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martedì , 14 Aprile 2026

Fipe-Confcommercio lancia #sicurezzaVera I locali fanno rete contro la violenza sulle donne

PORDENONE – Il mondo dei bar, dei ristoranti e dei locali notturni è pronto a fare la sua parte nel contrasto alla violenza di genere. Anche la città di Pordenone è infatti pronta ad entrare nel vivo sul progetto #sicurezzaVera, ideato dal Gruppo Imprenditrici Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici Esercizi, in sinergia con la Polizia di Stato con la quale hanno siglato un protocollo d’intesa nel 2021 che prevedeva il lancio del progetto in via sperimentale e, ad oggi, incluso Pordenone, attivato in ben 35 città. Protocollo d’intesa che è stato rinnovato, per la seconda volta, con il direttore centrale anticrimine della Polizia Stato Alessandro Giuliano il 25 febbraio 2025.

Si tratta di un progetto di diffusione della cultura della legalità e di formazione del personale dei pubblici esercizi, ma soprattutto di uno strumento concreto ed efficace per combattere il fenomeno della violenza che, in Italia, vede il 31,5% delle donne subire una o più aggressioni nel corso della vita.

A presentare l’iniziativa nel capoluogo del Friuli occidentale, a Palazzo Mantica. sono stati questa mattina il prefetto Michele Lastella, la questora Graziella Colasanto, l’assessore comunale Guglielmina Cucci, la vicepresidente vicario nazionale Fipe Donne Donatella Bertolone, il presidente provinciale Fipe bar Fabio Cadamuro con la consigliera di categoria Vanessa Mastromarino, oltre al commissario capo Questura di Pordenone Giusy Valenti e la vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti del Fvg Paola Dalle Mole. I lavori sono sati aperti da Silvia Radetti, vicepresidente Confcommercio locale, nonché presidente Terziario Donna, che ha precisato: «Siamo parte di un sistema che contribuisce a rendere unico il nostro territorio, Siamo osservatori privilegiati, perché siamo a contatto con il pubblico e abbiamo la fiducia delle persone e collaboriamo attivamente con le istituzioni».

«Quella per il rispetto e la libertà delle donne è la madre di tutte le battaglie che come comunità abbiamo il dovere di portare avanti – ha spiegato invece Bertolone di Fipe Donne nazionale -. Per vincerla dobbiamo sfruttare tutte le risorse a nostra disposizione e una di queste sono senza dubbio i locali che animano le nostre città: in Italia esiste un bar ogni 400 abitanti e 1 Pubblico esercizio ogni 250. È da questo dato che siamo partiti per costruire una vera e propria rete di protezione e tutela diffusa. Una rete che opera quotidianamente nelle aree centrali come in quelle periferiche delle città».

Per il prefetto Lastella sulla violenza di genere manca «un passo culturale significativo da parte degli uomini. Sulla violenza alle donne c’è un mondo sommerso che, purtroppo, non viene ancora segnalato. Bene che la categoria dei pubblici esercizi si sia attivata. Loro sono osservatori civici».

Per la questora Graziella Colasanto, che recentemente ha incontrato la categoria che fanno rete contro la violenza sulle donne, sussiste un forte impegno dell’intera comunità per contrastare questo fenomeno. Dal canto suo Guglielmina Cucci, assessore comunale Pari opportunità, ha sottolineato come questi temi siano al centro dell’agenda pubblica e nel sistema di lavoro e collaborazione con la rete di comunità. Per il presidente di Fipe-Confcommercio locale, Fabio Cadamuro con Sicurezzavera «firmiamo un patto garantendo protezione e assistenza a chi si sente in pericolo. Locali aperti e personale formato sono presidi di sicurezza, luoghi di legalità e ascolto».

C’è stato poi l’intervento di Giusy Valenti, commissario capo Questura di Pordenone, che ha spiegato come i locali avranno a disposizione un canale preferenziale all’interno della app YouPol per segnalare alla centrale di polizia eventuali casi sospetti, utilizzando l’hashtag Fipe nel messaggio e attivando così una procedura di intervento rapido.

I lavori si sono conclusi con le testimonianze di Antonio Aprea per l’associazione di volontariato “In prima persona: uomini contro la violenza sulle donne”, e di Paola Dalle Molle, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti del Fvg, che ha ricordato come anche i mezzi di comunicazione abbiano il dovere di fare formazione sull’argomento: «la violenza sulle donne è un dramma che riguarda tutti noi».

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