo, in Terapia intensiva non sono mai stati ricoverati più di due pazienti e che spesso non si sono registrati ricoveri nell’arco del turno. Secondo la Direzione, è stato quindi sempre rispettato lo standard di un infermiere ogni due pazienti, mentre una pronta disponibilità garantisce la presenza di un secondo professionista nelle situazioni previste. In reparto è inoltre presente l’anestesista rianimatore.
«Il “collasso” denunciato dal sindacato Nursind non c’è», precisa la Direzione, ricordando che la riduzione estiva dell’attività rientra nella normale programmazione adottata dalle strutture sanitarie per consentire al personale di fruire delle ferie contrattualmente previste. Tra giugno e settembre, infatti, i dipendenti devono poter utilizzare una quota significativa delle ferie annuali.
Resta dunque aperto il confronto tra sindacato e Direzione: per il NurSind l’attuale organizzazione rappresenta un rischio da affrontare immediatamente; per il CRO si tratta invece di una rimodulazione temporanea, programmata e compatibile con gli standard di sicurezza. Il banco di prova sarà ora il ritorno alla piena operatività previsto per settembre.
