AVIANO – 518 dal 23 febbraio ad oggi: questo il numero esatto dei voli di aerei statunitensi dalle basi Nato in Italia verso il Golfo dove sono operative basi aeree americane alcune delle quali impegnate nella fase di bombardamento contro l’Iran.
Lo ha confermato oggi, 1^ luglio, in Parlamento il ministro della Difesa Guido Crosetto in risposta ad una dettagliata interrogazione dell’onorevole Angelo Bonelli di Verdi e Sinistra. Il ministro Crosetto ha fornito solo il numero dei voli ribadendo che si tratta di voli logistici ma non ha fornito, seppur richiesto, il contenuto e la natura delle merci trasportate verso il Golfo.
Né ha parlato di voli di aerei radar o di aerocisterne o altra specializzazione che possono ipotizzare un utilizzo a supporto di operazioni belliche dirette come il bombardamento. Crosetto, dopo un momento di interlocuzione verbale con un tono di voce elevato, ha dichiarato che la Difesa, se si vuole, può fornire e fornirà tutti i dettagli dei contenuti e sulla natura dei materiali trasportati dagli aerei. Bonelli ha ribadito che, non ti tenendosi soddisfatto dalla risposta, ha chiesto i dati e li attende al più presto.
Nessun cenno é stato fatto sui voli da Aviano, ad esempio, oltre duecento, molti dei quali monitorati da Pordenoneoggi.it con destinazione alcune basi in Medio Oriente, alcuni dei quali con sistemi di tracciamento pubblici interrotti per non essere monitorati all’arrivo sulle coste dell’Egitto. Sono stati poi decine i voli di aerei cisterna, radar e di altra specifica tecnica arrivati da basi inglesi, esempio Fairfield dove sono sticcati missili e armi balistici per impieghi bellici per le basi Nato, o tedesche per poi ripartire verso il Golfo. Fino ad oggi, quindi, non sono state fornite notizie e informazioni dettagliate su cosa trasportavano gli aerei del tipo C130, C17 e C5 Galaxy.
Intanto come anticipato ieri da Pordenoneoggi.it, ad Aviano sono ritornati i 12 aerei cacciabombarderi F16 del 31 Fighter wing che erano partiti il 17 febbraio scorso per le basi in Arabia da dove hanno preso parte alle operazioni belliche in Iran. Le loro sigle erano da Tabor 61 a Tabor 84 e gli aerei si sono riforniti in volo attraverso tre aerocisterne sia per l’andata che per il rientro in Italia. Al. Rin.
