PORDENONE – Il rilancio del commercio cittadino passa da una nuova struttura pensata come cabina di regia degli eventi culturali. L’assessore alla Cultura Alberto Parigi ha presentato l’idea di un Hub di Pordenone Capitale della Cultura: non un semplice infopoint, ma un quartier generale capace di accogliere visitatori e orientare il pubblico tra iniziative e manifestazioni.
Pordenone parte avvantaggiata grazie all’esperienza di Pordenonelegge, che negli anni ha costruito un modello organizzativo diffuso, coinvolgendo l’intera città. Un patrimonio di competenze che potrà ora essere messo a sistema.
«Abbiamo un anno davanti e siamo convinti di farcela», ha spiegato Parigi, ricordando anche il progetto di utilizzare temporaneamente i negozi sfitti per ospitare attività artistiche. Tra le iniziative già avviate spicca il Piccolo dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi, curato da Pordenonelegge con Fondazione Treccani Cultura e Istituto Toniolo. Il percorso coinvolge l’assessorato al Commercio, Ascom, agenzie immobiliari e proprietari.
Il progetto ha incassato il favore dei commercianti, mentre Pd e civica di Salvador lo hanno giudicato insufficiente. Parigi ha replicato parlando di «speculazione politica» e ricordando che la crisi del commercio è un fenomeno globale: «Pordenone tiene botta, ma non può competere da sola con l’e-commerce».
Intanto sono già avviati i contatti con Promoturismo per garantire visibilità all’Hub. La sfida è trasformare Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 in un vero motore economico, capace di portare persone in centro e generare ricadute concrete su bar, negozi e servizi.
