PORDENONE – Esistono intuizioni capaci di cambiare il volto di un territorio e di resistere al tempo, trasformandosi in pilastri per la comunità. È quanto emerso con forza durante il convegno “Tutelare si può in una Regione Innovativa”, svoltosi il 12 maggio 2026 nella prestigiosa cornice di Palazzo Montereale Mantica a Pordenone. L’incontro, iniziato alle 14:30, non è stato solo una celebrazione, ma un ponte ideale tra la storica tutela del lavoro e la nuova frontiera dell’innovazione sociale in Friuli Venezia Giulia.
I lavori si sono aperti con i saluti di Chiara Tomasella, coordinatrice del Punto di Ascolto Antimobbing di Pordenone, che ha introdotto l’importanza vitale di questo presidio territoriale. Un saluto significativo è giunto anche da Denis Giovanni Dalla Libera, coordinatore AST di Pordenone, che ha sottolineato il valore della rete sindacale sul territorio. L’apertura ufficiale della sessione è stata affidata a Renata Della Ricca, Segretaria Regionale CISL FVG, che ha ripercorso le tappe di un impegno costante a difesa della dignità dei lavoratori tutelandoli sul posto di lavoro e sostenendo da tempo l’importanza di politiche che supportino concretamente le famiglie, agevolandole nella molteplicità dei lavori di conciliazione vita lavoro che devono sostenere. Ciò non rappresenta solo una questione privata, ma un fattore decisivo per lo sviluppo economico, la crescita sociale e il rinnovamento culturale. Negli ultimi anni il welfare aziendale è diventato uno degli strumenti più importanti per affrontare le trasformazioni del lavoro, sostenere le famiglie e migliorare il benessere delle persone nei luoghi produttivi. Ma parlare di welfare oggi significa andare oltre il semplice sistema di benefit: significa costruire comunità lavorative più inclusive, più sicure e più attente alla dignità della persona.
Al centro del dibattito, la storia del Punto di Ascolto Antimobbing di Pordenone che ha festeggiato i suoi primi vent’anni di attività. Durante gli interventi è stata ricordata la visione lungimirante dell’allora Cisl di Pordenone (oggi USR CISL FVG): già due decenni fa, il sindacato seppe leggere con anticipo i segnali di un disagio emergente, comprendendo la necessità di creare un presidio per chi viveva situazioni di vessazione e tossicità ambientale sul posto di lavoro. Ottenuto l’accreditamento tramite la legge regionale 7/2005, il servizio si è confermato gratuito e aperto a tutti i cittadini, superando il confine della sola appartenenza sindacale.
I numeri presentati fotografano un impegno imponente: dalla nascita fino a dicembre 2025, sono stati aperti casi per 775 donne e 343 uomini, con una media negli ultimi anni di 110-120 accessi annuali. Un dato critico emerso è riferito all’aumento delle vessazioni legate alla conciliazione vita-lavoro per chi assiste bambini, anziani o disabili, oltre al mancato rispetto delle prescrizioni del medico competente.
In questo senso, la Legge Regionale 7/2005 si è confermata un’eccellenza: è una delle norme più longeve in Italia e, a differenza di altre realtà, non solo è stata mantenuta ma costantemente implementata. Per il 2026, la Regione ha stanziato ben 280 mila euro complessivi per i Punti di Ascolto della regione, segnale di un impegno finanziario crescente e convinto.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto all’equipe multidisciplinare (avvocato Teresa Dennetta, psicologhe Gabriella Liliana Salanitro e Nadia Sollazzo e medico del lavoro Andrea Campanile) che opera nella sede fisica di Porcia. Il valore del servizio è stato ribadito dagli interventi istituzionali di Guglielmina Cucci, Assessora del Comune di Pordenone, e Adriana Checchin, Assessore del Comune di Porcia, che hanno confermato il solido partenariato che lega i comuni a questa realtà.
“Questi dati – ha affermato Cucci – ci raccontano di un lavoro straordinario e importante svolto sul territorio a tutela di uno dei cardini del nostro stato democratico, quale il lavoro. E ci raccontano di un territorio attento a politiche sociali avanzate che mettono al centro le persone e la qualità della vita, con capacità di visione, intercettare traiettorie e costruire futuro. Oggi appare evidente come tutela del lavoro e tutela della famiglia debbano convergere e armonizzarsi, in una visione di welfare integrato. E ancora una volta emerge la centralità della conciliazione, per lo sviluppo di una società equilibrata e sostenibile. Anche alla luce del percorso verso Capitale della cultura, Pordenone conferma la centralità della famiglia nelle sue politiche, con particolare attenzione alle donne, e ribadisce la volontà di essere parte attiva di questi processi, accompagnandoli da un cambio culturale, facendo sistema all’interno di un’alleanza interistituzionale volta a costruire una strategia di comunità che unisca tutele, innovazione e coesione sociale”.
“Questo evento non è una semplice ricorrenza – ha dichiarato Checchin – è un segnale chiaro. Vent’anni di attività del Punto di Ascolto Antimobbing dimostrano che il disagio lavorativo esiste e non può più essere ignorato. La Legge regionale 14 del 2025 segna un cambio di passo: non bastano più le buone intenzioni, servono strumenti concreti, strutturati e accessibili per tutelare davvero le persone. Per questo, come Comune di Porcia, abbiamo fatto una scelta netta: un mese fa abbiamo rinnovato la convenzione con il Punto di Ascolto. Non è un atto formale, è una presa di responsabilità. La tutela si fa nei territori, non nei convegni. Mettere a disposizione spazi significa esserci davvero, significa dire ai cittadini che non saranno lasciati soli davanti a situazioni di mobbing, stress e difficoltà lavorative. Un Comune è davvero innovativo solo se difende la dignità del lavoro. E una comunità è forte solo quando sceglie, senza ambiguità, da che parte stare”.
Il cuore politico del convegno è stato l’intervento dell’Assessore Regionale Alessia Rosolen, che ha illustrato la nuova Legge sull’Innovazione Sociale del 14 novembre 2025. Una norma che proietta il Friuli Venezia Giulia ai vertici dell’eccellenza nazionale, trasformando il sostegno alla famiglia, ai giovani e alla genitorialità in misure strutturali. La Regione, come sottolineato, riconosce nei Punti di Ascolto dei partner fondamentali per un welfare che mette al centro l’inclusione e la protezione delle fasce più vulnerabili.
Le conclusioni sono state affidate ad Alberto Monticco, Segretario Generale Regionale CISL FVG, che ha rilanciato il messaggio finale: il Friuli Venezia Giulia si conferma una regione innovativa perché ha fatto dell’inclusione la sua forza, trasformando la tutela in un pilastro su cui costruire il futuro del lavoro e della società.
