PORDENONE – La sicurezza sarà l’obiettivo primario di questo 2026. A dirlo è il presidente dell’Anmil di Pordenone, Claudio Fornasieri, ancora scosso per quanto accaduto a Crans Montana nel locale “Le Constellation”.
“Oggi tutti noi viviamo in un mondo globalizzato – fa sapere Fornasieri – perciò le norma di sicurezza in Italia stringenti, in specie dopo la strage di Corinaldo dovrebbero essere applicate in tutti i Paesi e ogni anno dovrebbero essere sottoposto ad una revisione condivisa. Non possiamo mandare i nostri figli all’estero a lavorare, studiare, divertirsi con l’ansia del pericolo imminente. Tutti abbiamo bisogno di un mondo più sicuro e di norme partecipate”. Inizia così il risveglio di un nuovo anno che deve mettere come priorità la sicurezza. Ma soprattutto è fondamentale lavorare sulla percezione del pericolo.
“Dai primi video apparsi – riferisce il presidente Fornasieri – una fiammella, probabilmente proveniente da una delle fontane luminose legate al collo di bottiglie di champagne tenute in alto da alcuni giovani, arriva sul soffitto dove si trova il bancone bar.
Le indagini faranno il loro corso, si verificherà se il soffitto fosse trattato con materiale ignifugo, se un’uscita di emergenza era sufficiente e se il protocollo della sicurezza è stato applicato alla lettera, ma una cosa è balzata all’occhio: alla vista iniziale del fuoco, i ragazzi in media tra i 16 e i 20 anni, hanno continuato a ballare e a riprendere con il cellulare quanto accadeva.
Ed è qui che parte la mia riflessione. Non si è verificata un’immediata percezione del pericolo. Quei cellulari dovevano essere sì usati subito, ma per chiamare i soccorsi e poi senza il panico, arrivato subito dopo, quando l’ossigeno mancava e il rogo è divampato, sarebbe stato necessario aprire e forzare altri varchi, anche le finestre stesse se non c’erano altre alternative”.
L’Anmil di Pordenone con il nuovo anno e a breve la partenza dei tirocini scolastici chiede alle istituzioni un tavolo per concertare una formazione mirata al fine della prevenzione, mettendo in atto protocolli precisi. Ancora oggi c’è chi delega la formazione a corsi online che i giovani non guardano, passandosi le soluzioni.
I ragazzi in quel locale famoso per benestanti in Svizzera non sapevano cosa fare, una volta che il pericolo è diventato dramma, che la tragedia era palpabile, vi è stato il caos nell’uscire tra le fiamme e l’impossibilità a respirare. In ogni scuola, secondo l’Anmil ci devono essere rigidi protocolli di comportamento in caso di imprevisti che siano nei luoghi di lavoro, di studio, di vita, come un locale, una discoteca. Solo così potevano essere salvate più vite.
“Una tragedia che si poteva evitare – afferma Fornasieri – se le regole del luogo di lavoro, il locale per i baristi, camerieri, buttafuori, fossero state rispettate e in linea con i Paesi più attenti alla sicurezza. Una tragedia che si poteva evitare se a scuola tutti gli studenti facessero delle simulazioni in caso di situazioni del genere. Non bastano le tradizionali prove di evacuazione con l’uscita ordinata da un luogo in caso d’incendio, terremoto, ma è importante inscenare dei casi reali, come viene fatto con le manovre salvavita, il massaggio cardiaco. Chiediamo, dunque, regole chiare, condivise e nuovi protocolli sulla sicurezza.
Ad ogni tavolo in cui si parla di sicurezza con le scuole, le istituzioni, le associazioni di categoria, l’Anmil sarà sempre presente e collaborativo, perché sulla pelle dei propri associati ha vissuto la carenza della percezione del pericolo imminente o la scarsa sicurezza applicata nei luoghi di lavoro o in itinere”.
