PORDENONE – Non è un libro pensato per il grande pubblico. Non è un romanzo, né un saggio divulgativo, né un testo capace di svelare misteri sorprendenti. Eppure, proprio nella sua natura specialistica risiede il valore di un lavoro che ha richiesto quasi cinque anni di studio e di paziente ricostruzione.
Il volume che Daniela Maschio presenterà sabato 14 marzo alle ore 16 nella Chiesa della Santissima Trinità, con interventi anche di Attilio Bartoli Langeli, già docente di paleografica all’Università di Padova e di Giordano Brunettin, medievista, restituisce integralmente alla lettura il “Liber memorialis ecclesie Santi Marci”, il manoscritto 1325 conservato sugli scaffali della Biblioteca civica Joppi di Udine. Un documento antico, apparentemente silenzioso, che attraverso la trascrizione e l’analisi torna oggi a raccontare la vita religiosa e sociale di Pordenone tra la fine del Quattrocento e il Seicento.
La consapevolezza che il libro non sarebbe stato destinato a molti lettori non ha mai ridotto l’impegno dell’autrice. «Mi bastava sapere che ci sarebbe stato anche un solo lettore per riservare il meglio delle mie possibilità», spiega Maschio, sottolineando il rispetto e la cura con cui ha affrontato questo lavoro.
Il manoscritto è composto da 49 carte, per un centinaio di pagine complessive, ed è stato scritto e utilizzato per lungo tempo dai sacerdoti appartenenti alla Congregazione di San Marco di Pordenone. La prima registrazione risale al 1474, mentre l’ultima porta la data 1666. Nel corso di quasi due secoli diversi sacerdoti riempirono il volume con annotazioni, per lo più legate agli anniversari celebrati nel duomo.
Il lavoro di Maschio è stato innanzitutto filologico e paleografico: trascrivere il testo e identificare le diverse mani degli scriventi. In origine erano state individuate almeno 33 grafie differenti; nello studio finale si è scelto di concentrarsi su 18 scritture riconducibili a sacerdoti che compaiono con una certa frequenza nelle registrazioni.
Il libro ha la struttura di un calendario con ordinamento giornaliero e raccoglie 1078 registrazioni. Circa il 12% è scritto in latino, mentre la grande maggioranza, l’88%, è in volgare. Nel fascicolo finale compare anche un ulteriore calendario, questa volta con ordinamento mensile, dedicato agli anniversari della Chiesa di Santa Maria, o del Cristo.
Dietro questi elenchi si nasconde però una vera miniera di informazioni storiche. Gli anniversari non riportano soltanto nomi, ma raccontano molto della società dell’epoca: la composizione delle famiglie, le professioni, i beni posseduti e le donazioni destinate al clero affinché venissero celebrate messe di suffragio per i defunti.
Non si tratta solo di offerte in denaro. Nelle registrazioni compaiono case, terreni, tessuti, gioielli, vesti e altri beni, testimonianza concreta del rapporto tra comunità e istituzione ecclesiastica e del valore spirituale attribuito alla memoria dei defunti.
Il volume, tuttavia, non si limita alla trascrizione del manoscritto 1325. Nell’introduzione e nelle note viene infatti preso in esame anche un secondo documento, il manoscritto 1326/2, molto più corposo – oltre trecento pagine – e in parte parallelo al primo. Questo testo, di carattere più amministrativo e contabile, riporta molti degli stessi anniversari e permette un confronto utile anche per ricostruire l’attività dei sacerdoti che registrarono le annotazioni.
A completare il lavoro c’è un indice particolarmente ricco, con oltre 3000 lemmi, che rende il volume uno strumento prezioso per studiosi e ricercatori interessati alla storia locale, alla paleografia e alla società del Friuli tra Medioevo ed età moderna.
Un ruolo fondamentale nella realizzazione del libro è stato svolto da Attilio Bartoli Langeli, docente di Paleografia latina all’Università di Padova con cui Daniela Maschio si è laureata. Il professore ha affiancato l’autrice fin dall’inizio del progetto: ha corretto, integrato e riorganizzato il lavoro, oltre a firmare insieme a lei l’introduzione.
Il volume è stato promosso da due realtà culturali pordenonesi: il Centro culturale Augusto Del Noce e il Centro Studi Odoriciani, che hanno sostenuto e accompagnato la pubblicazione.
La presentazione pubblica del libro si terrà sabato 14 marzo alle ore 16 nella Chiesa della Santissima Trinità, occasione per scoprire da vicino un documento che, pur nato per pochi lettori, restituisce una parte significativa della memoria storica della comunità.
