PORDENONE – Un tubo di ferro lungo circa 70 centimetri, gettato in un canale di irrigazione poco distante dall’abitazione della vittima. Sarebbe questa l’arma utilizzata per uccidere Mario Ruoso, 87 anni, patron di Telepordenone e del Garage Venezia, trovato morto nel suo appartamento di Porcia nel pomeriggio del 4 marzo.
Il dettaglio è emerso durante la conferenza stampa del procuratore della Repubblica di Pordenone, Pietro Montrone, che ha ricostruito le fasi dell’indagine culminata con il fermo di Loriano Bedin, 68enne residente a Tiezzo ed ex dipendente dell’emittente locale, gravemente indiziato di omicidio volontario.
Il ritrovamento del corpo
L’allarme è scattato nel primo pomeriggio del 4 marzo, quando una segnalazione ha portato gli agenti della Squadra Volante in via Porto, a Porcia. All’interno dell’appartamento dell’anziano, al settimo piano di uno stabile residenziale, i poliziotti hanno trovato Ruoso riverso a terra, in posizione prona, vicino alla porta d’ingresso.
Sul capo dell’uomo era evidente una profonda ferita compatibile con un violento colpo inferto con un oggetto contundente. Un particolare che ha subito orientato gli investigatori verso l’ipotesi dell’omicidio.
La scena del crimine e i rilievi
Sul posto sono intervenuti gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Pordenone insieme al personale del Gabinetto provinciale di Polizia Scientifica e al Gabinetto interregionale di Padova.
Gli specialisti hanno eseguito rilievi fotografici e planimetrici, documentando lo stato dei luoghi e cercando tracce biologiche e materiali utili a ricostruire la dinamica dell’aggressione.
Fin dalle prime ore l’indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Pordenone, che ha seguito passo dopo passo l’attività investigativa.
Il tubo di ferro ritrovato nel canale
La svolta è arrivata nel corso degli approfondimenti condotti dagli investigatori. Grazie alle verifiche e ai riscontri raccolti, è stato individuato e recuperato l’oggetto ritenuto compatibile con l’arma del delitto: un tubo di ferro lungo circa 70 centimetri.
Il reperto è stato trovato all’interno di un canale di irrigazione nelle vicinanze dell’abitazione di Ruoso. Subito sequestrato, sarà ora sottoposto ad accertamenti tecnico-scientifici per verificare eventuali tracce biologiche o impronte.
Indagini e confessione
L’attività investigativa si è basata su diversi riscontri: analisi dei tabulati telefonici, dati telematici acquisiti nelle prime ore, testimonianze di persone informate sui fatti e perquisizioni mirate.
Durante la notte tra il 4 e il 5 marzo è stata eseguita una perquisizione personale e domiciliare, nel corso della quale sono stati sequestrati vari oggetti ritenuti utili alle indagini, tra cui alcuni capi di abbigliamento che l’indagato avrebbe indossato al momento dei fatti.
Nel corso dell’attività investigativa l’uomo ha inoltre reso dichiarazioni di natura confessoria, fornendo ulteriori elementi utili alla ricostruzione dell’omicidio.
Il fermo per omicidio volontario
Alla luce del quadro indiziario raccolto, il pubblico ministero di turno della Procura di Pordenone ha disposto il fermo di Bedin, indagato per omicidio volontario, nella giornata del 5 marzo.
Le indagini proseguono per chiarire completamente il movente e le circostanze dell’aggressione che ha portato alla morte di Ruoso.
