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lunedì , 8 Giugno 2026

Presentata Estate Teatro Verdi, legame vitale tra città e territorio

PORDENONE – Una ricca estate che parte dal cuore di Pordenone e arriva fino alle vallate pordenonesi, sotto il segno di un “un legame tra città e territorio” che attraversa palcoscenici, piazze, borghi, malghe e paesaggi naturali di grande suggestione. Per l’Estate 2026 il Teatro Verdi di Pordenone presenta – insieme a Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Pordenone – un articolato cartellone che dal 27 giugno al 1° settembre intreccia teatro, musica, racconto, poesia, letteratura, cultura della montagna, alta formazione teatrale e musicale e un percorso di laboratori che coinvolgerà 70 tra bambini e ragazzi, confermando il ruolo del Verdi come presidio culturale capace di abitare la città e, insieme, di muoversi nel territorio, portando spettacolo e pensiero nei luoghi più identitari della sua provincia.
«Il Verdi è un luogo di incontro e di cultura vissuta», sottolinea il Presidente Giovanni Lessio. «L’Estate 2026 riflette la nostra idea di proposta e il nostro ruolo culturale: uno strumento di crescita, riflessione e sviluppo, capace di collegare generazioni, linguaggi e territori».

La programmazione estiva si compone di più percorsi: i quattro appuntamenti dei mercoledì in Teatro, sul palcoscenico del Verdi con ingresso da via Roma; il Montagna Teatro Festival Estate un’originale occasione d’incontro nelle vallate montane della provincia pordenonese con undici affascinanti tappe tra prosa, poesia e musica. Ancora, le Music Nights, tre serate sotto le stelle in Piazzetta Pescheria e la rinnovata presenza della Gustav Mahler Jugendorchester, protagonista di una nuova residenza artistica estiva a Pordenone che comprende anche due concerti in regione (Duomo di Valvasone e Chiesa di Polcenigo) e i due grandi concerti al Verdi per il Summer Tour 2026. Un itinerario che accompagna Pordenone nel percorso verso Capitale italiana della Cultura 2027, di cui il progetto Montagna è parte del programma ufficiale 2027, e che guarda al territorio come a un grande teatro naturale, attraversato da linguaggi diversi e da una programmazione pensata per pubblici differenti.

Ad aprire l’Estate 2026 è il cartellone del Montagna Teatro Festival che dal 27 giugno al 2 agosto proporrà spettacoli, concerti e passeggiate poetiche uscendo dagli spazi del Verdi per abbracciare luoghi unici delle nostre vallate: Poffabro, Budoia, Meduno, Pinzano al Tagliamento, Caneva, Tramonti di Sopra, Vito d’Asio, Barcis, Clauzetto e Andreis.

«Per il quinto anno consecutivo continuiamo a costruire percorsi dedicati alla nostra montagna, quest’anno con una particolare attenzione anche ai territori più colpiti dal terremoto del 1976», spiega ancor Lessio: «in collaborazione con il Club Alpino Italiano e la partnership di oltre 50 realtà territoriali tra cui Fondazione Friuli, Banca 360 FVG e Camera di Commercio Pordenone-Udine portiamo differenti linguaggi dello spettacolo dal vivo in luoghi unici delle nostre vallate: un percorso diffuso e multidisciplinare inserito dal Comune nel percorso di Pordenone Capitale della Cultura 2027».

L’apertura è affidata sabato 27 giugno, alle 20.00, a Poffabro, in Piazza XX Settembre, a Giobbe Covatta e il suo spettacolo “70. Riassunto delle puntate precedenti”: alla soglia dei settant’anni e dopo quarant’anni di carriera, il noto comico pugliese, noto per il suo pluriennale impegno ambientale, torna in scena con un percorso tra i suoi monologhi più celebri, in una sorta di “menù degustazione” della sua comicità, capace di parlare di amore, religione, natura, uomini e donne, terzo mondo e vecchiaia con ironia, intelligenza e irresistibile energia teatrale.

Il giorno successivo, domenica 28 giugno, il festival raggiunge alle 11.00 Budoia, Malga Campo, con “Everest 1924. Catturare l’infinito”, scritto e diretto da Gioia Battista, con Giustina Testa e Nicola Ciaffoni. Lo spettacolo rievoca il mistero di Mallory e Irvine, scomparsi l’8 giugno 1924 a pochi metri dalla vetta dell’Everest, intrecciando la memoria della grande spedizione al racconto di una giovane fotografa che, ritrovando una Kodak identica a quella usata nell’impresa, si immerge in una vicenda leggendaria fatta di avventura, amore e memoria. A seguire, sarà possibile pranzare in malga su prenotazione.

Sabato 4 luglio, alle 18.00, il viaggio prosegue in Val Meduna, a Meduno, Borgo del Bianco, con “Leonard Cohen. Il poeta che cantava le donne”, concerto-spettacolo con drammaturgia e interpretazione di Christian Poggioni e voce e chitarra di Marco Belcastro. La figura complessa e magnetica di Cohen — poeta, romanziere, cantautore, artista spirituale e sensuale — viene raccontata attraverso vita e canzoni, da “Suzanne” a “Hallelujah”, da “Dance me to the end of love” a “Bird on the wire”, in un percorso che unisce commozione, ironia e profondità.

Domenica 5 luglio, alle 17.00, nella Chiesa campestre della Santissima Trinità di Pinzano al Tagliamento, il Bazzini Consort propone “Le stagioni del mondo. Vivaldi incontra Piazzolla”, un dialogo tra le Quattro Stagioni vivaldiane e le Cuatro Estaciones Porteñas di Astor Piazzolla. Barocco veneziano e tango nuevo si incontrano in un viaggio tra natura descrittiva e paesaggio urbano, tra contrappunto, nostalgia argentina e slancio ritmico.

Sabato 11 luglio, alle 18.00, il festival sale a Caneva, Stevenà – Malga Fossa, per un omaggio alla figura di San Francesco con “Lu Fossu. Un incontro con San Francesco, poeta”, scritto da Azzurra D’Agostino e interpretato da Michele Bandini. Non un’agiografia patinata, ma il ritratto terreno, ironico e poetico di un Francesco vivo, padre della poesia italiana, che torna a interrogarci a ottocento anni di distanza. Anche in questo caso l’esperienza si completa con la cena in malga, su prenotazione.

Sabato 18 luglio, alle 18.00, Tramonti di Sopra, Teatro di fieno (presso Centro Polifunzionale Via Monte Rest 20), ospita “Cerco un centro di gravità permanente”, omaggio a Franco Battiato, ancora firmato da Christian Poggioni e Marco Belcastro. Musica, parole e poesia ripercorrono la vicenda artistica e spirituale del cantautore siciliano attraverso brani che hanno accompagnato generazioni: da “La cura” a “E ti vengo a cercare”, da “Voglio vederti danzare” a “Povera patria”, fino a “Centro di gravità permanente”.

Domenica 19 luglio, alle 18.00, a Vito d’Asio, Piazza Fontana, arriva “La distanza della luna”, tratto da Italo Calvino, con Michele Eynard e Pierangelo Frugnoli, per la regia di Carmen Pellegrinelli. Il racconto delle Cosmicomiche prende forma in uno spettacolo sognante e ironico, dove fisica, musica e poesia accompagnano il pubblico in un viaggio verso una Luna vicinissima e insieme irraggiungibile, metafora dei desideri più profondi.

Venerdì 24 luglio, alle 20.00, la Valcellina diventa scenario di grande impatto per “The Art of Taiko”, in programma a Barcis, nella piazza lungo lago. La compagnia Munedaiko, diretta da Mugen Yahiro, porta in scena la forza arcaica e rituale del tamburo giapponese, alternando tradizione secolare e composizioni originali, in una performance in cui suono, corpo, vibrazione e leggenda si fondono in un’esperienza potente e immersiva.
Sabato 25 luglio, in orario serale, il festival toccherà poi la Val Cosa, a Clauzetto, nelle Grotte di Pradis, con l’appuntamento “Italo Zannier e la montagna” a cura di Giulio Zannier e Marco Minuz dove immagini, suoni e parole raccontano il rapporto fra la fotografia di Zannier e la sua montagna pordenonese.

Sabato 1° agosto, alle 20.00, ad Andreis, nel Piazzale della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, sarà la volta de “Il dio bambino”, testo e musiche di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, interpretato dall’attore Fabio Troiano con la regia di Giorgio Gallione. Un monologo di tragicomica e lucidissima attualità, nato nel 1993, che indaga l’uomo, le relazioni, la fragilità dell’età adulta e l’eterna tentazione di restare bambini. A suggellare il festival domenica 2 agosto – dalle 11.00 sempre ad Andreis – la passeggiata poetica per Federico Tavan “Ài gola da dîve”, con Francesco Indrigo, Silvio Ornella e Giacomo Vit, a cura di Roberto Cescon e in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge. Un omaggio a una voce appartata, ruvida e visionaria della poesia friulana, nei luoghi che più hanno nutrito il suo sguardo sul mondo.

Il Montagna Teatro Festival Estate del Verdi di Pordenone si arricchisce di un progetto formativo in residenza con il Laboratorio di Drammaturgia “Scrivere per la scena di montagna”, coordinato dalla prof.ssa Valentina Gallo e la prof.ssa Anna Scannapieco dell’Università degli Studi di Padova, promosso in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. Il percorso, dedicato alla scrittura teatrale su storie di montagna, affronta temi legati al paesaggio, alle comunità che lo abitano, alla fragilità dell’ecosistema e al concetto di confine, con esito finale nella realizzazione di un monologo. A guidare il laboratorio saranno il drammaturgo, performer e regista Jacopo Giacomoni e il drammaturgo e regista Emanuele Aldrovandi, nuovo consulente artistico per la prosa del Teatro Verdi di Pordenone. Lo stage si terrà dal 27 al 31 luglio a Clauzetto, con dieci posti disponibili aperti a partecipanti che lavoreranno insieme agli studenti dei corsi di Lettere e Filologia Moderna dell’Università di Padova. Scadenza delle candidature: 15 giugno.

Accanto al viaggio nelle valli, il Teatro Verdi apre anche il proprio palcoscenico a quattro appuntamenti estivi: i mercoledì in Teatro, tutti alle 21.00, propongono spettacoli e concerti capaci di alternare racconto, ironia, letteratura, danza e vocalità. Si parte mercoledì 1° luglio con “Giusto”, one man show di e con Rosario Lisma, tenero e tagliente, romantico e feroce: la storia di un impiegato INPS mite e sognante, innamorato della figlia del suo potentissimo capo, diventa una fiaba contemporanea che unisce comicità, satira sociale e improvvisi squarci di malinconia.
Mercoledì 8 luglio sarà la volta di Fabio Genovesi con “Tutti primi sul traguardo del mio cuore”, mise en espace di Marta Dalla Via: uno spettacolo che attraversa ciclismo, sentimenti, eroismi strampalati e storia recente, trasformando la passione per le due ruote in una grande metafora della vita, tra fatica, sogni, cadute e imprese inattese. Mercoledì 15 luglio “Ensueño Español” riunirà il pianismo di Alex Trolese e il baile flamenco di Marta Roverato in un omaggio alla Spagna musicale del primo Novecento, da Albéniz a De Falla, da Mompou a Ravel, in un incontro tra rigore pianistico e energia del corpo. Mercoledì 29 luglio chiuderà il ciclo “Echo” dei Venice Vocal Jam, gruppo vocale a cappella nato a Venezia nel 2010 e reduce da quattro premi ai CARA 2026, gli Oscar internazionali della musica a cappella.

Sette voci, senza strumenti, attraverseranno brani italiani e internazionali, da “Hallelujah” a “Libertango”, da “Ain’t Nobody” a “Stand by me”, accanto a composizioni originali.
L’estate offre anche particolare spazio alla musica – a cura del consulente musicale del Verdi M° Alessandro Taverna – ai suoi protagonisti, tra le Music Nights dedicate a una nuova generazione di musicisti e la nuova residenza della Gmjo. «Accanto ai grandi nomi che calcheranno il palcoscenico del Verdi da luglio a settembre, quest’estate ci sta particolarmente a cuore il percorso dedicato ai giovani musicisti», spiega ancora il Presidente Lessio. «Le Music Nights di agosto e la residenza e i concerti della Gustav Mahler Jugendorchester – oltre cento talenti under 27 da tutta Europa, e che solo grazie a questa residenza potranno esibirsi nei maggiori teatri europei nel corso dell’estate – rappresentano il cuore pulsante di questa stagione estiva: investire nelle nuove generazioni significa investire nel futuro della musica e della cultura del nostro territorio».

Dal 10 al 12 agosto il Teatro Verdi sposta quindi il suo baricentro in Piazzetta Pescheria con la musica sotto le stelle delle Music Nights, tre serate a ingresso libero dedicate all’ascolto di una nuova generazione di musicisti.

Lunedì 10 agosto, alle 21.00, Anton Dressler presenta “Livemovements”, un concerto per clarinetto e computer in cui il suono viene catturato, elaborato e restituito in tempo reale, costruendo una partitura che nasce nel momento stesso dell’esecuzione. Martedì 11 agosto, sempre alle 21.00, l’Ensemble di trombe del Conservatorio di Padova incontra il Tiepolo Brass guidato da Diego Cal, in un programma che attraversa epoche e stili, da Gabrieli a Morricone, da Verdi a Puccini. Mercoledì 12 agosto la GMJO Night porterà in piazza un ensemble dei giovani musicisti della Gustav Mahler Jugendorchester, nel cuore della loro residenza pordenonese, per una notte di musica tra virtuosismi moderni e riletture di grandi classici.

La presenza della Gustav Mahler Jugendorchester rappresenta uno dei cardini dell’estate del Verdi. Negli anni il Teatro pordenonese ha costruito con la GMJO una solida partnership artistica, formativa e culturale, investendo nella crescita delle nuove generazioni di musicisti. Oltre 1.500 giovani talenti provenienti da più di 30 Paesi europei si sono formati a Pordenone, lavorando con direttori e solisti tra i più autorevoli del panorama internazionale: Herbert Blomstedt, Kirill Petrenko, Vladimir Jurowski, Jukka-Pekka Saraste, Philippe Jordan, Ingo Metzmacher, Lisa Batiashvili, Jean-Yves Thibaudet, Renaud e Gautier Capuçon, Angela Denoke, Christian Gerhaher, Matthias Goerne.

La residenza 2026, in programma dal 7 al 17 agosto, si articola in sessioni intensive di prova e perfezionamento musicale con tutor di fama internazionale e un direttore assistente selezionato tra i giovani talenti più promettenti della scena mondiale.

Durante la settimana di lavoro, la Gmjo offrirà al territorio anche due concerti speciali a ingresso gratuito con prenotazione: giovedì 13 agosto, alle 20.00, nel Duomo di Valvasone, e venerdì 14 agosto, alle 20.00, nella Chiesa di Polcenigo con un programma tra Purcell, Stravinsky, Puccini, Wagner fino a Edward Elgar. Una tradizione che si rinnova: negli anni, infatti, i concerti della residenza hanno già portato la grande musica europea in luoghi simbolici della regione come il Castello di Miramare, Aquileia, Gorizia, Gemona, Tolmezzo e Lignano Sabbiadoro.

Il gran finale dell’estate sarà affidato proprio alla Gustav Mahler Jugendorchester, una delle Orchestre giovanili più prestigiose al mondo, che tornerà in Teatro per i due attesi concerti del Summer Tour 2026 – che toccherà Bolzano, il Festival di Salisburgo, Dobbiaco, Amsterdam, Amburgo, Kloster Eberbach, Ravello – sotto la direzione del Maestro Philippe Jordan, tra i più apprezzati direttori del panorama internazionale. Lunedì 31 agosto, alle 20.30, il programma metterà a confronto due universi sonori: la Musica per archi, percussione e celesta di Béla Bartók, capolavoro del Novecento costruito su architetture rigorose, tensioni ritmiche e atmosfere inquietanti, e la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore “Romantica” di Anton Bruckner, vasto paesaggio sinfonico sospeso tra natura, luce e trascendenza. Martedì 1° settembre, alle 20.30, sarà invece la “notte Mahler”, con la Sinfonia n. 7 in mi minore, una delle pagine più enigmatiche e affascinanti del compositore, capace di attraversare il notturno, il grottesco, l’ironia e l’esplosione finale di una scrittura orchestrale visionaria.

Non mancherà nel corso dell’estate uno spazio dedicato ai laboratori teatrali per bambini e bambine, ragazzi e ragazze tra i 7 e i 18 anni: una settantina tra giovani e giovanissimi già iscritti, che parteciperanno ai percorsi di avvicinamento al teatro e ai suoi linguaggi per un’esperienza di scoperta di sé ed esplorazione di nuovi mondi. Ogni laboratorio è personalizzato nel linguaggio, nei testi e negli strumenti utilizzati a seconda della fascia d’età a cui è rivolto, con attività che stimolano l’espressione corporea, la creatività e lo stare insieme. I laboratori partiranno il 29 giugno e sono curati da Campo Teatrale.

Con questo cartellone, il Teatro Verdi conferma un’idea di estate culturale ampia e dinamica: un programma che costruisce un percorso tra città e montagna, tra nuove generazioni e grandi interpreti, tra protagonisti di casa nostra e ospiti internazionali. Dal palcoscenico del Verdi alle piazze alpine, dalle malghe alle chiese storiche, dalle notti musicali in Piazzetta Pescheria alla grande orchestra europea, l’Estate 2026 diventa un invito a vivere il territorio con occhi nuovi, seguendo il filo dello spettacolo dal centro di Pordenone fino ai paesaggi delle sue valli.

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