PORDENONE – Di fronte al parco Galvani le luci si sono riaccese e, con il taglio del nastro, Pordenone ha riabbracciato uno dei suoi luoghi più amati: la storica pizzeria Gambrinus. Dopo sette anni di chiusura, la riapertura è diventata una festa collettiva, un ritorno alle radici che intreccia memoria e futuro.
Per intere generazioni il Gambrinus è stato molto più di una pizzeria. Durante il terremoto in Friuli, quando al parco Galvani erano piantate le tende, si faceva la spola per una pizza calda. Tra quei tavolini sono nati amori, sono arrivate proposte di matrimonio e annunci di nuove vite. Rientrare ieri, salire quella scalinata così particolare, è stato per molti come fare un tuffo nel passato.
A guidare la rinascita è un giovane imprenditore pordenonese, Manuel Da Dalto, già alla guida del Mediterraneo in città e a Caorle e del Brunch Republic (ex Caffè Nuovo). Formazione al liceo Majorana e laurea alla Cattolica, Da Dalto racconta un legame personale con il locale: «Fin da bambino venivo qui ogni settimana con i miei genitori. Ho voluto rispettarne l’anima e ricordare Gegè Zecchinel, che lo ha gestito per 38 anni».
Il restyling ha preservato gli elementi storici: intatte le opere sulla grande parete di fronte all’ingresso – il pannello di Angelo Giannelli, il “Diario n.61” di Giorgio Gaiotto del 1970 e l’opera figurativa di Silvio Smerzi – così come i tavoli di un tempo, oggi resi più comodi pur mantenendo le dimensioni originali. Anche l’architettura, con la sua scala unica, è rimasta protagonista: «Ristrutturare un locale con questa storia è più difficile che costruirne uno nuovo», ammette Da Dalto.
La squadra conta dodici dipendenti, tre pizzaioli e un’organizzazione affidata a Patrick Cortolezzis. Il primo pizzaiolo, Alyosha Coppola, 26 anni, con esperienze tra Londra, Milano e Sardegna, promette un ritorno alle pizze storiche: dalla “Messico e nuvole” con lattuga e pomodorini alla “Gegè” con pomodoro a cubetti e prezzemolo. Le prenotazioni parlano già di oltre cento coperti a sera.
Alla cerimonia erano presenti gli amministratori cittadini, che hanno sottolineato il valore simbolico della riapertura. «Un atto d’amore per la città», è stato ribadito più volte.
“Grazie al giovane imprenditore Manuel Da Dalto – ha detto l’assessore al Commercio Emilio Badanai Scalzotto prima del taglio del nastro – dopo sette anni riapre con elementi innovativi, eleganti. Un atto d’amore per la città»
E tra emozione e orgoglio, il Gambrinus torna così a essere ciò che è sempre stato: un luogo di incontro, memoria e convivialità nel cuore di Pordenone.
