MOTTA DI LIVENZA – Fra gli equipaggi della Flotilla sequestrati dai soldati di Israele due giorni si apprende in queste ore che c’è anche quello della nave su cui viaggiava la giovane attivista di origine calabrese Beatrice Lio (nella foto), catturato in acque internazionali con un atto di pirateria, dopo aver sparato con proiettili di gomma sulle imbarcazioni.
La notizia giunge da ambienti vicini alla missione umanitaria che ha lo scopo di portare aiuti a Gaza. Beatrice Lio, residente a Motta di Livenza, studentessa universitaria a Trieste, e di recente trasferitasi in Francia, è originaria di Cittadella del Capo in Calabria. Le milizie di TelAviv hanno intercettato illegalmente le navi in acque internazionali dopo aver sparato contro le imbarcazioni con proiettili di gomma. Beatrice Lio è stata portata con gli altri sequestrati al porto israeliano di Ashkelon.
L’esercito israeliano, come dimostrano i video diffusi dai canali social della Global Sumud Flotilla, ha sparato proiettili di gomma contro le imbarcazioni, una delle quali batteva bandiera italiana. Sono 29, in totale, gli italiani attualmente nelle mani dei militari israeliani. Beatrice Lio, che ha testimoniato in diretta l’abbordaggio.
Le milizie di Tel-Aviv hanno intercettato illegalmente le navi in acque internazionali dopo aver sparato contro le imbarcazioni con proiettili di gomma, ha detto l’attivista pacifista veneta. Beatrice Lio era già stata catturata lo scorso aprile sempre dall’esercito israeliano durante la precedente missione della “Flotilla” e poi liberata il 2 maggio assieme alla padovana Anna Ghedina e al trevigiano Luca Tuzzato. Al.Rin.
