Giornate cinema muto, 6 ottobre I fanti del mare con Lon Chaney

PORDENONE – Proseguono a Pordenone le Giornate del Cinema Muto (Teatro Verdi, 3-10 ottobre) e l’elemento che immediatamente salta agli occhi nel film della serata di martedì 6 ottobre (ore 21) è la presenza del grande attore Lon Chaney, in un ruolo per lui insolito. Tell It to the Marines (I fanti del mare; 1926) di George Hill, è una commedia ricca di azione con Lon Chaney che interpreta un rude sergente istruttore alle prese con una recluta dandy e poco incline alla dura disciplina militare, George ‘Skeet’ Burns, interpretato da William Haines. Chaney era già “l’uomo dai mille volti”, l’attore che poteva trasformarsi con il trucco e la postura fisica nel Gobbo di Notre Dame o nel Fantasma dell’Opera, ma in questo film si limita unicamente a indossare una divisa. Paradossalmente è proprio con Tell It to the Marines che consegue il massimo successo commerciale, anche se oggi è ricordato come il più grande attore dell’horror, capace tuttavia di infondere una nota di umanità anche negli esseri generalmente definiti mostruosi o deformi. Entrambi si contendono l’amore della seducente infermiera Norma (Eleanor Boardman) ed è superfluo specificare come andrà a finire. Più che sull’elemento sentimentale il film ha il suo punto di forza nelle scene di guerra che si avvalgono dell’appoggio massiccio del corpo dei marines. Gran parte delle riprese si svolsero nella base militare di San Diego, nelle Filippine, a Shangai e a bordo della nave ammiraglia California che anni dopo fu colpita e affondata dai siluri giapponesi nell’attacco a Pearl Harbour. Consulente principale della produzione fu il generale Smedley D. Butler, che con Chaney sviluppò un’amicizia personale che durò fino alla morte dell’attore. Tell It to the Marines costituisce storicamente il primo caso in cui Hollywood, un divo (Lon Chaney fu il primo Honorary Marine del cinema) e il Corpo dei Marines cominciano a capire insieme il potere del cinema nella costruzione dell’immagine pubblica dell’America. Il film venne proiettato alla Casa Bianca alla presenza del Presidente Calvin Coolidge.

Nel programma della tarda mattinata di martedì, con inizio alle ore 11.30, si vedrà anche uno dei primi film diretti da Marshall Neilan, The Country That God Forgot, del 1916, un western che avrebbe potuto avere come protagonista Tom Mix, ruolo che invece toccò a Tom Santschi. L’idea di West di Marshall Neilan non è comunque quella dei rodei e delle cavalcate “alla Mix”, il suo è un western austero ambientato nel paesaggio desertico del Mojave, in cui rappresenta la durezza della vita, quella di un minatore che lavora in condizioni estenuanti e di sua moglie, scoraggiata dalla monotonia e dallo squallore della loro esistenza. L’ottima copia del George Eastman Museum conferma le doti di un regista quasi al debutto ma già dalla mano sicura.

Sempre la mattina, alle ore 10, è in programma Seven Sinners (1925), il primo lungometraggio di Lewis Milestone, ebreo russo trasferitosi a Hollywood, autore di importanti film di ispirazione letteraria e di genere bellico (vincerà l’Oscar per All’ovest niente di nuovo). Non era certo una debuttante la protagonista di Seven Sinners, Marie Prevost, una delle attrici più gettonate di Hollywood e la preferita di Ernst Lubitsch. Da notare che la sceneggiatura del film, una curiosa commedia di maldestri scassinatori, oltre alla firma di Milestone, reca anche quella di Darryl F. Zanuck, futuro capo della Fox.

Nel pomeriggio di martedì, alle 15.30, uno dei titoli imperdibili della rassegna dedicata alla cinematografia di Weimar: Der Reigen [Il girotondo], diretto da Richard Oswald nel 1920. È la storia di una povera ragazza, Elena (Asta Nielsen) che cade nelle grinfie di un proprietario di cabaret (Conrad Veidt, il leggendario protagonista del coevo Il gabinetto del dottor Caligari) che vuole indurla alla prostituzione. Quando per Elena si delinea la possibilità di una vita normale, tutte le illusioni improvvisamente crollano e per lei è la fine. Der Reigen rispecchia una visione estremamente pessimistica dei rapporti sociali e l’impossibilità di ogni redenzione per i più poveri. Tutta la simpatia va a Elena, mentre i personaggi maschili appaiono squallidi e guidati esclusivamente da un desiderio di controllo sessuale.

Le Giornate del Cinema Muto sono realizzate grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Pordenone, della Camera di Commercio Pordenone-Udine, della Fondazione Friuli e con la partecipazione di BCC Pordenonese e Monsile.

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